La manovra 2026 taglia quasi 8 miliardi di aggravi fiscali a cittadini e imprese, ma si regge su un delicato equilibrio di conti che porta in dote 10,5 miliardi di nuove entrate. Su un valore complessivo della legge di Bilancio pari a 22 miliardi, il peso maggiore del finanziamento ricade ancora una volta sul settore finanziario, chiamato a sostenere una quota rilevantissima delle coperture.
Il conto per banche e assicurazioni
Alla fine dei giochi, il contributo complessivo richiesto a banche e assicurazioni supera i 12 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto a quanto inizialmente previsto nello schema del governo. Nel prossimo triennio, dal solo settore bancario arriveranno 10,2 miliardi, mentre dalle assicurazioni quasi 2 miliardi.

Nel dettaglio, per il 2026 le nuove o maggiori entrate includono:
- 1,65 miliardi dalla revisione della disciplina sugli extraprofitti bancari;
- 1,5 miliardi dal nuovo rinvio delle Dta per le banche;
- 962,2 milioni dall’aumento del 2% dell’Irap per banche e assicurazioni (dal 4,65% al 6,65%);
- quasi 1,5 miliardi a carico delle assicurazioni, tra l’anticipo dell’85% del contributo sui premi Rc auto e l’aumento al 12,5% dell’aliquota sulle polizze per infortuni al conducente e assistenza stradale.
Nel triennio, l’aumento dell’Irap per i due comparti porterà 3,3 miliardi, mentre le banche rinvieranno deduzioni sui crediti fiscali per altri 3,3 miliardi e limiteranno la deducibilità degli interessi passivi, con un beneficio di 1 miliardo per lo Stato. A questo si aggiunge l’affrancamento degli accantonamenti effettuati nel 2023 in alternativa alla tassa sugli extraprofitti, che diventa di fatto obbligatorio nel 2026. Le assicurazioni, inoltre, verseranno una una tantum da 1,3 miliardi grazie all’anticipo delle imposte sui premi Rc auto.
Per semplificare dunque, la manovra 2026 è finanziata per oltre l’80% da banche, assicurazioni e tagli di spesa, mentre cittadini e imprese “ordinarie” contribuiscono in modo “più marginale”.
| Voce | Miliardi € | % su 22 mld |
|---|---|---|
| Settore finanziario (banche e assicurazioni) | 12,2 | 55,5% |
| Tagli di spesa e riprogrammazioni (ministeri e Pnrr) | 6,3 | 28,7% |
| Imprese non finanziarie e professionisti | 2,2 | 10,0% |
| Cittadini e consumi | 0,88 | 4,0% |
| Altre entrate fiscali | 0,39 | 1,8% |
| Totale manovra 2026 | 22,0 | 100% |
Altri interventi fiscali e nuove entrate
Il gettito della manovra non arriva solo dal settore finanziario. Dal raddoppio della Tobin tax, allo 0,2% sui mercati regolamentati e allo 0,4% negli altri casi, il governo stima 337 milioni di euro l’anno, anche se restano timori sull’impatto sulla competitività di Piazza Affari. Cambia anche il regime dei dividendi delle holding, con 35 milioni di entrate aggiuntive annue, mentre la flat tax per i Paperoni esteri sale a 300 mila euro, con altri 14,5 milioni per l’Erario.
Sul fronte delle imprese, tra la stretta sulla rateizzazione delle plusvalenze e l’affrancamento straordinario delle riserve con un’imposta sostitutiva del 10%, il contributo supera 911 milioni nel solo 2026. Per partite Iva e professionisti arriva inoltre la ritenuta d’acconto dell’1% sulle fatture tra imprese, che vale 1,3 miliardi una tantum nel 2026.
Le tasse che colpiscono i cittadini
Non mancano gli interventi che impattano direttamente sulla vita quotidiana degli italiani. Aumentano le accise su sigarette e prodotti da fumo (213 milioni di gettito nel 2026) e viene ricalibrata la tassazione sui carburanti (552 milioni). Dal 2026 entra in vigore anche una tassa di 2 euro sui pacchi sotto i 150 euro provenienti da Paesi extra-Ue, per un gettito di 112,5 milioni.

Per immobili e terreni, sale dal 18 al 21% l’aliquota sulla rivalutazione di terreni e partecipazioni (240 milioni annui), mentre la cedolare secca sugli affitti brevi sale al 26% dalla seconda casa, con 37,8 milioni di entrate aggiuntive nel 2026.
Tagli alla spesa e pensioni
Accanto alle nuove entrate, la manovra si regge su tagli netti alla spesa pubblica. Nel triennio spariscono dai bilanci dei ministeri 10,4 miliardi, tra risorse riprogrammate e fondi definitivamente cancellati. Slittano inoltre oltre il triennio circa 7 miliardi, mentre altri 3,2 miliardi vengono eliminati. Importante anche l’effetto della riprogrammazione dei fondi Pnrr, che alleggerisce il bilancio 2026 di oltre 5 miliardi.

Sul fronte previdenziale, l’età pensionabile sale gradualmente: 67 anni e un mese dal 2027 e 67 anni e tre mesi dal 2028. Sono state ridotte ulteriormente le possibilità di uscita anticipata, con lo stop a opzione donna, al cumulo con il Tfr e agli incentivi per i precoci.
Le critiche alla Manovra dei 5 Stelle
Il Movimento 5 Stelle attacca duramente l’impianto della manovra. Secondo la deputata Vittoria Baldino, “festeggiano solo i produttori di armi, le banche e i grandi colossi del web americani“.
A pagare il prezzo sarebbero invece “le persone comuni, i pensionati, i giovani che non avranno più alcuna agevolazione per la prima casa, le famiglie con il carrello della spesa sempre più caro e stipendi sempre più bassi”.
Numeri alla mano, la legge di Bilancio conferma dunque una scelta chiara: la parte più consistente delle coperture arriva ancora una volta da banche e assicurazioni, chiamate a sostenere una fetta decisiva del peso finanziario della manovra 2026.