Il Governo Meloni diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana. Succede venerdì 4 settembre 2026, giornata in cui l’attuale Esecutivo, raggiungendo quota 1.413 giorni di carica, supera per durata il precedente record appartenuto al Governo Berlusconi II (dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005).
Meloni, dopo essere diventata la prima donna a Palazzo Chigi, ottiene il primato di Presidente del Consiglio che per più tempo ha mantenuto questo ruolo (a partire dal 22 ottobre 2022). Sui suoi canali social, la Premier ha voluto celebrare questo importante traguardo, che festeggerà in serata a Bari (evento a cui presenzierà anche il presidente del Senato Ignazio La Russa):
“Oggi il nostro Governo diventa il più longevo della storia della Repubblica italiana. È un dato che accolgo con gratitudine e con un forte senso di responsabilità. Perché la stabilità non è un record da esibire, ma la condizione che consente a una Nazione di programmare, decidere, mantenere gli impegni e farsi rispettare.
In questi anni abbiamo lavorato per aumentare l’occupazione, ridurre la disoccupazione, sostenere famiglie e imprese, rafforzare la sicurezza, governare i conti pubblici con serietà e restituire all’Italia peso e credibilità sulla scena internazionale. I risultati ci sono, ma sappiamo bene quante cose restino ancora da fare.
Questa stabilità non è merito di una persona sola. È il risultato di una coalizione unita, che governa da quattro anni con una visione comune e che ha scelto di stare insieme non contro qualcuno, ma per realizzare un progetto per l’Italia.
Non credo sia un caso che, da oggi, i tre Governi più longevi della storia repubblicana siano tutti governi di centrodestra. La stabilità si costruisce quando un’alleanza condivide valori, obiettivi e una visione della Nazione, non quando l’unica ragione per stare insieme è impedire agli altri di governare. Ma soprattutto, questa stabilità esiste grazie agli italiani che nel 2022 ci hanno dato fiducia. Una fiducia che non abbiamo mai considerato un assegno in bianco e che non daremo mai per scontata. Il prossimo anno torneremo davanti ai cittadini con quello che abbiamo fatto, con quello che resta da fare e con la nostra idea di futuro. E saranno ancora una volta loro a decidere se meritiamo di continuare questo cammino. Intanto il lavoro va avanti.
E questa sera ci vediamo a Bari, insieme alla grande comunità di Fratelli d’Italia. Sarà l’occasione per guardarci negli occhi, fare il punto sulla strada percorsa e, soprattutto, parlare di quella che abbiamo ancora davanti. Avanti, con i piedi per terra e lo sguardo rivolto al futuro”.
Il bilancio di FdI dei quattro anni di governo Meloni
Alla vigilia del giorno di record di longevità del Governo Meloni, il suo partito Fratelli d’Italia ha pubblicato un documento dal titolo “Più stabilità per un’Italia più forte“, tracciando un bilancio dei quattro anni di Esecutivo.
Nel dettaglio si parla di quattro macro-aree:
- Lavoro ed economia: FdI rivendica un picco di 24,3 milioni di occupati e una disoccupazione generale in calo al 5,8%. Sul fronte economico, invece, si evidenzia la contrazione dello spread a 80 punti base e del deficit (discesa rallentata solo dalla “sciagurata misura” del Superbonus)
- Sicurezza e giustizia: Fratelli d’Italia parla di una flessione degli sbarchi del 55% nei primi sette mesi del 2026 rispetto all’anno precedente, rivendicando il modello del protocollo con l’Albania. Aggiunge di 45.000 assunzioni nelle forze dell’ordine, la difesa dell’ergastolo ostativo per i reati di mafia e un piano per 10.000 nuovi posti nelle carceri.
- Famiglia e welfare: Tra le politiche sociali si fa riferimento ai sostegni alla natalità (estensione del congedo parentale e riforma dell’Isee). Il documento segnala un calo dell’1,8% del rischio di povertà e il lancio di un Piano Casa decennale.
- Sanità e istruzione: 143 milioni di euro per le risorse sanitarie per il 2026, aumento delle prestazioni per ridurre le liste d’attesa. Sul piano educativo, abolizione del test d’ingresso per la facoltà di Medicina, incremento dei fondi per l’Università e calo dell’abbandono scolastico all’11,5%
- Politica estera, agricoltura e cultura: In primis il lancio del Piano Mattei per l’Africa, ma anche investimenti per 16,8 miliardi di euro per il settore primario, primo Stato a normale l’intelligenza artificiale in ambito tecnologico e culturale
Dietro ogni record c’è una scelta, dietro ogni traguardo una direzione: quella di un’Italia che cresce, si rafforza e torna a credere nelle proprie capacità.
Con il Governo Meloni, la longevità non è solo un dato statistico: è stabilità, continuità e una garanzia per il futuro… pic.twitter.com/UkjHF4RGi8
— Fratelli d’Italia 🇮🇹 (@FratellidItalia) September 3, 2026
Opposizioni all’attacco
Mentre la maggioranza festeggia per il record di longevità del Governo Meloni, l’opposizione approfitta dell’occasione per attaccare e contestare i numeri diffusi da Fratelli d’Italia.
Dal Pd, la segretaria Elly Schlein accusa la Premier di essere chiusa a Palazzo Chigi senza ascoltare il Paese, afflitto da un’economia a crescita zero, una produzione industriale in calo da tre anni, salari tra i più bassi d’Europa e altissimi costi energetici. Il senatore Francesco Boccia provoca:
“Il costo della benzina verde arriva a 2,124 euro al litro, le bollette del gas ad agosto sono cresciute del 6,9%, mi chiedo se a Bari il governo festeggerà questi record”.
Il Movimento 5 Stelle, invece, si focalizza sui primati negativi di spesa sanitaria e costi insostenibili per le famiglie, aggiungendo di una pressione fiscale ai massimi dal 2015. il capogruppo al Senato Luca Pirondini dichiara:
“Questa non è longevità, questo è accanimento”.
Alleanza Verdi-Sinistra annuncia un presidio davanti a Palazzo Chigi per presentare “i numeri di quattro anni di governo e il conto che stanno pagando famiglie e lavoratori“, citando i rincari energetici, i milioni di cittadini in povertà assoluta o costretti a rinunciare alle cure mediche, la totale assenza di fondi per affrontare la crisi climatica.
“Il governo più longevo, i problemi più duraturi”.
Italia Viva di Matteo Renzi, infine, elencando il forte calo degli stipendi reali, la pressione fiscale al 43%, la crescita industriale negativa e i miliardi buttati per i centri in Albania, parla di “record di tasse, debito e carrello della spesa“.