Una vera e propria levata di scudi trasversale della politica italiana, stavolta con posizioni decisamente nette, in seguito alle parole di Donald Trump sul Papa. Non soltanto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ma anche la premier Giorgia Meloni, da sempre molto vicina al tycoon, spendono parole a favore del Pontefice (in copertina con il fratello Louis).

Che il vento – anche nella maggioranza – stia cambiando in virtù del fatto che il presidente a stelle e strisce pare un Re Mida al contrario per i consensi? Ultimo caduto, in ordine di tempo, è stato il primo ministro ungherese Viktor Orban, che aveva incassato il sostegno di Trump nella corsa ai seggi che l’ha visto sconfitto.
Le dichiarazioni provenienti da governo e opposizioni delineano un fronte ampio di solidarietà verso Leone – impegnato in un viaggio apostolico in Africa – considerato da molti leader una figura centrale nel richiamo alla pace e al dialogo.
Levata di scudi per Prevost: da Meloni a Mattarella (passando per Salvini)
Fra i primi ad intervenire, il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, che difende con fermezza il Pontefice dalle critiche ricevute.
“Se c’è una persona che si sta spendendo sul tema della pace e sulla soluzione del conflitto è Papa Leone. Attaccare il Papa, uomo simbolo di pace e guida spirituale per miliardi di cattolici, non mi sembra una cosa utile e intelligente da fare”, ha dichiarato Salvini in un’intervista a Telelombardia.
Il leader del Carroccio si è sempre distinto per il suo sostegno al tycoon, questa ferma di presa di posizione mostra un’evidente inversione di rotta.
Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha espresso sostegno al Pontefice in occasione della sua partenza per l’Algeria.
Nel suo messaggio ufficiale, il Capo dello Stato ha evidenziato “il forte richiamo alla pace, così urgente in tempi tanto tribolati, al pari dell’invito all’unità e alla fraternità” che, ha aggiunto, “contribuirà ad alimentare la consapevolezza dell’indispensabile contributo che ogni individuo e ogni collettività sono chiamati a fornire per superare le divisioni e salvaguardare la dignità dell’uomo”.
Mattarella ha inoltre sottolineato che “nessuno potrà rimanere indifferente rispetto a questi solenni appelli”, soprattutto rivolti alle nuove generazioni chiamate a contribuire al progresso sociale ed economico dei propri Paesi.
Si unisce al coro anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato un messaggio al Pontefice, esprimendo sostegno istituzionale e auguri per la missione in Africa.
“A nome mio personale e del Governo italiano, desidero rivolgere a Papa Leone XIV il ringraziamento e l’augurio più sincero per il buon esito del viaggio apostolico che lo condurrà per la prima volta in Africa e che lo porterà a toccare quattro Nazioni: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale”, ha scritto la premier.
Meloni ha poi aggiunto l’auspicio che “possa il Ministero del Santo Padre favorire la composizione dei conflitti e il ritorno della pace, interna e tra le Nazioni, nel solco del percorso tracciato dai suoi Predecessori, e dare sostegno e conforto alle comunità cristiane che avrà modo di incontrare durante il viaggio”.
Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto è intervenuto sulla vicenda con un messaggio pubblicato sui social. Il ministro ha espresso “rispetto, ammirazione ed affetto” nei confronti del Pontefice, senza entrare nel merito delle polemiche politiche ma ribadendo la vicinanza istituzionale al Papa.
Buon viaggio @Pontifex_it.
Pianti molti alberi di pace.
Con rispetto, ammirazione ed affetto. pic.twitter.com/khXRItBSxF— Guido Crosetto (@GuidoCrosetto) April 13, 2026
Più articolato il commento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha sottolineato il valore spirituale e politico delle parole del Pontefice.
