In occasione della Giornata nazionale della Bandiera, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato una dichiarazione sottolineando il valore simbolico del Tricolore nella storia e nella vita degli italiani.
“Ricorre oggi il 229° anniversario della nascita del Tricolore, simbolo della nostra Patria”.
Mattarella celebra il tricolore
“Il Tricolore ha sventolato con la spinta dei venti rivoluzionari nella Repubblica Cispadana, nel 1797. Attraversando successivamente l’epopea risorgimentale, divenne nel 1861 la Bandiera del Regno d’Italia. Scelto dai Costituenti come vessillo del nuovo Stato, incarna oggi gli alti valori indicati dalla Carta costituzionale: unità, libertà, democrazia e coesione sociale del Paese.
Emblema della Repubblica, è elemento che contraddistingue in ogni luogo e in ogni ambito, dalle missioni di pace delle nostre Forze Armate alle sedi diplomatiche all’estero, alle competizioni sportive, l’identità italiana.

Tutti gli italiani guardano con amore e rispetto alla nostra Bandiera: in essa si riflettono la nostra storia comune e le fondamenta della nostra civiltà, in essa si riconosce la nostra comunità nazionale.
Viva il Tricolore, viva la Repubblica”.
Così il Presidente della Repubblica, nella giornata del 7 gennaio 2026.
Le origini del Tricolore: Reggio Emilia, 1797
Il Tricolore italiano nasce ufficialmente il 7 gennaio 1797, a Reggio Emilia, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decide che lo stendardo “di Tre Colori Verde, Bianco e Rosso” sia adottato universalmente, insieme alla coccarda cispadana, da portare da tutti.
Perché proprio questi tre colori?
All’epoca, con le armate napoleoniche in Italia, molte repubbliche giacobine adottarono bandiere a tre fasce ispirate al modello francese del 1790. Anche i reparti militari italiani che affiancavano l’esercito di Bonaparte avevano vessilli simili.
In particolare, nella Lombardia del tempo, il bianco e il rosso provenivano dall’antico stemma comunale di Milano, mentre il verde era presente nelle uniformi della Guardia civica milanese fin dal 1782. Questi stessi colori furono adottati anche dagli stendardi della Legione Italiana, formata da soldati di Emilia e Romagna, e probabilmente per questo la Repubblica Cispadana li confermò nella propria bandiera. Al centro della fascia bianca compariva lo stemma della Repubblica, con un turcasso contenente quattro frecce, circondato da un serto di alloro e ornato da un trofeo di armi.
L’epoca napoleonica: il Tricolore come simbolo popolare
Durante la prima campagna d’Italia (1796-1799), Napoleone smantellò l’antico sistema di Stati italiani e nacquero repubbliche giacobine come la Ligure, la Romana, la Partenopea e l’Anconitana. Molte non sopravvissero alla controffensiva austro-russa, mentre altre confluirono nel Regno Italico fino al 1814.

Fu in questi anni che il Tricolore iniziò a essere percepito come simbolo del popolo e delle libertà conquistate, e non più solo come vessillo militare o dinastico.
Il Risorgimento: bandiera della speranza
Nei decenni successivi, durante la Restaurazione, il Tricolore continuò a simboleggiare la libertà. Venne issato nei moti del 1831, nelle insurrezioni mazziniane e nelle imprese dei fratelli Bandiera, diffondendosi in tutta Italia come simbolo di speranza e unità.
Goffredo Mameli, nel Canto degli Italiani del 1847, scriveva: “Raccolgaci un’unica bandiera, una speme”, evocando la comune aspirazione all’indipendenza.

Durante la Prima Guerra d’Indipendenza, Carlo Alberto ordinò che le truppe portassero lo Scudo di Savoia sovrapposto al Tricolore, con una bordatura azzurra per distinguere lo stemma dalle bande bianco e rosse.
Dall’Unità d’Italia alla Repubblica
Con la proclamazione del Regno d’Italia, il 17 marzo 1861, il Tricolore continuò a essere la bandiera nazionale, anche se mancava una legge formale. Solo nel 1925 furono definiti i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di Stato, riservata a residenze reali, sedi parlamentari e rappresentanze diplomatiche.

Dopo la nascita della Repubblica, un decreto del 19 giugno 1946 stabilì la forma provvisoria della bandiera, confermata dall’Assemblea Costituente il 24 marzo 1947 e inserita nell’articolo 12 della Costituzione. Come si legge nel verbale:
“La bandiera della Repubblica è il Tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni“. La proposta fu approvata all’unanimità, con gli applausi del pubblico e dei membri dell’Assemblea.
Oggi il Tricolore continua a rappresentare unità, libertà e coesione sociale, sventolando dalle istituzioni alle missioni di pace, dagli eventi sportivi alle sedi diplomatiche, come simbolo di identità e orgoglio nazionale.