"MAGGIORE TRASPARENZA"

La Fiab contesta il Nuovo Codice della Strada: "Incidenti incrementati di oltre il 32%"

"Sicurezza stradale troppo importante per essere strumentalizzata a fini propagandistici. Chiediamo al MIT di fornire dati completi" ha dichiarato Edoardo Galatola, Responsabile Sicurezza FIAB

La Fiab contesta il Nuovo Codice della Strada: "Incidenti incrementati di oltre il 32%"
Pubblicato:

In seguito alla recente campagna di comunicazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla sicurezza stradale, la Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) ha espresso una "forte preoccupazione", giudicandola "affrettata, lacunosa e metodologicamente scorretta".

Fiab: "Mancato tempo necessario ad indagine attendibile"

La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta contesta l'analisi del Mit perché la ritiene "basata su dati incompleti, fonti parziali e un periodo di riferimento troppo breve per valutare l'efficacia del nuovo Codice della Strada".

La Fiab ha evidenziato come la pubblicazione del 15 febbraio 2025, dopo soli due giorni dal termine della rilevazione ministeriale, non abbia dato il tempo necessario per una indagine solida e attendibile. Viene perciò sottolineata la necessità di un'analisi trasparente e approfondita, che includa dati disaggregati per categorie di vittime.

Due quadri ben diversi

A dimostrazione della validità del nuovo Codice il Ministero ha dichiarato che, dal 14 dicembre 2024 al 13 febbraio 2025, si sarebbe registrata una riduzione del 6% degli incidenti complessivi, un decremento del 24,2% delle vittime sulla strada e una diminuzione degli incidenti mortali del 22,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Secondo la FIAB si sarebbe registrato un incremento degli incidenti complessivi del 32,6% e delle vittime del 9,8%

Ben diverso è il quadro delineato dal Centro Studi Fiab, che ha elaborato i dati ISTAT più recenti descrivendo una situazione di gran lunga più preoccupante: con un incremento degli incidenti complessivi del 32,6% e delle vittime del 9,8%, in netta contraddizione con la riduzione dichiarata dal MIT. Non solo: il conteggio ministeriale non include le morti avvenute entro 30 giorni dall’incidente, un parametro fondamentale nelle statistiche internazionali sulla sicurezza stradale.

Il Centro Studi Fiab ha evidenziato inoltre la mancanza, nel comunicato del Ministero dei Trasporti, di dati specifici sulle categorie delle vittime d’incidente: un elemento cruciale per valutare i risultati delle nuove norme in ambito urbano ed extraurbano.

Fiab: "Rilevazioni del Mit sono parziali"

La Federazione ha quindi l'intenzione di sollecitare il Ministero a fornire numeri più dettagliati e trasparenti, essenziali al fine di adottare misure realmente efficaci per tutelare l’utenza vulnerabile rappresentata da pedoni e ciclisti: i cui decessi, secondo l’analisi del Centro studi Fiab sui trend forniti da ASAPS (Associazione Sostenitori Amici Polizia Stradale), sono aumentati del 16% rispetto al 2024.

Fiab ha messo poi in luce ulteriori incongruenze nella comunicazione: le rilevazioni sulle quali si basa il Ministero proverrebbero da fonti parziali, come Polizia Stradale e Carabinieri, che non coprono l’intero fenomeno degli incidenti stradali. Non sono stati, infatti, secondo la Federazione, inclusi i dati delle Polizie Locali, che rappresentano una parte significativa del totale (66%, ISTAT 2023), e che contribuirebbero a una visione più completa della situazione.

Inoltre, il periodo di riferimento individuato dal Mit è troppo breve per poter valutare in modo significativo l’efficacia delle nuove misure garantendo una solida analisi. In ambito statistico, per trarre conclusioni affidabili servono analisi su periodi più lunghi e dati consolidati. FIAB ha sottolineato perciò la necessità di una maggiore trasparenza e accuratezza nella comunicazione dei dati sulla sicurezza stradale.

Edoardo Galatola, Responsabile Sicurezza FIAB

"Chiediamo al MIT di fornire i dati completi, disaggregati e verificati, così da consentire una valutazione oggettiva della situazione - ha dichiarato Edoardo Galatola, Responsabile Sicurezza FIAB -. La sicurezza stradale è un tema troppo importante per essere strumentalizzato a fini propagandistici. È necessario un approccio basato su numeri solidi e ben circostanziati e su analisi accurate, al fine di individuare in modo puntuale le criticità e adottare misure concrete per la tutela di tutti gli utenti della strada. La diffusione di informazioni parziali o interpretate in modo fuorviante rischia di generare confusione, facendo abbassare la guardia ai cittadini".

Un ultimo aspetto di cui tenere conto è infine il confronto con il contesto europeo. La sicurezza stradale in Italia non può essere valutata senza considerare la situazione negli altri Paesi dell’UE. Le statistiche più recenti collocano il nostro Paese al 19° posto su 27 per vittime sulla strada in rapporto alla popolazione: una posizione che evidenzia la necessità di interventi strutturali, principalmente in ambito urbano, piuttosto che di valutazioni affrettate e parziali. La FIAB ha dunque ribadito il proprio impegno per la promozione di una mobilità sicura e sostenibile, e invita il Governo a un confronto costruttivo basato su dati chiari e condivisi.

Commenti
Lascia il tuo pensiero

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Seguici sui nostri canali