SGUARDO AL FUTURO

Meritocrazia Italia: “Che la vittoria del No possa ora aprire una nuova fase riformista”

Il Presidente Mauriello invoca il dialogo parlamentare per l'aggiornamento della Carta e il superamento delle divisioni sociali

Meritocrazia Italia: “Che la vittoria del No possa ora aprire una nuova fase riformista”

All’indomani della vittoria del No al referendum costituzionale, Meritocrazia Italia, che in campagna referendaria ha sostenuto il Sì ma ha sempre dato spazio anche alle voci contrarie, ospitando nei propri dibattiti pure i sostenitori del No, plaude in primis la grande affluenza, vittoria della democrazia, e vede un Paese spaccato in due, con percentuali molto simili a quelle del referendum istituzionale del giugno 1946.

Meritocrazia Italia: “Aprire una nuova fase riformista”

«Si apre ora una fase riformista», considera il Presidente nazionale Walter Mauriello, «perché la divisione dell’Italia quale emersa dalle urne non consente al No di seppellire tutto, anzi deve incoraggiare una ripresa del dialogo in senso più costruttivo. Del resto, come ha detto anche ai nostri microfoni l’ormai ex presidente di ANM Cesare Parodi, ora dovrà essere la magistratura a prendere l’iniziativa e a proporre la riforma della giustizia. Se una lezione si deve trarre, ebbene che sia quella di portare tutto in discussione parlamentare: si accettino le proposte, si giunga a una maggioranza qualificata alla Camera e al Senato così da varare una nuova riforma senza dover ricorrere a un’ulteriore consultazione popolare».

Mauriello dichiara che MI «confida in un’ampia partecipazione. Dobbiamo capire che la Carta costituzionale, pur nella sua necessaria rigidità, è evolutiva, contiene in se stessa le indicazioni per il proprio cambiamento, e questo cambiamento non è tradimento bensì adeguamento ai tempi e all’evoluzione sociale. Un Paese come il nostro se non cambia morirà, e questo lo vediamo noi meglio dei partiti, perché aggregare è diventato difficilissimo. In Italia se si vuol aggregare si va contro, e Meritocrazia Italia non andrà mai contro nessuno. Questo è un Paese dalla politica arrugginita, indipendentemente dall’affermazione del No, che va rispettata soprattutto da chi ha vinto. Si devono rispettare quei dieci milioni di italiani che hanno chiesto di cambiare qualcosa».

«Non abbiamo mai detto che se avesse vinto il No sarebbe crollato il mondo», conclude il Presidente. «Gli estremismi non ci piacciono, ci piace piuttosto vagliare i fatti e farci sentinelle della corretta applicazione della Costituzione, che oltre a salvaguardare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura tutela i diritti dei cittadini in ogni loro forma individuale e collettiva. L’Italia non ha bisogno di usare la Carta come scudo salva-privilegi, bensì di costruire nuovi diritti a vantaggio dell’equità sociale, che per noi è importante tanto quanto il merito. Siamo un movimento post-ideologico, che non odia, per statuto, e rispetta tutti. Se il popolo vota, quel voto non è di chi ha votato No ma di tutti».