BUFERA POLITICA

Il Comune di Bologna distribuisce gratis pipe per il crack. Salvini: “La droga è morte, una follia”

Fratelli d'Italia: "Denunciamo il sindaco Lepore". L'assessore Madrid: "Non è incentivare l'uso, ma limitare i danni"

Il Comune di Bologna distribuisce gratis pipe per il crack. Salvini: “La droga è morte, una follia”

Il Comune di Bologna, guidato dal sindaco Pd Matteo Lepore, ha deciso di distribuire gratuitamente circa 300 pipe in alluminio per il consumo di crack. La misura, dal costo complessivo di circa 3.500 euro, rientra in un progetto di riduzione del danno già avviato in via sperimentale un anno e mezzo fa e che ora entrerà nel vivo.

Madrid: “Obiettivo ridurre patologie e creare fiducia”

Le pipe saranno distribuite dagli operatori di strada di Asp e nei locali di Fuori Binario in via Carracci. L’assessora al Welfare, Matilde Madrid, ha spiegato che l’obiettivo non è incentivare il consumo, ma ridurne i danni:

“L’utilizzo di strumenti adeguati consente di ridurre patologie secondarie come sanguinamenti, tracheiti e infezioni legate a materiali improvvisati e condivisi. Inoltre, la consegna da parte di professionisti crea un rapporto di fiducia che può portare le persone a chiedere aiuto e ad avviare percorsi di recupero”.

Secondo i dati raccolti nella fase sperimentale, su 40 partecipanti il 37% ha visto scomparire problemi respiratori e il 25% ha registrato un miglioramento delle condizioni di gola e bocca. Inoltre, si sarebbe osservata una riduzione del consumo di sostanza.

Le reazioni politiche

L’iniziativa ha scatenato dure reazioni dal centrodestra. Fratelli d’Italia ha annunciato di voler denunciare il sindaco Lepore per “istigazione a delinquere”. L’europarlamentare Stefano Cavedagna ha accusato il primo cittadino di comportarsi “più come uno spacciatore che come un tutore della legalità”, mentre il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, ha definito la misura “una vera e propria induzione al consumo di droga”.

Durissime anche le parole della Lega. Il vicepremier Matteo Salvini ha commentato sui social:

“Pipe per il crack distribuite dal Comune di Bologna, a spese dei contribuenti? Questa è follia. La droga è morte e fa schifo. Va fermata, non incentivata”, pubblicando anche un fotomontaggio di un uomo con una pipa recante la scritta “Comune di Bologna”.

Il commissario provinciale leghista Davide Bergamini ha attaccato:

È una scelta indegna che legittima degrado e spaccio. Bologna è sempre più sporca, insicura e fuori controllo”.

Anche Forza Italia ha criticato la misura: per il capogruppo in Comune Nicola Stanzaninon ci si può accontentare di ridurre i rischi sanitari, così si promuove il consumo”.

Le voci dal mondo delle comunità e della società civile

Massimo Barra, fondatore di Villa Maraini-Cri, ha definito la scelta del Comune “una misura spot”:

Distribuire pipe è inutile se non si accompagna a un’offerta di cura quotidiana e strutturata. Ai tossicodipendenti serve la possibilità di uscire dalla dipendenza, non strumenti che fanno clamore sui giornali”.

Diversa invece la posizione dell’associazione Luca Coscioni, che ha espresso sostegno all’iniziativa:

“È la dimostrazione concreta di cosa significhi applicare le politiche di riduzione del danno, riconosciute come Livelli essenziali di assistenza ma raramente attuate. Non si tratta di istigare al consumo, ma di affrontare la realtà e tutelare la salute delle persone”.

Anche l’epidemiologo Raimondo Pavarin ha sottolineato che “si fa molto allarmismo ma nessuno propone alternative. Distribuire pipe significa iniziare a occuparsi seriamente della salute di queste persone”.

Un dibattito destinato a continuare

Secondo i dati dell’Ausl di Bologna, al 30 giugno 2025 erano 518 le persone seguite per consumo di crack, di cui 134 nuovi casi, in aumento rispetto ai 353 del 2023 e ai 456 del 2024. Un trend che conferma l’emergenza e che il Comune vuole affrontare con una strategia di riduzione del danno, che include anche i test di drug checking per analizzare le sostanze.

Il tema, però, resta altamente divisivo. Da un lato l’amministrazione comunale rivendica un approccio pragmatico e basato su dati scientifici; dall’altro, le opposizioni accusano Lepore di legittimare il consumo e di utilizzare fondi pubblici per favorire la dipendenza.

La polemica è destinata a proseguire, mentre Bologna si trova al centro di un acceso scontro politico e culturale sul modo di affrontare la tossicodipendenza in Italia.