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Manovra 2027, taglio Irpef a rischio: flat tax per i giovani e affitti al 5%, tutte le misure allo studio

L'approvazione slitta in attesa del confronto con Bruxelles: cosa potrebbe cambiare per famiglie, lavoratori e imprese

Manovra 2027, taglio Irpef a rischio: flat tax per i giovani e affitti al 5%, tutte le misure allo studio

Una nuova riduzione dell’Irpef per il ceto medio, una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio dei giovani, incentivi per i lavoratori e una tassazione agevolata sugli affitti di lunga durata. Sono alcune delle misure allo studio del Governo Meloni per la Legge di Bilancio 2027, ma la difficoltà di trovare le coperture finanziarie sta mettendo in discussione anche interventi considerati prioritari.

La novità delle ultime ore riguarda proprio i tempi. Il Consiglio dei ministri di martedì 13 ottobre, riunito a Roma, ha esaminato il Documento programmatico di bilancio, ma non ha affrontato l’illustrazione della manovra, inizialmente prevista nell’ordine del giorno. Palazzo Chigi ha attribuito la modifica a un “mero errore materiale” nella convocazione.

La definizione del provvedimento potrebbe così slittare a novembre, dopo le decisioni europee sulla flessibilità dei conti pubblici. Nel frattempo resta aperto il confronto tra le forze di maggioranza sulle priorità da finanziare.

Irpef al 33% fino a 60mila euro, il taglio è in bilico

Uno degli interventi più attesi riguarda l’estensione dell’aliquota Irpef del 33% ai redditi fino a 60.000 euro annui, rispetto all’attuale limite di 50.000 euro. La proposta permetterebbe di applicare l’aliquota ridotta anche alla parte di reddito compresa tra 50.000 e 60.000 euro, oggi tassata al 43%. Per chi guadagna almeno 60.000 euro, il beneficio teorico massimo sarebbe di circa 1.000 euro lordi all’anno, prima di eventuali correttivi.

Il costo per lo Stato è stimato in 2,6 miliardi di euro, una cifra che rende la misura difficile da finanziare. Secondo diverse valutazioni, i potenziali beneficiari sarebbero circa tre milioni, una platea giudicata relativamente limitata rispetto alle risorse necessarie. Il taglio, sostenuto in particolare da Forza Italia e dal vicepremier Antonio Tajani, rimane quindi tra le ipotesi principali, ma non è più considerato scontato.

Flat tax al 5% per i giovani under 35

Un’altra proposta riguarda i lavoratori dipendenti fino a 35 anni, per i quali il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ipotizzato una tassazione agevolata del 5% sugli aumenti salariali. L’agevolazione non riguarderebbe l’intero stipendio, ma soltanto gli incrementi retributivi che rientreranno nei requisiti previsti dalla norma.

Il costo stimato è di circa 350 milioni di euro. Giorgetti ha richiamato anche la necessità di coinvolgere le imprese, perché l’efficacia della misura dipenderebbe dalla disponibilità dei datori di lavoro a riconoscere aumenti salariali. L’obiettivo è favorire la crescita delle retribuzioni dei giovani, una delle fasce maggiormente esposte alle difficoltà economiche e al costo della vita.

Stipendi, straordinari e premi: possibili conferme degli sgravi

Fra le misure allo studio c’è anche la prosecuzione della tassazione agevolata sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali, sul lavoro notturno e festivo e sui premi di produttività. L’ipotesi è confermare, nei casi previsti, un’imposta sostitutiva del 5%, con l’obiettivo di aumentare la quota netta delle retribuzioni senza trasferire integralmente il costo degli incrementi sulle imprese. Resta invece più lontana la possibilità di una detassazione della tredicesima, misura discussa nelle scorse settimane ma che, secondo le ultime indiscrezioni, difficilmente troverà spazio nella manovra.

Affitti lunghi, una nuova cedolare secca al 5%

Sul fronte abitativo il Governo valuta l’introduzione di una cedolare secca al 5% per gli affitti di lunga durata, un’aliquota significativamente inferiore rispetto a quelle oggi previste per i contratti abitativi ordinari e concordati. La proposta punta a incentivare i proprietari a scegliere locazioni stabili, contribuendo ad aumentare l’offerta di case disponibili e a contenere le difficoltà abitative, soprattutto nelle città con maggiore pressione sul mercato immobiliare.

