È il Quirinale il cuore delle celebrazioni per il Giorno della Memoria 2026. Martedì 27 gennaio, alle ore 11, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella presiederà la cerimonia ufficiale in occasione dell’81° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945. Accanto al Capo dello Stato sarà presente il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, insieme alle più alte cariche istituzionali.
Presenti anche Liliana Segre e un gruppo di studenti
Al centro dell’iniziativa, ancora una volta, il richiamo alla responsabilità collettiva della memoria. Alla cerimonia prenderà parte anche la senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta ad Auschwitz, da anni voce contro l’indifferenza e il negazionismo. La sua presenza rappresenta un ponte diretto tra la memoria storica e le nuove generazioni, alle quali è affidato il compito di custodire e trasmettere il significato di quella tragedia.

Un momento particolarmente significativo sarà dedicato a quaranta studenti provenienti da tutta Italia, reduci dal Viaggio della Memoria nei luoghi simbolo della deportazione e dello sterminio: Auschwitz e Birkenau, il ghetto ebraico di Cracovia, il campo di Fossoli e il Memoriale della Shoah al Binario 21 di Milano. I ragazzi saranno chiamati accanto al Presidente come testimoni di una memoria che si fa esperienza diretta e consapevolezza civile.
Celebrazioni in tutta Italia
Nel corso della cerimonia verrà ricordato anche il genocidio di Rom e Sinti, con la partecipazione di rappresentanti delle comunità, a ribadire il carattere universale della commemorazione delle vittime del nazifascismo. Il Giorno della Memoria, istituito in Italia nel 2000 e riconosciuto dalle Nazioni Unite, non è solo un rito solenne ma un richiamo attuale.
Le celebrazioni proseguiranno per tutta la giornata con iniziative in numerose città italiane: monumenti illuminati, incontri con studenti, eventi culturali e aperture straordinarie dei luoghi della memoria. Un impegno diffuso, che attraversa le istituzioni e la società civile, per ribadire che la Shoah non appartiene solo alla storia, ma interroga il presente e il futuro della democrazia.