Associazione a congresso

Meritocrazia Italia: una rivoluzione culturale per riavvicinare i cittadini alla politica

"Solo attraverso la verità e l'impegno si possono raggiungere risultati"

Meritocrazia Italia: una rivoluzione culturale per riavvicinare i cittadini alla politica

Si è concluso nel fine settimana il settimo congresso di Meritocrazia Italia che ha consacrato il movimento come forza emergente nel contesto politico nazionale.

Il Consiglio ha chiesto al congresso di impegnare Meritocrazia Italia nell’opera di rivoluzione culturale del Paese, per rimettere al centro i valori della preparazione e dell’onestà intellettuale, puntando alla formazione di un “Governo del merito” che sia in grado di ricostruire un sentimento di fiducia collettiva nella democrazia e nella premialità, rinsaldando il legame tra cittadini e istituzioni.

 

Meritocrazia Italia a congresso. Le parole del presidente Mauriello

L’obiettivo è ambizioso, e lo sa bene il presidente Walter Mauriello, che traccia però un quadro piuttosto chiaro del Paese e delle proposte

“In Italia i dati dicono che non esiste meritocrazia, oppure esiste ma nella maggioranza dei casi non viene applicata”.

“Chi resta dietro spesso ci rimane. Poi viene dato il contentino del reddito di cittadinanza o inclusione, ma quella è una sconfitta, perché dimostra che lo Stato fa vedere ai cittadini che c’è una parte del Paese che non può ottenere risultati”.

Ricollegare i cittadini con la politica

L’obiettivo principale deve essere restituire credibilità alla politica, rinsaldando il legame con gli italiani, oggi ai minimi storici. Come ha spiegato la vicepresidente Manuela Lampitella.

“La prima cosa che i cittadini vogliono è la verità: si è persa fiducia nella politica perché spesso vediamo che la realtà viene rappresentata per slogan, e ciò che viene detto non trova riscontro. I cittadini hanno bisogno di verità per tornare a credere nella politica e ritrovare la fiducia necessaria”.

Parole che trovano riscontro anche in Annamaria Bello, segretario nazionale di MI:

“I cittadini devono tornare protagonisti. E con questa definizione intendiamo coloro che sviluppano capacità critica rispetto ai grandi inganni di questa epoca e hanno scelto di partecipare e affrontare la cosiddetta ‘fatica di essere cittadini’, diventando parte attiva di un cambiamento necessario nei rapporti tra politica e cittadinanza, che devono essere vasi comunicanti”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere Alessandro Serrao:

“Solo attraverso la partecipazione dei cittadini si possono portare alle istituzioni le idee concrete e si possono riavvicinare il cittadini alla politica, intesa come quella che è la nostra quotidianità”.