A VOLTE RITORNANO

Il Friuli ottiene dal Governo il ripristino delle “vecchie” province. E Zaia: “Ora anche nelle altre regioni”

Il FVG ha chiesto da tempo la modifica dello Statuto con un disegno di legge costituzionale. Pioggia di critiche sui social del Governatore Fedriga

Il Friuli ottiene dal Governo il ripristino delle “vecchie” province. E Zaia: “Ora anche nelle altre regioni”

A volte ritornano. E subito è polemica.

Tra chi pensa a nuove opportunità per rispondere alle esigenze dei territori e dare risposte concrete ai cittadini e chi invece teme che tutto possa risolversi, detto banalmente e volgarmente, in un “poltronificio”.

Perché sul “ritorno” delle Province non tutti la pensano allo stesso modo.

E se c’è chi esulta, c’è chi subito ha messo sul tavolo le perplessità davanti a quelle che, dopo la legge di Delrio del 2014, erano diventate Ente di “secondo livello” e svuotate di gran parte delle loro funzioni (in copertina il governatore del Friuli Fedriga e l’ex presidente del Veneto Zaia).

Il ritorno delle Province, il via libera del Senato

Ma cosa è accaduto esattamente?

Che il Parlamento, al Senato, ha dato il via libera definitivo al disegno di legge costituzionale che modifica lo Statuto del Friuli-Venezia Giulia, reintroducendo le Province elettive.

Cioè, tanto per spiegarlo a prova di manichino?

I cittadini della Regione del governatore Massimiliano Fedriga (che gode dello Statuto Speciale) torneranno a votare i presidenti delle loro Province e ad eleggere con una propria preferenza i candidati al Consiglio provinciale.

Vale la pena ricordare che oggi, proprio a seguito della Riforma Delrio, le amministrazioni provinciali vengono votate invece dagli amministratori eletti nei singoli Comuni (sono insomma i sindaci ad eleggere il presidente della Provincia, ma senza più la “vecchia” Giunta, e in genere sono anche loro stessi a farsi carico delle deleghe un tempo in capo agli assessori).

Il provvedimento approvato dal Senato era stato fortemente richiesto dalla Regione e seguito con attenzione dal ministro Roberto Calderoli, che ha espresso soddisfazione per l’esito della votazione:

Il ministro Roberto Calderoli, la legge sull'autonomia porta il suo nome
Il ministro Roberto Calderoli

“Il Parlamento ha saputo rispondere a una richiesta chiara proveniente dal territorio: offrire ai cittadini istituzioni più vicine e capaci di dare risposte efficaci. Gli enti locali che svolgono una funzione di raccordo tra i singoli Comuni e i livelli istituzionali superiori, come Regioni e Stato, sono fondamentali per intercettare e affrontare le esigenze delle nostre comunità, soprattutto in un Paese caratterizzato da una grande varietà territoriale come l’Italia. Ne sono convinto da sempre e ritengo che questa sia la direzione giusta, sia per il Friuli-Venezia Giulia sia in una prospettiva più ampia”.

Esulta il governatore Fedriga, ma il popolo del web…

Entusiasta del via libera del Senato il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga:

Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga
Il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga

“Ce l’abbiamo fatta. Oggi abbiamo scritto la parola fine a un assetto incompleto che durava da dieci anni. È stato un percorso lungo, ma necessario per raggiungere un obiettivo fondamentale: con il ripristino degli enti di area vasta eletti direttamente dai cittadini, restituiamo forza alla democrazia e centralità al nostro territorio. Ringrazio il Ministro Calderoli e il Parlamento per l’ascolto e la collaborazione. Entro aprile porteremo in Consiglio Regionale la legge per far ripartire concretamente i nuovi enti”.

Ma se Fedriga e la Lega esultano, non tutti la pensano allo stesso modo.

Soprattutto dalla voce delle piazze virtuali dei social. Come ad esempio sulla pagina Facebook di Fedriga dove sono stati pubblicati centinaia di messaggi di insulti e di disapprovazione.

Una linea di pensiero che, seguendo il tenore di molti commenti, si può riassumere così, soprattutto guardando alle esigenze di stretta quotidianità:

“Ma come? Mancano medici, infermieri, ci sono liste d’attesa lunghissime ed esultiamo per il ritorno delle Province?”.

Insomma, più che un Ente operativo, ripristinato di “pieni poteri”, in molti temono che si (ri)crei solo una situazione che favorisca nuove “poltrone” da destinare alla “politica”.

Il ritorno delle Province, il rilancio di Zaia anche per le altre Regioni

Fatto sta che il dibattito è destinato a ad alimentarsi ulteriormente anche per le posizioni prese da altre Regioni (a statuto ordinario) e le conseguenti richieste al Governo.

Basti pensare alle esternazioni dell’ex governatore del Veneto, Luca Zaia:

Il governatore del Veneto Luca Zaia (Lega)
L’ex governatore del Veneto Luca Zaia (Lega)

“È una questione di democrazia: i cittadini devono poter eleggere direttamente chi li governa. Le Province e i loro Presidenti devono essere scelti con un voto chiaro, scrivendo il nome di una persona di fiducia. Mi complimento con il Friuli Venezia Giulia e con il Presidente Fedriga per il risultato ottenuto con la riforma dello Statuto speciale che reintroduce gli enti di area vasta a elezione diretta: un passaggio di grande rilevanza istituzionale che restituisce centralità ai territori e ai cittadini”.

E ancora:

“Le Province sono vicine ai territori, conoscono i problemi e sanno governare con efficacia. Per questo serve riportare le Province elettive anche nelle Regioni ordinarie, senza disparità tra territori. È una scelta di buon senso e di rispetto del popolo”.

Un assist in effetti raccolto proprio dal Ministro Calderoli:

“Mi auguro che quanto realizzato in Friuli-Venezia Giulia — con l’elezione diretta del Presidente e del Consiglio provinciale — possa rappresentare un punto di partenza per rilanciare il percorso di riforma delle Province e il ripristino dell’elezione diretta, nell’interesse di tutti i territori”.

Gli altri che dicono “no”

Critiche al ritorno alla votazione “elettiva” delle Province, il Partito democratico.

Come dalle parole della consigliera regionale dem in Friuli Venezia Giulia, Manuela Celotti:

Manuela Celotti del Pd

“Enti vuoti, senza nemmeno un compito definito, che guardano a modelli del passato non potranno affrontare e sostenere le sfide odierne e future sul welfare, sostegno a imprese, governo del territorio. Il restauro delle Province appare dunque come un vessillo della propaganda della destra che dopo otto anni di attesa, durante i quali ha abbandonato i Comuni a problematiche insormontabili, ora presenta questo ritorno al passato come falsa soluzione salvifica di tutti i problemi”.