LEGGE DI BILANCIO

Manovra, oggi il via libera definitivo: com’è andata la seduta notturna (fino alle 4 del mattino)

La Camera ha spento le luci alle 4:31 del mattino e tornerà a riunirsi alle 11 per il voto finale, atteso all'ora di pranzo

Manovra, oggi il via libera definitivo: com’è andata la seduta notturna (fino alle 4 del mattino)

Ultimo miglio per la legge di Bilancio. Dopo la conferma della fiducia incassata ieri sera dall’Aula della Camera con 219 voti favorevoli, 125 contrari e 3 astenuti, oggi – martedì 30 dicembre 2025 – il Parlamento è chiamato al via libera definitivo al testo. Le dichiarazioni di voto inizieranno alle 11, mentre la votazione finale è attesa entro le 13, a ridosso della chiusura dell’anno e del rischio esercizio provvisorio.

La seduta notturna, iniziata nella sera di lunedì 29 dopo il voto di fiducia, si è protratta fino alle 4:31 del mattino, quando l’Assemblea è stata tolta. Un orario che fotografa bene l’urgenza di chiudere l’iter della manovra entro il 31 dicembre e che ha costretto deputati e governo a restare in Aula fino a notte inoltrata.

La notte degli ordini del giorno

La lunga maratona notturna è stata dedicata all’esame degli ordini del giorno, poco meno di 250, presentati sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Il primo round, iniziato dopo le 22, ha riguardato i pareri del governo: favorevole, contrario o favorevole con riformulazione.

Il parere favorevole equivaleva automaticamente a un via libera senza bisogno di votazione, come nel caso dell’ordine del giorno della Lega sulle pensioni. Tutti gli odg con parere contrario, invece, sono stati respinti dall’Aula, così come quelli con riformulazione non accettata dai proponenti. Non ci sono state sorprese: l’andamento dei voti ha seguito fedelmente le indicazioni dell’esecutivo.

L’ultima votazione (nella foto di copertina) è stata registrata alle 4:30 del mattino: un voto nominale, con procedimento elettronico, sull’ordine del giorno 9/2750/178 Barbagallo, sul quale il governo aveva espresso parere contrario. Con ancora 280 deputati presenti in Aula, la Camera ha respinto la proposta con 180 contrari, 95 favorevoli e 5 astenuti. Subito dopo, alle 4:31, la seduta è stata tolta.

Il selfie di Mara Carfagna in Aula durante le votazioni della Legge di Bilancio 2026

Con i lavori spintisi così lunghi nella notte, non sono mancati i dettagli curiosi, raccontati da La Repubblica. Tra i selfie di alcuni parlamentari, vedi Mara Carfagna segretaria della Camera di Noi Moderati, la presenza di Marta Fascina, recordwoman per assenze in Aula, fino ad un controsenso piuttosto sorprendente.

Ad accorgersene è la dem Chiara Braga:

“Con la legge di bilancio aumentate l’età pensionabile per il 96% degli italiani e poi date parere favorevole a un odg della Lega che chiede al governo di fermare l’aumento dell’età pensionabile“.

Pensioni, il nodo resta aperto

Un tema, quello delle pensioni appunto, tra i più rilevanti emersi durante la notte. È passato l’ordine del giorno della Lega che impegna il governo a valutare l’opportunità di riconsiderare l’aumento dell’età pensionabile previsto dalla normativa: un mese in più dal 2027 e tre mesi dal 2028. Il testo chiede di adottare iniziative normative per sospendere l’aumento, compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica.

Giancarlo Giorgetti

A margine dei lavori, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha chiarito la posizione dell’esecutivo: il governo è già intervenuto per ridurre l’aumento automatico, operazione costata oltre un miliardo di euro.

“La Lega chiede di ridurlo ulteriormente, vedremo nel 2026“, ha detto il ministro, definendosi “favorevole chiaramente, come ogni ordine del giorno che si rispetti”.

Le altre richieste della maggioranza e delle opposizioni

Sempre dalla Lega è arrivato anche un ordine del giorno – accolto dal governo – che impegna l’esecutivo a valutare l’introduzione di una flat tax per i giovani, con l’obiettivo di contrastare la fuga all’estero e la perdita di capitale umano.

Forza Italia ha ribadito il tema del sostegno al ceto medio. Il leader Antonio Tajani ha indicato come obiettivi futuri l’allargamento della base Irpef fino a 60mila euro e un’ulteriore riduzione della pressione fiscale, un fronte sul quale il Mef non ha chiuso.

Antonio Tajani

Dall’opposizione, il Partito democratico ha chiesto il rifinanziamento del Fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione, mentre il Movimento 5 Stelle, con un ordine del giorno a firma del leader Giuseppe Conte, ha proposto di riconsiderare gli stanziamenti del ministero della Difesa per destinare risorse a sanità, istruzione, investimenti green e politiche industriali. Tutti gli odg con parere contrario del governo sono stati respinti.

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Il leader del M5S Giuseppe Conte

La fiducia sul testo, arrivata con circa un’ora e mezza di ritardo rispetto al programma, ha confermato un percorso parlamentare definito dalle opposizioni come “asfittico” e con un dibattitomortificato”. Il provvedimento, approvato dal Senato prima di Natale, è arrivato alla Camera blindato, con una discussione lampo in Commissione e senza possibilità di modifica, dal momento che la terza lettura avrebbe fatto scattare l’esercizio provvisorio.

Oggi il voto finale

Archiviata la notte più lunga, la Camera tornerà a riunirsi alle 11 per le dichiarazioni di voto finali. Il via libera definitivo alla legge di Bilancio è atteso entro l’ora di pranzo (attorno alle ore 13), chiudendo un iter durato oltre due mesi e mezzo dall’approvazione in Consiglio dei ministri e segnato da tensioni politiche, polemiche procedurali e una corsa contro il tempo culminata alle 4:31 del mattino, quando l’Aula ha finalmente spento le luci.

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