CERIMONIA

Mattarella alla Cassazione per il nuovo anno giudiziario: perché i vertici della magistratura vestono così?

Nel Palazzo di Giustizia l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026. Il significato degli abiti da cerimonia del Primo Presidente e del Procuratore generale della Corte Suprema

Mattarella alla Cassazione per il nuovo anno giudiziario: perché i vertici della magistratura vestono così?

Si è svolta oggi, venerdì 30 gennaio 2026, nell’Aula Magna del Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour a Roma, l’inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026 presso la Corte Suprema di Cassazione.

La cerimonia nel Palazzo di Giustizia

Alla cerimonia ha preso parte il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenuto all’Assemblea generale della Corte, a conferma del ruolo centrale che la giustizia riveste nell’equilibrio costituzionale dello Stato. L’evento è stato anche occasione per illustrare la relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2025, offrendo un quadro complessivo delle criticità, dei risultati e delle prospettive del sistema giudiziario italiano.

Sergio Mattarella, Ignazio La Russa, Lorenzo Fontana e Giovanni Amoroso

Accanto al Capo dello Stato erano presenti le più alte cariche della Repubblica: Ignazio La Russa, Presidente del Senato, Lorenzo Fontana, Presidente della Camera dei deputati, e Giovanni Amoroso, Presidente della Corte costituzionale, a sottolineare il carattere unitario e trasversale dell’appuntamento.

I lavori sono stati aperti dal Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Pasquale D’Ascola, che ha svolto la tradizionale relazione sull’amministrazione della giustizia, cuore dell’Assemblea generale. Sono poi intervenuti Fabio Pinelli, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Carlo Nordio, Ministro della Giustizia, Pietro Gaeta, Procuratore generale presso la Corte Suprema di Cassazione, Gabriella Palmieri Sandulli, Avvocato generale dello Stato, e Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense, offrendo punti di vista diversi ma convergenti sul funzionamento della giurisdizione e sul rapporto tra giustizia, politica e avvocatura.

Il Presidente Mattarella accolto da Carlo Nordio, Ministro della Giustizia – Rappresentante di Governo, da Pasquale D’Ascola, Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, e da Pietro Gaeta, Procuratore generale presso la Corte Suprema di Cassazione, in occasione dell’Assemblea generale della Corte Suprema di Cassazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 e per la relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2025
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Al termine degli interventi, il Primo Presidente ha dichiarato ufficialmente aperto l’Anno giudiziario 2026, nel rispetto di un rito che unisce continuità istituzionale e responsabilità verso i cittadini.

Il significato degli abiti rossi e bianchi

A colpire l’attenzione, come ogni anno, sono stati anche gli abiti cerimoniali indossati dal Primo Presidente della Cassazione e dal Procuratore generale: lunghi mantelli rossi bordati di bianco, accompagnati dal tradizionale copricapo.

Questi abiti non fanno parte dell’abbigliamento ordinario dei magistrati, che nelle udienze quotidiane indossano la toga nera. Si tratta invece di vesti di alta cerimonia, riservate esclusivamente a occasioni solenni come l’inaugurazione dell’Anno giudiziario o la presenza del Presidente della Repubblica.

Il Presidente Mattarella con da Pasquale D’Ascola, Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, e da Pietro Gaeta, Procuratore generale presso la Corte Suprema di Cassazione, in occasione dell’Assemblea generale della Corte Suprema di Cassazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 e per la relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2025

Il rosso scarlatto è storicamente il colore della suprema giurisdizione: richiama l’autorità della funzione giudiziaria, la dignità dell’ufficio e la continuità con una tradizione secolare che affonda le radici nel diritto europeo medievale. Il bordo bianco, ispirato all’ermellino, simboleggia invece la purezza, l’imparzialità e l’indipendenza del giudizio, valori fondanti dell’amministrazione della giustizia.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’Assemblea generale della Corte Suprema di Cassazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 e per la relazione sull’amministrazione della giustizia nell’anno 2025

Il copricapo, riservato alle cariche apicali, segnala visivamente il ruolo di vertice esercitato dal Primo Presidente e dal Procuratore generale all’interno dell’ordinamento giudiziario.