Restano però da definire i requisiti per accedere all’agevolazione, le tipologie di contratto interessate e l’eventuale presenza di limiti territoriali o economici. Sempre sul tema fiscale si discute della possibile estensione della cedolare secca agli immobili commerciali, una misura che potrebbe interessare proprietari e attività economiche, ma che necessita ancora di coperture.

Partite Iva, soglia della flat tax verso i 100mila euro

Tra le alternative o gli interventi complementari al taglio dell’Irpef emerge anche l’ipotesi di ampliare il regime forfettario per le partite Iva. La proposta, sostenuta soprattutto dalla Lega, prevede di innalzare da 85.000 a 100.000 euro la soglia di ricavi o compensi per l’accesso al regime con imposta sostitutiva del 15%.

L’intervento allargherebbe la platea dei professionisti e dei lavoratori autonomi potenzialmente beneficiari, ma resta subordinato alla valutazione dell’impatto sulle entrate fiscali e alla disponibilità delle risorse.

Bollo auto, allo studio nuove esenzioni

Fra i temi fiscali compare anche l’ipotesi di rendere strutturale l’esenzione dal bollo auto per determinate categorie di veicoli. Non si tratta, almeno sulla base delle informazioni attualmente disponibili, di un’abolizione generalizzata della tassa automobilistica per tutti i proprietari.

I beneficiari e le modalità applicative devono ancora essere definiti. Le stime circolate indicano un impatto economico rilevante, pari a circa 5 miliardi di euro nel biennio 2028-2029.

Energia e difesa, uno scostamento da 28,8 miliardi

A condizionare la manovra è soprattutto la situazione dei conti pubblici. Il 2 ottobre 2026, il Consiglio dei ministri ha approvato la richiesta di uno scostamento di bilancio complessivo di 28,8 miliardi di euro per il biennio 2027-2028, destinato a sostenere interventi legati a energia, difesa e sicurezza. La cifra è inferiore ai 36 miliardi inizialmente ipotizzati, anche per effetto delle difficoltà italiane nel rientrare dai vincoli europei sul deficit, attestatosi al 3,1% del Pil. Le risorse aggiuntive previste ammonterebbero a circa 7,2 miliardi annui per l’energia e a una cifra analoga per difesa e sicurezza. Non rappresentano tuttavia fondi liberamente utilizzabili per finanziare tutte le agevolazioni fiscali.

Banche e assicurazioni, la ricerca delle coperture

Per reperire nuove risorse, la maggioranza valuta anche un contributo da parte di banche, assicurazioni e società energetiche. Il vicepremier Matteo Salvini ha indicato un obiettivo di almeno 5 miliardi di euro, preferendo un accordo con le imprese a una nuova imposta sugli extraprofitti.

Il presidente dell’Associazione bancaria italiana (ABI), Antonio Patuelli, ha però ricordato l’esistenza di un’intesa triennale che prevede già versamenti aggiuntivi per 10,5 miliardi. Fra le ulteriori ipotesi figura un contributo di circa un miliardo di euro dal settore dei giochi. Intanto anche l’ANCI, l’associazione dei Comuni italiani, chiede circa un miliardo per sostenere servizi locali e spese crescenti, tra cui l’assistenza scolastica agli alunni con disabilità e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.

Quando sarà approvata la Legge di Bilancio 2027?

L’iter della manovra dipende ora dalle decisioni dell’Unione Europea. In particolare, il Governo attende il completamento della procedura relativa alla clausola di salvaguardia nazionale, che permetterebbe maggiore flessibilità nelle spese per energia e difesa. Un passaggio importante è atteso in occasione dell’Eurogruppo del 9 novembre 2026. Soltanto successivamente potrebbe arrivare l’approvazione governativa del disegno di legge, con il conseguente avvio dell’esame parlamentare.

Slitta il termine ordinario del 20 ottobre per la presentazione del testo alle Camere, mentre resta l’obiettivo di approvare definitivamente la Legge di Bilancio entro il 31 dicembre 2026, affinché le nuove disposizioni possano entrare in vigore dal 1° gennaio 2027.