«La vicenda delle dimissioni di massa in Vigilanza Rai è l’ennesimo segnale di un malessere profondo: nel servizio pubblico continuano a prevalere dinamiche di parte, logiche di interesse politico e assetti non meritocratici che da anni ne limitano l’efficienza e la credibilità».
Così commenta Walter Mauriello, Presidente nazionale di Meritocrazia Italia.
«La paralisi di quasi due anni, seguita da accuse reciproche e da un sipario che cala senza una vera assunzione di responsabilità, racconta una realtà che i cittadini conoscono bene: la Rai è ancora terreno di scontro, non di servizio. Quando un organismo che dovrebbe essere di garanzia, poi, si paralizza così, significa che funziona da troppo tempo secondo convenienze contingenti delle forze politiche. Così perdono di credibilità le Istituzioni. E la stanchezza delle persone cresce, perché il servizio pubblico dovrebbe essere luogo di competenza, non di contese. Purtroppo non è neppure un caso isolato. Succede in molte attività istituzionali, con pregiudizio per la sana gestione di prestigiosi istituti culturali e sociali del Paese. Uno stallo forzato che mette a rischio il regolare funzionamento della macchina pubblica, subordinando platealmente, e di solito impunemente, il bene comune e l’efficienza delle grandi istituzioni nazionali a meri calcoli di spartizione di chi ha portato i singoli al potere. È davvero il momento di una riflessione seria, e di assumere determinazioni coraggiose, per riportare la Rai alla sua missione originaria, liberarla da logiche di appartenenza e restituirle un modello fondato su merito, trasparenza e responsabilità. Solo così potrà tornare a essere ciò che dovrebbe: quel servizio pubblico autorevole, efficiente e rispettato del quale i cittadini hanno bisogno».