“Io nutro grandissimo rispetto nei confronti del Santo Padre. È un uomo forte, determinato, parla di fede, parla di pace fin dal giorno in cui è stato eletto Papa. Credo e condivido profondamente il suo pensiero – lo dico da cristiano – quando dice che la pace è un fatto che riguarda l’impegno di ciascuno di noi”, ha affermato Tajani.
I migliori auguri a Papa Leone @Pontifex_it per il suo viaggio apostolico in Africa. Ho molto apprezzato il suo intervento per la pace in Sudan. Le sue autorevoli parole incoraggiano ulteriormente l’impegno del governo italiano attraverso le missioni umanitarie. Parole che… pic.twitter.com/39CyLiaV7u
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) April 13, 2026
Il ministro ha poi aggiunto che “il Papa parla del Vangelo, che è un messaggio continuo di pace” e ha espresso apprezzamento per il viaggio in Africa, definito un continente “fondamentale per la stabilità del Mediterraneo e dell’area del Golfo”.
Opposizioni: solidarietà al Papa e attacco a Trump
Sul fronte opposto, le reazioni si concentrano soprattutto sulle dichiarazioni attribuite a Donald Trump.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha espresso “piena solidarietà” al Pontefice, criticando duramente le posizioni di Trump. Secondo Schlein, “con gli attacchi e le minacce al Papa il Presidente Trump sposta oltre ogni tollerabilità il metodo di arroganza che lo ha fin qui caratterizzato. Insultare il Papa per il suo fortissimo richiamo alla pace, al dialogo e alla dignità umana è atto gravissimo, che rivela fino in fondo la cultura della sopraffazione di chi non tollera voci libere”.
Anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha commentato la vicenda riprendendo le parole del Papa
“Continuerò a parlare ad alta voce contro la guerra’. Le parole di Papa Leone XIV sono la migliore reazione agli attacchi insostenibili e inqualificabili arrivati da Trump. Solidarietà al Pontefice”.
Sulla stessa linea critica anche Matteo Renzi, che ha sottolineato il suo sconcerto per le polemiche internazionali.
“Dove sono le madri, donne, cristiane? E quelli che andavano in giro con i rosari? Quando Trump dice queste cose sul Papa, perché non dicono che Trump si deve vergognare? È riuscito a litigare anche col Vaticano, questo dimostra che è oltre qualsiasi immaginazione”, ha dichiarato il leader di Italia Viva.
Trump rilancia tirando in mezzo il fratello del Papa
La mossa di andare allo scontro diretto con il capo della Chiesa Romana non starebbe portando grandi benefits a Trump. Il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian, ha colto la palla al balzo, prendendo le difese di Leone XIV e condannando il presidente Usa:
“Quando si arriva ad assassinare in modo così sfacciato il grande leader religioso del mondo islamico e l’Occidente osserva in silenzio, non sorprende che si passi anche alla diffamazione del grande leader dei cristiani del mondo, sua santità papa Leone”, ha scritto su X Seyyed Mehdi Tabatabai, vice portavoce del presidente Massoud Pezeshkian. “La nostra epoca si trova davanti un tiranno senza freni che, se non sarà fermato, lascerà dietro di sé distruzioni irreparabili”, ha avvertito.

Niente, però, sembra placare l’inquilino della Casa Bianca, ormai sul piede di guerra anche con il Vaticano. E così il repubblicano tenta la carta “family affair” scomodando il fratello del Pontefice:
“Preferisco di gran lunga suo fratello Louis perché è totalmente Maga. Lui ha capito tutto”.
Al contrario, il pontefice è considerato da Trump un leader “troppo liberal”.
Restando negli States, anche l’arcivescovo Paul Stagg Coakley, presidente della Conferenza episcopale statunitense, prende una posizione netta in favore del Papa:
“Sono sconfortato per il fatto che il Presidente abbia scelto di scrivere parole così denigratorie nei confronti del Santo Padre. Papa Leone non è suo rivale, né il Papa è un politico. È il Vicario di Cristo che parla a partire dalla verità del Vangelo e per la cura delle anime”.