Tanto rumore per nulla? Forse sì, forse no.
Fatto sta che le giornate di assemblea plenaria alla sede del Parlamento Europeo di Strasburgo se non hanno portato un colpo di scena, poco ci manca.
In particolare, ieri, mercoledì 21 gennaio 2026, l’accordo tra l’Ue e i Paesi del Mercosur è praticamente finito nel “limbo”.
Ovvero, rinviato a data da destinarsi perché per il parere legale della Corte di Giustizia Ue del Lussemburgo ci potrebbero volere mesi.
Ue-Mercosur, lo stop da Strasburgo
La vicenda, tormentata e annosa, dei dazi con i Paesi del Sud America aveva avuto una svolta nelle scorse settimane.
Non senza polemiche a dire la verità, per il parere favorevole di Confindustria e quello decisamente negativo di Coldiretti.
E a quello in chiaroscuro delle associazioni consumatori si era anche accompagnata la frattura nella maggioranza di Centrodestra perché Fratelli d’Italia e Forza Italia avevano votato a favore e la Lega (guidando appunto la protesta di trattori e agricoltori) contro.
Ma da ieri come detto tutto sembra essere tornato in discussione. Tanto che per alcuni si è trattato di un vero e proprio “blitz” contro l’accordo precedentemente raggiunto dall’Ue.
Il blitz contro l’accordo, chi l’ha promosso
Il Parlamento europeo ha rinviato dunque l’accordo commerciale tra l’Ue e il blocco Mercosur alla Corte di giustizia dell’Ue per verificarne l’aderenza ai Trattati.
La mozione, presentata dal gruppo della Sinistra (The Left) e altri europarlamentari, è passata con 334 sì, 324 no e 11 astenuti.
Il voto di ratifica dell’Eurocamera è, dunque, bloccato in attesa dell’opinione della Corte, che ha sede in Lussemburgo, anche se la Commissione europea ha confermato di poter comunque far entrare in vigore l’accordo commerciale, seppure in via temporanea.
Una seconda risoluzione, presentata dal gruppo dei Patrioti, che chiedeva anch’essa una valutazione legale, è, invece, stata respinta con 225 voti a favore, 402 contrari e 13 astensioni.
La palla corte del Lussemburgo, cosa accadrà ora
Come conseguenza del voto positivo, sia la base giuridica dell’accordo di partenariato Ue-Mercosur (Empa) che quella dell’accordo commerciale provvisorio (Ita) sarà ora esaminata dalla Corte di giustizia.
In attesa del parere della Corte, il Parlamento europeo “potrà continuare l’esame dei testi, ma dovrà attendere la sua pubblicazione prima di altre decisioni”.
Quest’ultimo accordo, che riguarda una competenza esclusiva dell’Ue, “è, infatti, soggetto solo alla ratifica a livello dell’Unione” e richiederà sia il consenso del Parlamento europeo che l’approvazione formale finale del Consiglio.
Le reazioni, chi esulta
In questo contesto, Confeuro nelle scorse ore ha ribadito con forza la propria contrarietà all’accordo Ue-Mercosur, come dalle parole di Andrea Tiso, presidente nazionale della Confederazione Agricoltori Europei:

“Riteniamo questo passaggio uno spiraglio importante nella discussione del trattato. Il Parlamento europeo ha deciso, a nostro giudizio, di lanciare la palla in calcio d’angolo, aprendo una fase di riflessione che consideriamo necessaria. I tempi della Corte di Giustizia Ue sono notoriamente lunghi e questo consentirà forse di mantenere alta l’attenzione su un accordo che presenta ancora numerose criticità”.
E ancora:
“Restiamo speranzosi di poter ridiscutere alcuni aspetti fondamentali, a partire dal principio di reciprocità, indispensabile per tutelare il lavoro e il reddito dei piccoli e medi agricoltori europei. Questo voto sembra indicare una maggiore sensibilità del Parlamento europeo rispetto alle proteste e alle preoccupazioni del mondo agricolo. Continueremo a vigilare e a far sentire la voce degli agricoltori, affinché ogni accordo commerciale sia equo, sostenibile e realmente rispettoso delle regole europee”.
E naturalmente esulta anche Coldiretti che da inizio settimana era presente a Strasburgo per una mobilitazione di protesta.
Esulta, chiarissimo nella sua valutazione e durissimo nel suo giudizio contro l’accordo Ue-Mercosur, il presidente di Coldiretti Ettore Prandini:

