ricevuti al quirinale

Mattarella ai giovani diplomatici: “Percorso di diplomazia dalla Seconda Guerra Mondiale non si fermi”

Il presidente della Repubblica ha incontrato i vincitori del concorso per Segretari di Legazione – Corso Boris Biancheri Chiappori. Presente anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani

Mattarella ai giovani diplomatici: “Percorso di diplomazia dalla Seconda Guerra Mondiale non si fermi”

Ieri, 22 gennaio 2026, al Quirinale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato i vincitori del concorso per Segretari di Legazione – Corso Boris Biancheri Chiappori. Presente anche il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Mattarella ai giovani diplomatici: "Evitare che la civiltà internazionale torni alla barbarie è la nostra missione"
Giovani diplomatici ricevuti al Quirinale

Un’occasione importante per il Capo dello Stato per rivolgere un saluto ai giovani diplomatici, esprimendo al contempo l’apprezzamento per il loro impegno e congratulandosi per il prestigioso traguardo raggiunto.

Mattarella accoglie i giovani diplomatici

Nel suo discorso, il presidente della Repubblica ha sottolineato l’importanza di intraprendere la carriera diplomatica in un contesto internazionale particolarmente difficile.

“Iniziate in un contesto internazionale particolarmente difficile, fino a pochi anni fa imprevedibile in realtà”, ha affermato, evidenziando come il mondo stia affrontando sfide complesse e inaspettate. La diplomazia, ha spiegato, deve essere la chiave per evitare la dissoluzione dei progressi compiuti dalla comunità internazionale dal termine della Seconda Guerra Mondiale, “un percorso che ha fatto avanzare la comunità internazionale sul piano della civiltà e sul piano positivo di regole condivise.”

Mattarella ha ricordato che questi successi, pur essendo caratterizzati da contraddizioni e lacune, rappresentano un patrimonio da tutelare.

“È un percorso da difendere, anche perché in definitiva si tratta di evitare che questo percorso subisca una repentina drammatica inversione verso la barbarie nella vita internazionale.”

“Strumento di dialogo”

Il presidente ha proseguito ribadendo che la diplomazia è un “esercizio di straordinaria maestria” e non una mera rappresentanza.

“La diplomazia è interpretazione della Repubblica italiana nei rapporti con gli altri Paesi”, ha dichiarato, sottolineando il suo valore come strumento di dialogo, costruzione della fiducia e protezione degli interessi nazionali. “È un’attività di paziente costruzione della fiducia tra gli Stati e dei popoli, che è ben più consistente, stabile e permanente di quella semplicemente tra le istituzioni.”

Mattarella ai giovani diplomatici: "Evitare che la civiltà internazionale torni alla barbarie è la nostra missione"
Il discorso di Mattarella

Mattarella ha inoltre ricordato come la diplomazia italiana sia riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo per la sua credibilità, equilibrio, capacità di ascolto e la costante ricerca di soluzioni condivise. Un aspetto che si arricchisce, come sottolineato dal Presidente, dall’alta presenza femminile tra i vincitori del concorso, a testimonianza di una diplomazia sempre più inclusiva e di qualità.

In linea con la Repubblica italiana

Rivolgendosi ai neodiplomatici, Mattarella ha esortato a portare avanti il loro servizio in luoghi molto diversi dall’Italia, con una forte attenzione ai principi che caratterizzano la Repubblica italiana, come la pace, la cooperazione fra i popoli e il rispetto dei diritti umani.

“Vi sarà richiesto di comprendere queste realtà così diverse, senza deflettere mai dai principi che caratterizzano la nostra Repubblica”, ha detto, enfatizzando l’importanza di dialogare efficacemente in contesti culturali, politici e sociali diversi.

Un altro punto centrale del discorso è stato il ruolo fondamentale dell’Unione Europea. Mattarella ha affermato che l’azione dell’Italia in ambito internazionale è strettamente legata a quella dell’Unione, e che “tutelarne coesione, prestigio e forza” è una forma di tutela del nostro interesse nazionale e della nostra capacità di essere ascoltati sulla scena globale.

Il Presidente ha chiuso il suo intervento con un ricordo dell’Ambasciatore Boris Biancheri Chiappori, a cui è intitolato il concorso.

“Occorre avere nella diplomazia anche coraggio; il coraggio di difendere posizioni di civiltà che il nostro Paese interpreta e manifesta, anche contro ostinazione e posizioni totalmente difformi.” Un richiamo all’importanza del coraggio di difendere il dialogo e i principi del diritto internazionale anche nei periodi di contrapposizione, con un costante aggiornamento e approfondimento delle proprie conoscenze.