E’ vero, ci si era già andato a “schiantare” anni fa Matteo Renzi all’apice del gradimento politico personale e del consenso del Partito democratico (oltre il 40%).
Ma alzi la mano chi avrebbe mai pensato che la tornata referendaria dello scorso fine settimana sulla Giustizia avrebbe sollevato un simile polverone di polemiche, un terremoto così intenso nelle dinamiche del Centrodestra e addirittura insinuato il dubbio se proseguire fino al 2027 o scegliere la strada delle elezioni anticipate come più di qualcuno ormai (e anche molto autorevole) inizia a suggerire alla premier Giorgia Meloni.

La purga del Referendum, effetto domino su quattro persone e lo spauracchio del voto
La vicenda generale è ormai nota.
Dopo la debacle sul Referendum della Giustizia, si è innescato un effetto domino su Fratelli d’Italia e Forza Italia.
In primis, sul sottosegretario proprio alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove rimasto coinvolto in una compartecipazione societaria in un ristorante di Roma dove c’era la presenza appunto come socio di una giovane prestanome legata al clan dei Senesi.

Poi è stata la volta di quella di Giusi Bartolozzi, la capo di Gabinetto, sempre del Ministero della Giustizia, che durante la campagna elettorale del Referendum aveva imprecato contro la Magistratura, arrivando a definirla maldestramente come un “plotone d’esecuzione”.

Poi ancora è toccato al Ministro del Turismo Daniele Santanchè, sulla graticola da mesi per vicende giudiziarie delle sue società, assecondare l’ultimatum arrivato post voto dalla premier Giorgia Meloni e rassegnare le dimissioni dal Ministero.

Infine, nella giornata di giovedì, quasi a sorpresa, l’effetto domino della debacle del Centrodestra al Referendum, ha colpito il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri, costretto alle dimissioni dopo una raccolta firme quasi all’unanimità, anche tra i ministri e sottosegretari azzurri con l’eccezione di Annamaria Bernini.

Oltre la “scossa”, avanti tutta al 2027 o elezioni anticipate
Terremoto. Polverone. Piuttosto una “scossa” hanno fatto filtrare sulle prime i rappresentanti del Centrodestra.
Addirittura “rinnovamento”.
Uno scenario che ha interessato come detto FdI e FI nel silenzio invece assordante della Lega che sembra (per il momento uscire indenne) sa questa reazione a catena successiva al Referendum.
Tutto bene dunque e appuntamento alla prossima campagna elettorale per la corsa a Palazzo Chigi?
Forse non è proprio così. Perché altre dinamiche e ipotesi si stanno facendo largo in queste ore.
Per il momento, la premier ha avocato a sé le deleghe al Turismo. Non si sa però fino a quando. Più di qualcuno scalpita.
Niente rimpastino di Governo e chi ne chiedeva o ipotizzava uno più “robusto” con la sostituzione di tre o più ministri (Nordio e Casellati gli indiziati numeri uno, ma anche Pichetto Fratin e forse Adolfo Urso), più di qualcuno ha subito ammonito che cambiamenti così extralarge necessitano il via libera del Presidente della Repubblica e il voto di fiducia in Parlamento.

Eppure, la questione potrebbe non essere conclusa qui.
Fazzolari e Giorgetti, chi vuole le elezioni subito
Perché come detto ci sono esponenti autorevoli dell’Esecutivo che spingono per andare subito al voto.
Come ad esempio Giovanbattista Fazzolari, uno dei fedelissimi di Giorgia Meloni (e tra i più ascoltati dalla premier), sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

E così pure il Ministro dell’Economia e Finanze e “stratega” della Lega Giancarlo Giorgetti.

Secondo indiscrezioni riportate da Il Foglio, all’interno della maggioranza starebbe prendendo forma una linea più assertiva sul fronte politico.
In particolare, sia appunto Fazzolari che Giorgetti avrebbero iniziato a sostenere con decisione l’ipotesi di elezioni anticipate.
Il sottosegretario di FdI spingerebbe per una scelta “senza paura”, puntando apertamente al voto, mentre il rappresentante del Governo condividerebbe l’urgenza del momento, ritenendo che rimandare potrebbe rendere la situazione meno favorevole.
In sostanza, il tempo utile sarebbe adesso.