Maschio, femmina o X: come potrebbe essere la carta d'identità
Il voto positivo di Forza Italia ha suscitato la profonda irritazione dei Pro Vita. Anche il Centrosinistra ha votato "spaccato"

Sulla carta d'identità alla voce "genere" potremmo presto trovarci tre diciture: maschio, femmina o X (oppure neutro). Il Parlamento europeo si è espresso a favore sulla possibilità di riconoscimento in tutti gli Stati dell'Unione delle persone che compiono una transizione.
Il genere X nella nuova carta d'identità?
Il regolamento è passato con il 56% dei voti e non riguarda solo questo step (che è però senza dubbio il più interessante). Ne fanno comunque parte anche altre novità, dall'inserimento del chip elettronico alla protezione dei dati personali.
La novità però non sarà recepita immediatamente e servirà un nuovo passaggio. Il testo dovrà passare dal Consiglio Ue e ottenere l'approvazione dei ministri dei 27 Stati prima del via libera definitivo.
Cosa hanno votato i partiti italiani
La questione ha però palesato divergenze anche all'interno delle coalizioni italiane. Forza Italia, tranne il deputato Fulvio Martusciello (astenuto), ha votato a favore, suscitando l'ira dei Pro Vita ("È allarmante che un partito che si dice moderato e popolare come Forza Italia abbia sostenuto in blocco una proposta estremista, ideologica e radicale", ha dichiarato Antonio Brandi, presidente della onlus Pro vita & famiglia). No per Fratelli d'Italia (con Carlo Ciccioli astenuto) e Lega.
Il Pd ha votato a favore (astenuta soltanto Alessandra Moretti). Mimmo Lucano e Ilaria Salis, eurodeputati di Sinistra italiana, hanno votato contro a tutto il pacchetto, mentre il Movimento Cinque Stelle si è espresso a favore. "No", invece, dei Verdi.
Cosa succederà?
Anche in caso di approvazione del documento, però, non sarà automatica la dicitura X sui documenti. Sulle carte d'identità italiane, infatti, non compare la dicitura "genere" e dunque, per vedere un'identità neutra sui documenti sarà necessario aspettare un intervento legislativo e una riforma che la traduca in un'attestazione legale.