In un incontro al Quirinale con i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato fermamente la violenta repressione messa in atto dal regime iraniano contro le manifestazioni di piazza.
Le parole di Mattarella hanno avuto un forte impatto, poiché hanno messo in evidenza la gravità delle violenze perpetrate dalle autorità iraniane contro i cittadini che protestano contro il governo degli ayatollah.

Iran: Mattarella spiega cos’è un regime
Durante un incontro al Quirinale con i partecipanti al Seminario di Venezia per la stampa britannica, Mattarella ha dichiarato che “in Iran è in corso lo sterminio dei manifestanti” e ha definito la repressione come un atto compiuto con “efferata crudeltà”. Le sue parole hanno messo in luce la preoccupante intensificazione della violenza del regime degli ayatollah contro chi scende in piazza per chiedere diritti e libertà.
La censura come primo strumento di controllo
Mattarella ha proseguito la sua analisi evidenziando una delle principali preoccupazioni del regime iraniano: “la prima preoccupazione” delle autorità è stata quella di “bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie”.
Secondo il presidente, ogni regime oppressivo cerca di “manipolare i principi di libertà” attraverso la “repressione contro i giornalisti”. Per Mattarella, non è un caso che, ogni volta che il potere viene messo in discussione, la libertà di informazione venga subito attaccata, con il chiaro intento di nascondere la verità e limitare il dibattito pubblico.
Il ruolo cruciale del giornalismo
Nel suo intervento, Mattarella ha sottolineato quanto il giornalismo libero sia cruciale nella lotta contro la manipolazione delle informazioni e contro i poteri che cercano di oscurare la realtà.
“Ogni oppressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti”, ha dichiarato. Secondo il presidente, il giornalismo non solo è un antidoto contro le manipolazioni, ma rappresenta anche uno strumento fondamentale per formarsi un’opinione libera, basata sulla “rigorosa rappresentazione dei fatti”.

La drammatica realtà dell’Iran
Parlando della situazione in Iran, Mattarella ha spiegato che, oltre alla violenza perpetrata contro i manifestanti, la “prima preoccupazione” del regime è stata proprio quella di nascondere la realtà degli avvenimenti.
“Ogni repressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti”, ha aggiunto, richiamando il ruolo centrale che i media devono giocare nel portare alla luce le ingiustizie. “In Iran, occultare quanto avviene è stata la prima preoccupazione di un regime che ha tentato fin dall’inizio di bloccare l’accesso alle fonti di informazione”, ha detto Mattarella.
Libertà di informazione come principio universale
Nel suo intervento, il presidente ha anche richiamato l’importanza di difendere la libertà di informazione a livello globale, non solo in Italia o in Europa.
“Il giornalismo libero è antidoto contro gli abusi, contro manipolazioni ad opera di poteri pubblici e privati”, ha affermato, sottolineando come la “libertà di informazione” rappresenti un baluardo contro le “opacità e le menzogne” che alimentano i regimi autoritari.
Un impegno pagato spesso a caro prezzo
Mattarella ha ricordato anche il sacrificio che spesso i giornalisti devono affrontare nel perseguire la verità.
“Nel 2025, oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione hanno trovato la morte nei conflitti”, ha affermato, sottolineando il pericolo a cui i giornalisti sono esposti, specialmente nelle aree di guerra come Gaza, dove molti giornalisti hanno perso la vita nel tentativo di documentare la realtà.
Il valore del giornalismo e dei suoi doveri
Il presidente ha concluso il suo discorso con un richiamo alla responsabilità del giornalismo, che deve essere al servizio della “pubblica opinione” e dei “singoli cittadini”.
Ha sottolineato l’importanza di mantenere la professionalità e l’indipendenza, specialmente di fronte a “interferenze politiche” o tentativi di delegittimazione.
“Il giornalismo deve essere consapevole dei suoi doveri verso i singoli cittadini e verso la pubblica opinione”, ha affermato Mattarella, riaffermando l’importanza di un’informazione “libera e indipendente”.
Mattarella ha concluso il suo intervento augurando un buon lavoro ai partecipanti del seminario, auspicando che il confronto di idee tra le scuole di giornalismo britannica e italiana possa continuare a promuovere il dialogo e l’importanza della libertà di informazione.