Da Bruxelles

Materie prime critiche, Procaccini-Fidanza-Razza (FdI-ECR): “Corte Conti UE conferma nostre preoccupazioni”

"E' inaccettabile che a fronte di obiettivi ambiziosi l’Ue continui a registrare risultati ben al di sotto dei target fissati"

Materie prime critiche, Procaccini-Fidanza-Razza (FdI-ECR): “Corte Conti UE conferma nostre preoccupazioni”

“L’allarme lanciato dalla Corte dei Conti europea sul rischio di approvvigionamento delle materie prime critiche entro il 2030 conferma quanto denunciamo da tempo. L’UE resta drammaticamente vulnerabile e dipendente da Paesi terzi per risorse strategiche indispensabili alla transizione energetica, industriale e tecnologica”.

Lo dichiarano gli europarlamentari di Fratelli d’Italia-ECR, Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, capo delegazione di FDI a Bruxelles, e Ruggero Razza.

Risultati sotto i target

“È inaccettabile – proseguono – che a fronte di obiettivi ambiziosi l’Ue continui a registrare risultati ben al di sotto dei target fissati, peraltro non vincolanti. Dipendere quasi totalmente da Paesi come Cina o Turchia per litio, terre rare, magnesio o boro significa esporre l’economia europea e le nostre filiere industriali a rischi geopolitici enormi”.

“Per questo – sottolineano – nella risoluzione sul Quadro finanziario pluriennale la delegazione di Fratelli d’Italia, dopo aver posto la questione in Conferenza dei Presidenti a nome dell’ECR, ha presentato un emendamento per l’istituzione di un fondo europeo specifico dedicato alle materie prime critiche, finalizzato a rafforzare concretamente il Critical Raw Materials Act (CRMA), anche alla luce degli ulteriori cospicui finanziamenti stanziati dal governo USA per il settore. Senza risorse adeguate, il regolamento rischia di restare solo un esercizio teorico”.