Oggi, 11 marzo 2026, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in “Politica, Istituzioni e Mercato” dall’Università degli Studi di Firenze, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni della Scuola di Scienze politiche “Cesare Alfieri”.
La cerimonia si è svolta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, con la partecipazione della Rettrice Alessandra Petrucci e di rappresentanti del corpo docente, tra cui il Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali, Alessandro Chiaramonte, e il Presidente della Scuola, Andrea Lippi. La Laudatio è stata pronunciata da Maria Grazia Pazienza.
Durante il suo discorso, Mattarella ha affrontato temi di grande attualità, dai diritti fondamentali alla democrazia, dalla tecnologia alla responsabilità dei cittadini.
Democrazia e partecipazione
Rivolgendosi agli studenti, il Presidente ha sottolineato la centralità dei partiti e della partecipazione civica:
“I partiti politici sono necessari, ma occorre vigilanza perché non diventino strumenti di interessi particolari a danno della collettività”. Ha aggiunto: “La democrazia richiede un impegno costante, la capacità di confrontarsi e di dialogare, senza cedere alla tentazione di soluzioni facili”.

Cultura, scienza e confronto
Sulla funzione della cultura e della scienza, Mattarella ha ricordato:
“La cultura e la scienza non possiedono verità assolute. Il loro compito è stimolare il confronto, la mediazione, la capacità di comprendere tutte le ragione. La formazione dei cittadini deve fornire strumenti per interpretare la complessità, orientare scelte e responsabilità”.
Diritti fondamentali e ruolo dello Stato
Sul rapporto tra istituzioni e cittadini, Mattarella ha sottolineato:
“Lo Stato ha il compito di garantire diritti, libertà e pari opportunità, e le istituzioni devono essere il luogo della partecipazione e della protezione della persona”. Ha richiamato la Costituzione come frutto di collaborazione tra cultura e politica, un modello necessario anche oggi per affrontare sfide globali e crisi complesse.
Europa e visione globale
Riferendosi alla storia europea, Mattarella ha evidenziato:
“Dopo conflitti devastanti, è evidente che la cooperazione tra Stati è l’antidoto alla violenza e alla regressione. L’Europa deve essere una comunità politica e morale, in grado di gestire crisi economiche e conflitti, con rispetto reciproco e dialogo”.
E ancora:
“I protagonisti degli scenari globali, con grande e crescente influenza sulla vita quotidiana di singoli e comunità, sono soggetti tecnologici e finanziari. Sovente vi si fondono i due aspetti. Non si tratta di fenomeni completamente nuovi. Nuova è la pretesa di abbattere gli impegni assunti dopo la seconda guerra mondiale per dare ordine ai rapporti internazionali su base di parità tra gli Stati. La pretesa, infatti, è di agire al di fuori delle regole di Stati e di organismi sovranazionali, erodendo la sovranità dei primi e il crescente ruolo positivo dei secondi”.
Il Presidente ha affrontato anche le trasformazioni portate dalla tecnologia e dall’intelligenza artificiale, avvertendo:
“L’innovazione deve essere guidata dai valori etici, dalla centralità della persona e dal rispetto dei diritti fondamentali. La scienza senza umanesimo rischia di perdere il suo scopo”.

In conclusione Mattarella ha ricordato l’avvertimento di Tocqueville sulla fragilità delle democrazie:
“La libertà può essere messa in pericolo da forme di controllo filantropico o paternalistico. Sta a ciascuno di noi, nelle istituzioni e nella società, difendere autonomia, partecipazione e pluralismo”.