Meloni: "Il protocollo Italia-Albania va avanti"
Piantedosi: "Nel 2024 1.300 espulsi in più"
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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l'impegno del governo nel portare avanti il protocollo Italia-Albania per la gestione dei flussi migratori.
Lo ha dichiarato la premier intervenendo alla Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno durante la Conferenza dei prefetti e dei questori d'Italia.
Protocollo Italia-Albania, l'intervento di Meloni
"L'Italia è determinata a portare avanti il protocollo con l'Albania e a trovare una soluzione a qualunque ostacolo".
Secondo Meloni, l'azione del governo in materia di immigrazione è stata caratterizzata da soluzioni pragmatiche, non ideologiche, che cercano di risolvere i problemi per tutti.
Un risultato reso possibile, come ha sottolineato nel suo discorso, grazie a "un gioco di squadra" che coinvolge diverse istituzioni e autorità nazionali e internazionali.
Piantedosi: "Sbarchi ridotti del 60%"
A margine della Conferenza, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha evidenziato i risultati ottenuti dal governo nella gestione dei flussi migratori.
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"Abbiamo ridotto gli sbarchi del 60%. Nel 2023 abbiamo espulso circa 1.300 persone in più rispetto al 2022, si tratta di un incremento del 15-20% rispetto all'anno precedente", ha affermato il ministro.
Piantedosi ha poi evidenziato un altro elemento chiave dell'azione governativa: il rafforzamento dei canali di ingresso regolare. A sua detta, c'è stato uno straordinario incremento di corridoi umanitari e di ingressi per accesso regolare al lavoro.
I tre no al trasferimento di migranti
Fino a ora, i famosi centri in Albania non hanno funzionato. A inizio febbraio 2025, è arrivato il no dei giudici al trasferimento di 43 migranti che sono stati rimpatriati in Italia.
In questo terzo caso, è stata la Corte d’appello di Roma a sospendere il giudizio di convalida. Precedentemente, altre due decisioni simili erano state prese dai giudici della sezione immigrazione. Non proprio un successo.
Esprimendosi, i nostri magistrati hanno rimesso la decisione nella mani della Corte di giustizia dell’Unione europea e verrà comunicata il 25 febbraio.