secondo appello (flop)

Medicina, ancora caos nei test. Mur valuta il “tutti ammessi” (per scongiurare posti vuoti)

Prove giudicate impossibili, ondata di proteste e percentuali di idonei crollate

Medicina, ancora caos nei test. Mur valuta il “tutti ammessi” (per scongiurare posti vuoti)

Le polemiche attorno al nuovo sistema di accesso a Medicina non si placano. Il secondo appello del semestre filtro, svolto il 10 dicembre 2025, ha confermato tutte le criticità denunciate dopo la prima tornata di prove dello scorso 20 novembre.

All’uscita dalle aule, ieri pomeriggio, il clima era carico di frustrazione: i candidati hanno descritto quesiti giudicati “eccessivamente tecnici”, una difficoltà percepita come crescente e la sensazione diffusa che il nuovo modello “non sia cambiato davvero” rispetto al precedente numero chiuso. A far infuriare gli studenti, soprattutto, è stata ancora una volta la sezione di Fisica, considerata da moltissimi semplicemente impossibile.

Il Mur valuta una soluzione d’emergenza: ammettere tutti in graduatoria e recuperare i debiti formativi.

Test di Medicina: si prevede un nuovo flop al secondo appello

Fisica era impossibile, ancora più difficile del 20 novembre”, racconta una studentessa appena conclusa la prova. Una testimonianza che coincide con decine di altre raccolte fuori dalle sedi d’esame. Al centro delle critiche, quesiti ritenuti irragionevoli.

Medicina, ancora caos nei test. Mur valuta il “tutti ammessi” (per colmare i posti vuoti)
Test di Medicina

Le osservazioni non riguardano solo la complessità delle richieste, ma anche il principio stesso del semestre filtro, percepito come una barriera aggiuntiva più che come un percorso di selezione più equo.

Il Mur corre ai ripari

Di fronte al rischio che l’80% degli aspiranti camici bianchi resti escluso già nella fase iniziale, il ministero dell’Università e della Ricerca sta lavorando a una possibile via d’uscita. Le proteste, le segnalazioni di presunte irregolarità e i risultati disastrosi del secondo appello hanno spinto il Mur a prendere in considerazione un intervento straordinario.

L’ipotesi più concreta prevede l’inserimento in graduatoria di tutti i candidati, anche di coloro che non abbiano raggiunto la sufficienza — il “18” — in tutte e tre le prove. L’ammissione sarebbe però subordinata al recupero dei crediti formativi mancanti. La graduatoria verrebbe distribuita per fasce: in alto gli studenti che hanno ottenuto tre sufficienze (pochissimi), poi chi ne ha raggiunte due, e così via.

Anche chi non ha superato tutte le sezioni riceverà comunque l’assegnazione di una sede, dove sarà obbligato a colmare i debiti formativi. Un meccanismo che il ministero sta valutando dopo le numerose segnalazioni: gli studenti hanno parlato di quesiti “estremamente complessi” e, soprattutto, di una prova di fisica “impossibile”, con commenti e testimonianze che hanno invaso gruppi online e social.

I candidati coinvolti sono quasi 50.000, alle prese con prove di biologia, chimica — ritenuta più abbordabile da alcuni — e fisica, ancora una volta la sezione più difficile.

Delusione anche fra chi aveva rifiutato il voto del primo appello

Non pochi studenti avevano rinunciato al punteggio del primo appello, sperando in una seconda prova più equilibrata. Le aspettative si sono rivelate infondate.

Il senso di uno sbarramento percepito come insormontabile rimane dunque il nodo centrale, alimentando dubbi sulla reale efficacia della riforma che avrebbe dovuto superare il sistema del numero chiuso senza replicarne le storture.

Un possibile paradosso

I risultati, sommati a quelli del primo appello, rischiano di produrre un paradosso: l’eliminazione del numero chiuso potrebbe aver ridotto, invece che aumentato, il numero di futuri frequentanti.

L’Unione degli Universitari: “Sistema fallace, ricorsi possibili”

Durissima la posizione dell’Unione degli Universitari.

“A fronte delle rassicurazioni della ministra sulla presunta solidità del sistema, oggi abbiamo avuto una prova evidente del fatto che l’organizzazione del semestre filtro di Medicina è fallace e incapace di garantire condizioni realmente omogenee e trasparenti. Non può essere questa la risposta alla necessità di formare nuovi medici”, afferma l’organizzazione studentesca.

I rappresentanti dell’Udu erano presenti davanti a tutte le sedi d’esame per ricordare agli studenti la possibilità di presentare ricorso contro un sistema giudicato “profondamente ingiusto”.

Le preoccupazioni sollevate dall’Udu riguardano anche il rischio che diversi posti restino vacanti dopo i risultati del primo appello. Molti candidati hanno chiesto un terzo turno d’esame, mentre sui social diversi avvocati segnalano nuove presunte irregolarità: circolazione di messaggi WhatsApp con le domande, richieste di aiuto in tempo reale, picchi di ricerche su Google correlate ai quesiti proprio nella serata precedente.

Per questo, gli studenti hanno organizzato una nuova mobilitazione a Roma, nei pressi del Senato, per rilanciare il ricorso collettivo promosso dall’Udu dopo il primo appello e chiedere al governo un cambio di passo.

Il confronto con i dati del 2024

I numeri mostrano un quadro ancora più allarmante. Nel 2024, con il vecchio sistema del numero chiuso, circa 13.000 candidati su 60.000 avevano superato il test, con una percentuale di idonei intorno al 21-22%.

Nel 2025, nonostante l’accesso più ampio garantito dal semestre filtro (circa 53.000 partecipanti), le percentuali del primo appello sono crollate: solo il 12% idoneo in Fisica, il 19% in Chimica, il 20% in Biologia.

Appena 6.000 studenti hanno superato la prima tornata: meno della metà rispetto a quando il numero chiuso era ancora in vigore.

Se anche il secondo appello dovesse replicare gli stessi risultati — e le testimonianze raccolte lasciano proprio intendere questo — si aprirebbe la strada a un evidente paradosso: la riforma nata per allargare l’accesso rischia di produrre meno idonei degli anni precedenti.

Ed è proprio questo scenario che ha spinto il ministero a correre ai ripari.