“Il voto del Parlamento europeo rappresenta una risposta politica alle follie della presidente Ursula Von der Leyen e della sua ristretta cerchia di tecnocrati bruxellesi che hanno tentato di imporre un accordo cancellando ruolo, dignità e potere dell’Europarlamento”.
La rabbia degli agricoltori
In questa cornice ieri, 21 gennaio 2026, circa cinquemila agricoltori hanno invaso le strade di Strasburgo oggi per dire no al Mercosur. In place de Bordeaux soprattutto francesi, ma anche italiani – tra cui Confagricoltura, Coldiretti e Cia -, belgi e polacchi, arrivati fin sotto le istituzioni già dalla tarda mattinata.
Lapidario Cristiano Fini, presidente Cia ed imprenditore agricolo di Castelfranco Emilia, nel Modenese:
“No ad accordo se non avremo garanzie. Altrimenti nostra protesta continuerà”.
Sulla medesima linea il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, durante la manifestazione a Strasburgo:
“No ad accordo senza reciprocità, garantire qualità prodotti“.
Le richiesta di Coldiretti
Ma non solo. Coldiretti avanza ora nuove richieste all’Europa:
“Ora il Parlamento europeo porti avanti le norme sulla reciprocità che impediscano l’ingresso in Europa di prodotti che non rispettano le stesse regole, da qualsiasi Paese provengano. Così come era la situazione si sarebbe creato un precedente gravissimo con un Parlamento bypassato, svuotato delle sue prerogative, ridotto a mera formalità e incapace di esercitare controllo democratico su decisioni che incidono sulla sicurezza alimentare dei cittadini consumatori, sull’agricoltura europea e sulle politiche comunitarie”.
E ancora:
“E’ un primo passo importante ottenuto dalle tante mobilitazioni degli agricoltori di Coldiretti che continuerà a lavorare in questa direzione, il Parlamento europeo impedisce una forzatura pericolosissima e riafferma il proprio ruolo costituzionale, fermando un progetto della Von der Leyen che avrebbe sancito la marginalizzazione definitiva dell’unica istituzione direttamente eletta dai cittadini europei”.

Le reazioni, della politica
Sul fronte della politica, grande soddisfazione da parte degli eurodeputati di AVS che hanno dichiarato:
“Ricorriamo alla Corte per difendere le regole e l’autonomia dell’Unione. È una risposta chiara a un accordo che rischia di indebolire gli standard sociali, ambientali e sanitari. Gli agricoltori in piazza difendono i nostri standard. Un patrimonio che non può essere svenduto. Con Mercosur rischiamo concorrenza sleale da chi produce senza le stesse regole e di dover compensare, con soldi pubblici, gli effetti di un accordo sbagliato”.
Poi l’attacco al Centrodestra, ovvero la maggioranza di Governo in Italia:
“È inaccettabile l’ipocrisia dei partiti di governo italiani. In Parlamento europeo la Lega ha votato a favore della nostra mozione, Fratelli d’Italia contro. In Consiglio europeo invece entrambi sostengono l’accelerazione verso l’applicazione provvisoria dell’accordo. Chiediamo conto a chi parla di sovranità alimentare: Meloni e Lollobrigida devono spiegare questa doppia linea e la Lega non può limitarsi a scendere in piazza”.
Ma ad alimentare il senso di paradosso e a creare qualche imbarazzo nel Centrodestra c’è appunto anche la presa di posizione favorevole della Lega, come dalle parole della pasionaria del Carroccio, Silvia Sardone, addirittura a chiedere le dimissioni della presidente della Commissione Ursula von der Leyen:
“Disastrosa sconfitta per la Von Der Leyen con lo stop al Mercosur. Ora deve andare a casa. Allo stesso tempo nessuno provi a forzare la mano portando avanti il trattato dopo la bocciatura del Parlamento europeo. Noi saremo sempre dalla parte degli agricoltori”.
Viceversa, il voto di Strasburgo è stato accolto con delusione e da forte disapprovazione dal cancelliere tedesco Friedrich Merz:

“L’ostacolo posto dall’Europarlamento alla conclusione dell’accordo di libero scambio con il Mercosur non ci piace. Ma non ci fermeremo”.
Lo scontro Confindustria-Confagricoltura
Ma lo stop all’accordo Ue-Mercosur sta portando anche a una clamorosa spaccatura tra Confindustria e Coldiretti.
Perché in queste ore il presidente degli industriali Emanuele Orsini ha espresso un giudizio molto negativo su quanto avvenuto ieri a Strasburgo, con una pesante bacchettata a Lega, M5S ed eurodeputati di Sinistra:

“L’accordo sul Mercosur porta solo vantaggi, soprattutto in questi giorni complicati: le tensioni geopolitiche, le Borse in calo. Votando contro, la Lega e i Cinque Stelle non fanno il bene del Paese”.
E più nel dettaglio, con un attacco all’Ue:
“E’ l’ennesima prova che l’Europa non funziona. Le battaglie parlamentari finiscono per danneggiare i cittadini e le imprese. Dopo il Green Deal, un altro disastro. Come facciamo a metterci al tavolo delle trattative con l’America in questo momento?”. Il danno derivante da uno stop sarebbe consistente visto che grazie a quel trattato possiamo portare a casa 14 miliardi. Nel giro di due, tre settimane ci sono già state molte richieste da Brasile, Argentina, Paraguay”.
E infine, la stoccata ancor più dura contro Coldiretti:
“Non la pensano come noi? Allora eliminiamo le differenze tra industria e agricoltura: pagano accise ridotte sul gasolio, agevolazioni su Imu e una lista di altri sgravi. Gli interessi degli agricoltori sul Mercosur riguardavano riso, pollo e zucchero. Non si sono accontentati, hanno avuto più soldi e non è bastato. L’industria soffre, la facciamo saltare?”.