Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo Decreto Bollette, un pacchetto di misure da oltre 5 miliardi di euro destinato a contrastare il caro energia e sostenere famiglie e imprese. Varato anche il decreto-legge per gli aiuti al Sud.
Sì al Decreto Bollette, stanziati 5 miliardi
A confermarlo è stata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha parlato di un intervento molto significativo in grado di garantire risparmi e benefici diretti nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro.
Secondo il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il decreto produrrà benefici concreti a oltre 4 milioni di imprese e 2 milioni e 700 mila famiglie.
Non sono mancate le critiche dell’opposizione: i deputati Pd Alberto Pandolfo e Vinicio Peluffo hanno definito il provvedimento un pannicello caldo, mentre Angelo Bonelli di Avs ha accusato il governo di favorire le società energetiche lasciando briciole a pensionati e famiglie italiane.
Bonus potenziati e sconti in bolletta
Cuore del decreto è il rafforzamento dei bonus sociali e l’introduzione di nuovi strumenti per alleggerire le bollette elettriche.
Per le famiglie vulnerabili con Isee fino a 10mila euro è previsto un ulteriore bonus elettrico da 115 euro annui, che si somma ai 200 euro già esistenti, portando il totale a 315 euro l’anno.
Le aziende elettriche potranno inoltre tagliare volontariamente le bollette di almeno 60 euro per i consumatori con Isee fino a 25mila euro. Prevista anche la possibilità di spalmare nel tempo gli incentivi alle rinnovabili per ridurre l’impatto sui costi finali.
Tra le misure tecniche spicca la sterilizzazione della tassa europea sulle emissioni Ets dal costo del gas per i produttori elettrici, un meccanismo che dovrà essere approvato dall’Unione europea. L’obiettivo è favorire il disaccoppiamento tra il prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili e quello del gas.
Aumenta l’Irap per le imprese energetiche
Il decreto introduce anche una gas release a prezzo calmierato per le industrie energivore e prevede la vendita del gas stoccato durante la crisi energetica del 2022 per ridurre lo spread tra il prezzo del gas sulla borsa europea Ttf e quello sulla piattaforma italiana Psv.
Per finanziare il taglio degli oneri di sistema in bolletta, viene disposto un aumento del 2% dell’Irap a carico delle imprese energetiche.
Il filmato in cui la presidente Meloni spiega le novità introdotte dal decreto:
Oltre 1,2 miliardi per il maltempo al Sud
Il Consiglio dei ministri ha approvato anche un secondo decreto-legge per fronteggiare l’emergenza causata dagli eccezionali eventi meteorologici che dal 18 gennaio hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia, oltre alla frana che ha interessato Niscemi.
Il provvedimento, su proposta della premier e del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci, mobilita complessivamente oltre 1,2 miliardi di euro.
Nel dettaglio: più di 700 milioni sono stanziati con il nuovo decreto, 400 milioni arrivano da una deliberazione della Protezione civile e 100 milioni erano già stati deliberati il 29 gennaio.
Di queste risorse, 150 milioni sono destinati in modo specifico alla messa in sicurezza e al consolidamento del versante colpito dalla frana di Niscemi.
Sostegni a cittadini e imprese colpite
Le misure dovrebbero garantire assistenza alle popolazioni colpite, il ripristino dei servizi pubblici essenziali e delle infrastrutture strategiche, la gestione delle macerie e interventi di urgenza.
Vengono inoltre rafforzati i poteri dei Commissari delegati per accelerare le procedure e assicurare rapidità nell’esecuzione delle opere necessarie.
Il decreto definisce anche le modalità per il riconoscimento dei contributi a favore di privati e imprese che hanno subito danni a edifici, beni mobili e attività economiche. Prevista la sospensione dei termini relativi agli adempimenti e ai versamenti tributari, contributivi e dei premi per l’assicurazione obbligatoria nei comuni individuati dalla Protezione civile.
Per le micro, piccole e medie imprese danneggiate è introdotta una deroga temporanea: non si applicherà l’esclusione dai contributi prevista in caso di mancata stipula di polizze contro le calamità naturali, a condizione che l’assicurazione venga sottoscritta entro sessanta giorni dalla percezione del contributo statale.