Il Presidente Nazionale di Meritocrazia Italia, Avv. Walter Mauriello, accoglie con realismo e senso di responsabilità la notizia del prossimo accordo tra Stati Uniti e Iran, auspicando che questo passaggio non si fermi a una tregua di convenienza ma diventi l’atto inaugurale di una nuova agenda internazionale della pace e della condivisione, capace di spostare il baricentro della politica mondiale dalla logica dello scontro permanente alla costruzione concreta di un mondo più equilibrato, più inclusivo, governato da regole chiare, trasparenti e non sindacabili a seconda delle convenienze del momento.
“L’accordo USA-Iran apra la stagione della pace vera”
La pace, per essere duratura, non può reggersi sull’ambiguità diplomatica né su compromessi che sacrificano la vita civile delle popolazioni, perché acqua, energia, sanità e cibo non sono leve negoziali ma condizioni minime di sopravvivenza che devono rimanere fuori da ogni calcolo strategico.
È tempo di smettere di nascondere i problemi dietro il filtro rassicurante del politicamente corretto, che serve solo a rinviare le soluzioni e a deresponsabilizzare chi governa, e di scegliere invece il politicamente vero: dire le cose come stanno, attribuire le responsabilità senza ipocrisia, misurare i risultati con criteri oggettivi e pretendere che gli impegni assunti siano verificabili da soggetti terzi indipendenti.
Solo su questa base si può ricostruire fiducia tra gli Stati e, soprattutto, tra gli Stati e i cittadini, perché un ordine internazionale credibile non si fonda sulla retorica ma sulla coerenza tra parole e fatti.
Ma la pace tra i governi resta fragile se i cittadini si disimpegnano dalla politica, perché ogni spazio vuoto lasciato da chi smette di partecipare, controllare e proporre viene occupato da logiche di potere che non rispondono a nessuno e che, giorno dopo giorno, realizzano pezzi di totalitarismo senza che ce ne accorgiamo, fino a quando la democrazia si riduce a una cerimonia vuota.
Per questo Meritocrazia Italia chiede con forza tre impegni immediati:
- (i) trasparenza e verifica internazionale su ogni accordo che riguardi sicurezza e infrastrutture essenziali, con applicazione uniforme di regole valide per tutti senza doppie misure;
- (ii) riaffermazione di principi non negoziabili come sovranità, protezione dei diritti e dei civili, reciprocità degli impegni e sanzioni certe per le violazioni accertate;
- e (iii) soprattutto il ritorno attivo dei cittadini alla politica, perché la democrazia non si difende con gli slogan o con l’indignazione sui social, ma con l’assunzione di responsabilità quotidiana nei territori, nelle istituzioni, nelle scelte che riguardano il futuro di tutti.
Se l’accordo tra Washington e Teheran segnerà davvero l’inizio di questo cambio di passo, troverà in Meritocrazia Italia un sostegno leale e costruttivo. Al contrario, se sarà solo l’ennesimo comunicato senza seguito, troverà la stessa lealtà nel denunciarne l’inconsistenza.
Il tempo delle ambiguità è finito, il tempo del merito, della chiarezza e della verità politica è cominciato, e dipende da ciascuno di noi fare in modo che non venga sprecato