cosa prevede

Il Ddl anti Maranza che in Rai (per poco) diventa più importante della crisi di maggioranza

Nel giorno in cui il governo va sotto alla Camera sulla legge elettorale, il Consiglio dei ministri approva una nuova stretta su baby gang, movida e fermi preventivi

Il Ddl anti Maranza che in Rai (per poco) diventa più importante della crisi di maggioranza

Per qualche ora, nella giornata politica di martedì 14 luglio 2026, il governo ha provato a tenere in primo piano il dossier sicurezza. Il Consiglio dei ministri, riunito a Palazzo Chigi, ha approvato un nuovo disegno di legge subito ribattezzato nella comunicazione politica e mediatica come Ddl “anti-maranza”: una stretta su baby gang, movida, aggregazioni considerate pericolose, fermi preventivi e aggressioni alle forze dell’ordine.

La Rai lo ha raccontato come il nuovo fronte del governo sulla sicurezza urbana, con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi a illustrare le misure e il richiamo alla necessità di prevenire episodi di violenza giovanile. E anche il Tg1, nella gerarchia della scaletta, ha scelto di aprire proprio con questo provvedimento, relegando inizialmente in secondo piano la notizia politicamente più pesante della giornata: la maggioranza battuta alla Camera sulla legge elettorale.

La notizia più pesante arriva dalla Camera

Il problema, per Palazzo Chigi, è che nello stesso giorno è arrivata una notizia politicamente molto più pesante. Alla Camera, l’emendamento della maggioranza alla legge elettorale sulle preferenze è stato bocciato a scrutinio segreto per un solo voto: 188 contrari e 187 favorevoli. Un passaggio che Giorgia Meloni aveva trasformato in una sfida pubblica, chiedendo ai deputati di votare in modo palese e di “metterci la faccia”. Il voto segreto, invece, ha mostrato che dentro la maggioranza mancavano decine di voti.

Cosa prevede il Ddl sicurezza

Nel merito, il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri introduce una nuova ipotesi di avviso orale del questore con divieto di aggregazione in occasione di movide o situazioni considerate una minaccia per l’ordine pubblico, estende ai minorenni il cosiddetto fermo di prevenzione e prevede la procedibilità d’ufficio per le lesioni commesse contro ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza. È una stretta che si inserisce nel filone securitario già avviato dal governo nei mesi precedenti.

Misure di contrasto per i minorenni e divieto di aggregazione

La normativa estende la misura del fermo di prevenzione ai soggetti di età inferiore ai diciotto anni. L’intervento scatta in presenza di un fondato motivo di ritenere che i minorenni possano attuare condotte pericolose per la pubblica sicurezza nei luoghi di ritrovo serali, specialmente se trovati in possesso di armi o oggetti atti a offendere.

Per arginare il fenomeno delle bande giovanili, il testo introduce l’avviso orale del questore abbinato al divieto di aggregazione. Queste disposizioni mirano a isolare i soggetti ritenuti socialmente pericolosi, impedendo loro di associarsi in contesti pubblici o aperti al pubblico.

Pene severe per i danneggiamenti e tutela delle vittime

Il provvedimento prevede un inasprimento delle sanzioni per il reato di danneggiamento di gruppo, commesso da cinque o più persone. La riforma stabilisce la reclusione da diciotto mesi a cinque anni e multe fino a quindicimila euro, con la possibilità di applicare l’arresto differito in flagranza per i responsabili identificati successivamente tramite riprese video.

Il ddl introduce inoltre una modifica rilevante al codice civile, stabilendo che chi subisce una rapina o una violenza sessuale non debba risarcire i danni subiti dall’autore del reato durante l’azione delittuosa. Il titolare del Viminale ha citato come esempio tipico il caso della legittima difesa durante una rapina in abitazione.

Tutela delle forze dell’ordine e sicurezza stradale

La riforma stabilisce la procedibilità d’ufficio per le lesioni personali inflitte a ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza durante il servizio. In precedenza, le lesioni lievi o lievissime richiedevano la querela di parte da parte della vittima per poter procedere penalmente.

Infine, l’esecutivo punta a potenziare la sicurezza stradale attraverso controlli intensificati e pattugliamenti nei luoghi di aggregazione giovanile durante le ore notturne. Un apposito tavolo tecnico interministeriale elaborerà progetti educativi e sinergie tra scuole, infrastrutture e forze dell’ordine per diffondere la cultura della prevenzione.