L'INTERVENTO

Mauriello (Meritocrazia Italia): “Nuove ondate di calore, governare il cambiamento”

Il presidente: "Significa ripensare i tempi, i luoghi e le modalità del lavoro in un Paese che, sempre più spesso, riprende un ecosistema sub-sahariano"

Mauriello (Meritocrazia Italia): “Nuove ondate di calore, governare il cambiamento”

“Questa ondata di caldo torrido prova che il cambiamento climatico non è più una proiezione statistica su scenari futuri, né un tema relegato a studi teorici: è una realtà tangibile che sta ridefinendo le nostre abitudini quotidiane, la nostra economia e, inevitabilmente, la nostra legislazione” dice Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia. Il dirigente dell’associazione ha rilasciato questa dichiarazione giovedì 25 giugno 2026, commentando i recenti provvedimenti governativi introdotti per fronteggiare l’innalzamento globale delle temperature. “Oggi, con il decreto Infrastrutture, si reintroducono misure già sperimentate negli anni scorsi che permettono ad alcune categorie di operatori economici di sospendere o ridurre l’attività lavorativa in presenza di condizioni climatiche estreme”.

Oltre il sussidio: la necessità di una protezione attiva

Secondo l’analisi del rappresentante dell’organizzazione, l’attuale impianto normativo rappresenta “un intervento necessario e doveroso, ma che deve essere solo l’inizio di un dibattito più vasto e sistemico“. La riflessione si sposta quindi sulla gestione delle risorse e sulle tutele per il personale.

“La protezione dei lavoratori non può risolversi nel solo sussidio; deve evolvere in una protezione attiva, che passi attraverso una riprogettazione del lavoro e una lotta senza quartiere alla pigrizia intellettuale che ci impedisce di affrontare, con risposte strutturali, la crisi climatica globale”.

La sconfitta dell’ovvio e la programmazione a lungo termine

Il nodo centrale della questione risiede nel superamento dell’approccio emergenziale per evitare che i blocchi produttivi diventino una consuetudine. “La “sconfitta dell’ovvio” in questo campo significa proprio questo: smettere di stupirsi dell’ennesimo record di temperature e iniziare ad agire per rendere la società davvero resiliente” conclude Mauriello.

L’esponente di Meritocrazia Italia evidenzia infine i pericoli legati all’assenza di una visione strategica:

“Il rischio è quello di normalizzare l’eccezionale, di abituarsi a vedere le attività produttive bloccate dal termometro, senza però avere il coraggio di una programmazione decennale a lungo termine che riduca la nostra vulnerabilità”.