MAGGIORANZA DIVISA

La proposta della Fondazione Einaudi sull'immunità parlamentare: indecente per alcuni, stuzzicante per altri

"Sono in pieno delirio di onnipotenza", tuona il leader del M5S Giuseppe Conte. Angelo Bonelli, Verdi: "Tentano di garantirsi nuovi scudi giudiziari"

La proposta della Fondazione Einaudi sull'immunità parlamentare: indecente per alcuni, stuzzicante per altri
Pubblicato:

Dopo il processo di Catania contro Salvini, la vicenda Almasri ha riacutizzato lo scontro tra politica e magistratura, facendo tornare in auge, in Parlamento, il dibattito sull’immunità parlamentare.

A lanciare un sasso destinato a innescare onde ridondanti a lungo nello stagno della Politica è la Fondazione Luigi Einaudi, che si appresta a proporre un disegno di legge di riforma dell’attuale articolo 68 della Costituzione.

Fondazione Einaudi: "Presto nostro ddl su immunità parlamentare"

In una nota la Fondazione Luigi Einaudi rileva che “è da sempre in prima linea sul tema della centralità del Parlamento e della conseguente prerogativa dell’immunità parlamentare, improvvidamente modificata dalla sciagurata riforma del 1993″.

E ancora:

"Riteniamo anche dalle dichiarazioni che si susseguono da vari esponenti politici, e soprattutto dalla maturazione di una nuova consapevolezza nel Paese rispetto alla necessità di ristabilire un equilibrio tra i poteri, che sia oggi indispensabile passare dalla fase di approfondimento scientifico della questione a quella operativa dell’avvio di un percorso parlamentare. In tal senso – prosegue il comunicato – la Fondazione si appresta a proporre il testo del disegno di legge di riforma dell’attuale articolo 68 della Costituzione, con la relativa relazione di accompagnamento, nelle prossime ore. Si sta valutando, e lo annunceremo a breve, se il percorso del testo di riforma sarà squisitamente parlamentare, grazie all’adesione trasversale di rappresentanti della varie forze politiche, o se sarà avviata una proposta di legge di iniziativa popolare”.

Fondazione Einaudi

Le reazioni all'interno della maggioranza

Forza Italia apre al dibattito: l'idea sulla quale si ragiona e che potrebbe essere contenuta in una proposta di legge è quella del ripristino dell'articolo 68 della Costituzione così com'era prima della riforma, post Tangentopoli, del 1993 ovvero con la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti dei parlamentari non solo, come avviene oggi, per l'arresto o l'utilizzo di intercettazioni ma anche per l'avvio di indagini.

"Non ne abbiamo parlato ma potrebbe essere un'idea - sottolinea il leader azzurro Antonio Tajani - io personalmente non sono contrario".

Il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani
Il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani

"Quella riforma - sottolinea Stefania Craxi - significò una sottomissione della politica e i danni sono evidenti a tutti".

Quello del ripristino dell'immunità è un tabù che va superato anche per il capogruppo in commissione Giustizia alla Camera Tommaso Calderone sul quale lavorare cercando comunque "la massima condivisione".

La proposta però pare non piacere Fratelli d'Italia. Il tema - spiegano fonti del partito della premier - non è una priorità e non è nel programma di governo.

"Non vedo ragioni per modificare il testo vigente dell'articolo '68", taglia corto il presidente della commissione Affari Costituzionali del Senato Alberto Balboni (FdI). "I parlamentari - osserva - hanno già l'insindacabilità delle opinioni espresse, che trovo giusta e se un parlamentare commette un reato comune è giusto, a mio avviso, che ne risponda come qualsiasi altro cittadino".

La Lega lascia invece la porta aperta, guardando con attenzione alla proposta che la Fondazione Einaudi ha detto di voler avanzare a stretto giro.

"Apprezzo un'iniziativa innanzitutto culturale - sottolinea in proposito il sottosegretario alla Giustizia della Lega, Andrea Ostellari - che merita di essere approfondita senza connotazioni di partito. Sia il Parlamento a valutare il percorso migliore per riequilibrare i poteri".

Opposizioni all'attacco

Tuona il leader M5s Giuseppe Conte:

"Dopo il ripristino dei vitalizi in Senato e l'aumento degli stipendi dei ministri ecco che ci provano con l'immunità e il ritorno di uno scudo che renda intoccabili esponenti del governo ed eletti! Sono in pieno delirio di onnipotenza".

Ferma critica anche dalla presidente dei deputati Dem Chiara Braga:

"Il governo scappa sul caso Almasri e mostra invece le sue reali priorità: reintrodurre l'impunità per ministri e parlamentari, mettere i pubblici ministeri sotto il controllo dell'esecutivo e intervenire sul sistema giudiziario per potersi addirittura scegliere i giudici".

"Secondo me non solo è irricevibile, ma non tiene minimamente conto del sentimento del Paese. Messa così si configura come un nuovo capitolo della guerra della politica contro la magistratura", commenta invece il senatore del Pd e segretario in commissione Giustizia a Palazzo Madama, Walter Verini.

Telegrafica la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera, Luana Zanella: "Con tutti i problemi che abbiamo è inaccettabile sentir parlare di immunità per parlamentari e ministri".

Alza gli scudi anche il co-portavoce dei Verdi Angelo Bonelli:

"Mentre milioni di italiani sono costretti a rinunciare al riscaldamento per il caro bollette, il governo Meloni e i suoi alleati non trovano niente di meglio da fare che tentare di garantirsi nuovi scudi giudiziari".

Commenti
Lascia il tuo pensiero

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici sui nostri canali