Il presidente francese Emmanuel Macron alza il tiro con la proposta dell’introduzione di un debito comune per finanziare la difesa, le nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale e la transizione ecologica.
Macron propone, ma la Germania dice no
In un’intervista rilasciata a Le Monde e ad altri sei quotidiani europei, il capo dell’Eliseo ha delineato una visione ambiziosa per un’Unione Europea più forte, capace di competere sul piano globale e di reagire alle sfide economiche, tecnologiche e geopolitiche del presente.
La proposta arriva a pochi giorni dal summit informale sulla competitività che si terrà a Alden Biesen, in Belgio, una riunione cruciale per ridisegnare gli equilibri dell’UE in ambito industriale e economico.
La direzione proposta dal leader d’oltralpe ha incontrato la ferma opposizione della Germania, che ha bocciato l’idea degli eurobond, definendola una “distrazione” dal problema principale, ossia la produttività.

Europa più forte: la proposta di Macron
Macron non è nuovo nell’avanzare idee audaci per un’Europa più forte e coesa. Nella sua intervista, ha messo in evidenza come la Cina stia accelerando enormemente nel rafforzamento della propria posizione economica e militare, con un attivo di 1.000 miliardi di euro con il resto del mondo.
“L’Europa è nei fatti il fattore di aggiustamento del resto del mondo. La domanda è se siamo capaci di diventare una potenza, sul piano economico, finanziario, militare e anche a livello democratico”, ha dichiarato il presidente francese, sottolineando che l’Unione Europea deve decidere se “diventare una potenza o sarà spazzata via”.
Il francese ha lanciato un appello per un’azione collettiva, suggerendo che l’Unione Europea, per mantenere la sua competitività e la sostenibilità, ha bisogno di un “debito comune” destinato a finanziare progetti in tre aree cruciali: la difesa, la transizione ecologica e le tecnologie emergenti come l’intelligenza artificiale e le tecnologie quantistiche.
Il presidente ha chiarito: “Se vogliamo che preservi il mercato interno, che non lo frammenti ancora un po’ di più, non dobbiamo rigettarlo sulle nazioni. Deve essere un investimento congiunto”.
Secondo Macron, l’Europa deve concentrarsi su tre fronti principali per non restare indietro rispetto alle potenze globali come gli Stati Uniti e la Cina. La sicurezza e la difesa sono priorità fondamentali. Allo stesso tempo, le tecnologie della transizione ecologica richiedono investimenti immediati per garantire la competitività industriale.
Infine, l’intelligenza artificiale e le tecnologie quantistiche sono i settori dove l’Europa rischia di essere “spazzata via” se non agirà nei prossimi 3-5 anni.
L’asse franco-tedesco in crisi?
Il piano di Macron potrebbe trovarsi di fronte a ostacoli significativi. L’alleanza tra la Francia e la Germania sta mostrando segni di sfilacciamento. La proposta degli eurobond non è stata ben accolta a Berlino, con il presidente della Commissione europea, Antonio Costa, che ha cercato di concentrarsi sul rafforzamento della competitività attraverso il mercato unico.
La Germania ha risposto che l’idea di Macron “distrarebbe dall’argomento principale”, ovvero il miglioramento della produttività europea.
Al contrario, l’idea di “Buy European”, ovvero la preferenza negli acquisti industriali e della difesa a favore delle imprese europee, ha visto un consenso tra Italia e Germania, ma non con la Francia, che punta a una maggiore apertura. Questo punto potrebbe alimentare ulteriori scontri durante i colloqui a Alden Biesen.
La sfida di Meloni e Merz
Mentre le divisioni tra Francia e Germania sembrano ampliarsi, le alleanze interne in Italia e Germania stanno evolvendo.

Il premier italiano Giorgia Meloni e il leader della CDU tedesca, Friedrich Merz, si sono uniti per organizzare un pre-vertice informale, il cui obiettivo rimane ancora in parte ambiguo.
“Non commento l’iniziativa, non ne conosco lo scopo”, ha dichiarato un alto funzionario europeo, ma la mossa ha già scatenato un acceso dibattito su come l’Europa debba procedere verso una cooperazione rafforzata tra Stati membri.
Secondo Macron, l’Europa deve essere pronta a “diventare adulta”, riformando il mercato interno e unendo i mercati dei capitali, per creare un unico grande mercato da 450 milioni di consumatori, un passo necessario per contrastare le sfide globali.
In questo contesto, la premier Meloni è chiamata a navigare tra il suo sostegno tradizionale agli eurobond senza dimenticare il rapporto privilegiato con la Germania, da sempre contraria a questa proposta.