In occasione della Giornata Mondiale della Pace del 1° gennaio 2026, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato un messaggio a Papa Leone XIV, richiamando l’urgenza di un impegno comune per la pace in una fase storica segnata da conflitti, instabilità e nuove tensioni globali. Un messaggio denso, che intreccia riferimenti morali, politici e culturali, e che invita governi e cittadini a non cedere all’indifferenza o alla rassegnazione.
Il Capo dello Stato ha accolto il tema scelto per la Giornata — “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante” — definendolo particolarmente adatto al momento storico attuale, caratterizzato da inquietudini diffuse e da un bisogno crescente di speranza.
“La pace nasce dal cuore”
Nel suo messaggio, Mattarella sottolinea come la pace non sia soltanto il risultato di accordi politici o diplomatici, ma un percorso che inizia dentro le persone. Richiamando il pensiero espresso dal Pontefice fin dall’inizio del suo pontificato, il Presidente osserva che la pace si fonda su amore, giustizia e solidarietà e richiede un cammino continuo fatto di responsabilità, perseveranza e capacità di ascolto.
Un percorso che non è mai semplice, ma che rappresenta l’unica strada possibile per il futuro dell’umanità. In questo cammino, sottolinea Mattarella, il magistero del Papa rappresenta un punto di riferimento costante e un sostegno morale in un contesto internazionale sempre più fragile.
Un mondo attraversato da nuovi conflitti
Nel messaggio emerge una forte preoccupazione per il ritorno della guerra come realtà concreta e non più solo come minaccia lontana. Mattarella richiama le parole pronunciate da Paolo VI all’Onu sessant’anni fa — “Mai più la guerra” — ricordando come allora il mondo vivesse sotto l’ombra della contrapposizione tra blocchi e del rischio nucleare.
Oggi, osserva il Capo dello Stato, i conflitti assumono forme diverse, coinvolgono nuovi attori e incidono profondamente sulla vita quotidiana di milioni di persone. Le tensioni geopolitiche, le disuguaglianze sociali ed economiche, la crisi climatica e l’impatto delle tecnologie emergenti rendono ancora più complesso il dialogo tra popoli e civiltà. Proprio per questo, sottolinea, diventa essenziale rafforzare il confronto e la cooperazione internazionale.
Il richiamo alla responsabilità dei governi
Secondo Mattarella, la pace non può essere lasciata al caso né affidata a logiche di forza. Serve una guida capace di “tenere il timone” anche nei momenti più difficili, evitando di farsi trascinare da paure o pulsioni irrazionali. Governi e istituzioni hanno il dovere di ascoltare il grido di chi chiede pace e di agire con saggezza per prevenire nuove fratture.
Il Presidente utilizza l’immagine della navigazione: se si seguono i venti più pericolosi, il naufragio è inevitabile. La salvezza, invece, dipende dall’impegno condiviso di tutti, cittadini e istituzioni, chiamati a contribuire a una pace fondata sul rispetto della vita, sulla dignità umana e sulla libertà.
Il ruolo dell’Italia e il valore del multilateralismo
Nel suo messaggio, Mattarella ribadisce il ruolo dell’Italia come Paese che, per dettato costituzionale, ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie. L’Italia, afferma, continuerà a lavorare per la composizione dei conflitti, per l’assistenza umanitaria e per il rafforzamento di un ordine internazionale fondato sul diritto e non sulla forza.
Un sistema multilaterale efficace, inclusivo e fondato sulla cooperazione resta, secondo il Presidente, l’unica alternativa credibile a un mondo dominato dalla legge del più forte. Un equilibrio oggi messo a dura prova dal disprezzo delle norme fondamentali della convivenza civile e del diritto internazionale.
Educare alla pace, a partire dalle parole
Nel messaggio trova spazio anche un forte richiamo all’educazione, soprattutto delle giovani generazioni. Costruire la pace significa formare coscienze capaci di dialogo, rispetto e responsabilità. Come ricordato anche da Sant’Agostino, citato dal Papa, per costruire la pace bisogna prima viverla interiormente.
Mattarella sottolinea l’importanza di un linguaggio disarmato, lontano da aggressività e propaganda, capace di dare voce anche a chi non dispone degli strumenti per farsi ascoltare. Una comunicazione fondata sull’ascolto, e non sulla contrapposizione, è parte integrante di questo cammino.
Un impegno che riguarda tutti
Nel concludere il messaggio, il Presidente della Repubblica ringrazia il Pontefice per le sue parole e per la guida morale offerta alla comunità internazionale, ribadendo l’impegno dell’Italia a contribuire alla costruzione di un mondo più giusto e pacifico.
La pace, sottolinea Mattarella, non è un’utopia riservata agli idealisti, ma una condizione necessaria alla sopravvivenza stessa dell’umanità, soprattutto in un’epoca segnata da trasformazioni tecnologiche profonde e da sfide globali senza precedenti.