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PREMIER SOTTO I RIFLETTORI

La prima gaffe di Giorgia Meloni da premier: dà del "tu" al deputato Soumaoro e poi si scusa

Dal modo di vestire a quante volte cambia le scarpe, ma l'antipatia per i regimi e soprattutto la non osservanza dei formalismi stanno creando un caso.

La prima gaffe di Giorgia Meloni da premier: dà del "tu" al deputato Soumaoro e poi si scusa
Politica 26 Ottobre 2022 ore 15:13

Dal "tu" al deputato di colore all'antipatia per il Fascismo, Giorgia Meloni ai raggi X. Ogni movimento, frase, atteggiamento, modo di vestire, perfino quanto volte si cambia le scarpe in questi giorni viene passato sotto la lente d'ingrandimento nell'attenzionare il nuovo presidente del Consiglio. Che alla sua prima uscita da premier ha già messo insieme una gaffe.

Il "tu" al deputato di colore Soumaoro di Giorgia Meloni

Ecco allora che è bastato un "tu" rivolto al deputato di colore Aboubakar Soumaoro eletto nelle liste della Sinistra per far sobbalzare dagli scranni del Parlamento l'ala ambientalista dell'opposizione. E' accaduto in occasione della seduta di presentazione delle linee programmatiche del Governo e dei successivo voto di fiducia che ha incassato l'Esecutivo di Giorgia Meloni.

E proprio un "tu" del presidente del Consiglio ha scatenato la reazione dell'opposizione e ha aperto un dibattito su storia e sociale.

Il "tu" di Giorgia al deputato di colore, "No, mi dia del Lei"

In Aula Soumahoro era stato piuttosto perentorio nel suo giudizio verso il consenso ottenuto dal Centrodestra nella tornata elettorale del 25 settembre:

"È vero che oggi siete la maggioranza politica del Palazzo. Tuttavia, è anche vero che non rappresentate la maggioranza silente del Paese Reale. La verità è che quasi metà delle italiane e degli italiani aventi diritto non è andata a votare e una parte di chi è andato a votare non vi ha concesso la fiducia. La maggioranza delle italiane e degli italiani, circa l’80%, dunque, non vi ha votato. Dinanzi a questo dato drammatico, occorre avere l’onestà intellettuale di riconoscere che siamo dinanzi ad una forte crisi di rappresentanza. La Politica deve farsi carico di questa crisi della democrazia".

Il "tu" di Giorgia al deputato di colore, "No, mi dia del Lei"

Quando Giorgia Meloni ha replicato all'intervento di Aboubakar Soumahoro,  si è rivolto a lui dandogli pubblicamente del “tu”.

Questo il passaggio "incriminato" del suo intervento:

"Al collega Soumahoro mi sento di dire, tutti ci sentiamo scolari della storia, sai, altrimenti saremmo ignoranti del presente, senza futuro".

La replica di Soumaharo è stata ancora netta e sta facendo il giro del web:

"Visto che la Presidente del Consiglio dei Ministri, l’Onorevole Giorgia Meloni, è “scolara della Storia”, parafrasando Gramsci, si ricorderà che durante lo schiavismo e il colonialismo, i “neri” non avevano diritto al “Lei”, perché era riservato a ciò che veniva definito “civiltà superiore”. Forse quando un underdog incontra un under-underdog viene naturale dare del “Tu”, anche contravvenendo alle regole istituzionali. No, Signora Presidente, mi dia del Lei".

La mano tesa e il tentativo di distensione

Poi però i due protagonisti dell'accaduto hanno provato a lanciare messaggi di distensione.

Il primo è arrivato proprio da Giorgia Meloni:

"Chiedo scusa, errore mio, chiedo scusa, succede di sbagliare, basta chiedere scusa quando accade".

E da parte sua, il 42enne deputato, origine ivoriane, da tempo impegnato in battaglie sindacali, ha osservato:

"Visto che mi ha dato del tu, anche contravvenendo alle regole istituzionali, spero che questo possa essere d'auspicio a un confronto personale sui temi che ci stanno reciprocamente a cuore".

Giorgia ai raggi X, il plauso della Comunità ebraica all'antipatia per il Fascismo

A far arrivare un po' di acqua sui carboni ardenti della polemica e a possibili incidenti diplomatici e speculazioni politiche in chiave razzistica è arrivato però quasi in contemporanea per il premier il plauso della Comunità ebraica di Roma per i contenuti del suo discorso di apertura alla Camera.

Meloni riguarda ai regimi aveva detto di "non aver mai avuto simpatie per i regimi totalitari, nemmeno per il Fascismo".

 

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