La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta nella mattinata di oggi, giovedì 9 aprile 2026, alla Camera dei Deputati per un’informativa volta a delineare il percorso dell’Esecutivo nell’anno conclusivo della legislatura. Il discorso della capo del Governo ha toccato i nodi cruciali dell’agenda politica, dalla politica estera alla tenuta della coalizione, rivendicando la stabilità istituzionale come valore fondante della propria azione.
Diplomazia e tregua in Medio Oriente
“Siamo arrivati a un passo dal punto di non ritorno, ma ora abbiamo davanti una pur flebile prospettiva di pace, che deve essere perseguita con determinazione. L’Italia esprime il proprio plauso al Presidente del Pakistan Sharif, che si è fatto carico di questo difficile negoziato, con il sostegno di altri attori regionali. Ora ci auguriamo che i colloqui di pace che prenderanno il via tra poche ore a Islamabad possano rafforzare i punti generali dell’accordo”.
Il quadro internazionale rimane al centro delle preoccupazioni del Gabinetto. Meloni ha riferito del temporaneo cessate il fuoco concordato tra Iran e Stati Uniti dopo le ostilità iniziate lo scorso febbraio, definendo la situazione come “a un passo dal punto di non ritorno”. La leader di Fratelli d’Italia ha espresso gratitudine verso il Pakistan per il ruolo di mediazione svolto, ribadendo la ferma condanna per ogni violazione della tregua. “Siamo testardamente occidentali”, ha sottolineato la responsabile dell’Esecutivo, respingendo le accuse di subalternità verso Washington e ribadendo la necessità di un’Occidente unito per incidere sugli equilibri globali e garantire gli approvvigionamenti energetici nazionali.
“Mi verrebbe da dire, prendendo in prestito una frase cara a Elly Schlein, che noi siamo testardamente unitari. E se può permettersi di esserlo lei rispetto alle variopinte forze politiche che compongono il campo largo, potrò ben permettermelo io rispetto a Europa e Stati Uniti che stanno insieme da molto, molto tempo”.
Stabilità dell’Esecutivo e orizzonte legislativo
Smentendo categoricamente le ipotesi di rimpasto o dimissioni anticipate, la Premier ha confermato la volontà di proseguire fino al termine naturale del mandato. Nonostante l’esito del recente referendum sulla giustizia, interpretato come un segnale da non ignorare, la guida del Governo ha ribadito che l’attività non subirà rallentamenti. Meloni ha spiegato che le recenti dimissioni di alcuni componenti della squadra sono servite a “sgombrare il campo dalle polemiche” per concentrarsi sulle soluzioni concrete. Il messaggio: nessuna alchimia di palazzo, ma una prosecuzione lineare per onorare l’impegno preso con il corpo elettorale per i cinque anni previsti.
Piano casa e politiche sociali
Uno dei pilastri del programma per il prossimo maggio riguarda l’accesso all’abitazione. La Presidente ha annunciato un piano casa volto a rendere disponibili oltre 100 mila alloggi nell’arco di un decennio. L’intervento punta a sostenere quella fascia di lavoratori e contribuenti che si trovano in una zona grigia: non idonei per l’edilizia popolare ma privi di risorse sufficienti per il mercato libero. Meloni ha rivendicato una gestione della spesa pubblica oculata, criticando le misure demagogiche del passato e puntando invece su una costruzione solida dei diritti dei cittadini attraverso la serietà dei conti.
Sicurezza e contrasto alla criminalità
Sul fronte della legalità, la capo del Governo ha ammesso insoddisfazione per i risultati attuali, annunciando il potenziamento delle forze dell’ordine. Il progetto prevede l’assunzione di 10 mila ausiliari tra Carabinieri e Polizia per rafforzare la prevenzione sul territorio. Meloni ha inoltre risposto con vigore alle critiche personali riguardanti la lotta alla mafia, citando i dati sui beni sequestrati (7,2 miliardi) e la cattura di 130 latitanti sotto la sua gestione. Ha poi invitato la commissione competente a indagare su eventuali infiltrazioni mafiose in tutti i partiti, sottolineando la propria storia politica iniziata proprio in opposizione alle stragi del 1992.
“Mafia? Combatto fin da quando ero ragazzina, non accetto accuse da chi tira in ballo un padre che non vedo da quando avevo 11 anni”.
Lavoro, Sanità e Semplificazione
In merito al mercato occupazionale, la Premier ha contestato i dati sulla precarietà diffusi dalle opposizioni, sostenendo che il lavoro stabile sia in crescita. Per il 1° maggio sono previste nuove norme contro il lavoro povero, da attuare tramite la contrattazione collettiva. Parallelamente, sul tema salute, l’obiettivo è l’abbattimento delle liste di attesa attraverso un monitoraggio costante e la collaborazione con le amministrazioni regionali. Infine, l’Esecutivo punta a estendere i modelli di semplificazione burocratica della Zes a tutto il territorio nazionale, facilitando chi intende investire nel sistema Paese.
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