Oggi, 16 febbraio 2026, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata a Niscemi, il comune della Sicilia, in provincia di Caltanissetta, devastato dalla frana provocata dal ciclone Harry. Insieme a lei, il capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano. Questa è la seconda visita della premier nel comune, dopo quella del 28 gennaio scorso, quando sorvolò le aree colpite dal maltempo a bordo di un elicottero.

Una nuova visita alle aree colpite dal ciclone Harry
La presidente Meloni è giunta a Niscemi questa mattina per una nuova ricognizione delle zone danneggiate dal ciclone Harry. Durante il sopralluogo nella zona rossa del paese, la premier ha incontrato alcuni degli sfollati nel Municipio.
La presidente del Consiglio ha annunciato l’arrivo di fondi per 150 milioni per il comune:
“Niscemi è il comune più monitorato d’Europa. Stiamo prevedendo fondi tra ordinari e immediati su tre direttrici: la demolizione degli edifici, la messa in sicurezza e l’acquisto di nuovi immobili”, ha detto. La premier ha annunciato anche la nomina per Niscemi di un commissario straordinario, il capo della Protezione civile Fabio Ciciliano, parlando del decreto legge in arrivo “mercoledì”.

Al centro degli incontri ci sono state le problematiche relative alle abitazioni distrutte, alla ricollocazione degli sfollati e alla viabilità.
“Ne abbiamo parlato anche con i cittadini, dove io chiedo di non forzare perché sarebbe un errore, è sulla definizione della fascia di rispetto sul fronte di frana”, ha detto la premier, sottolineando che “non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico, ma sono decisioni che si possono prendere sui dati tecnici”. “E se io forzassi delle decisioni, magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio sarei una pazza. Quindi – ha aggiunto – questo non lo voglio fare. E penso che non si debba forzare, per la salute, per la sicurezza, e per essere certi che quando diamo risposte sono certe. Quindi su questo io non posso e non voglio dare oggi una tempistica della quale non sono certa”.
Dopo aver raggiunto il comune in elicottero, Meloni ha anche visitato altre aree colpite dal disastro.

Le parole del sindaco Massimiliano Conti
“Non ci fermiamo e non molliamo”, ha detto il sindaco di Niscemi Massimiliano Conti, accogliendo Meloni dopo l’atterraggio in elicottero, che gli ha risposto con un “mai”.
Il primo cittadino ha ribadito l’impegno della comunità a non permettere speculazioni politiche sulla tragedia:
“Chi vuole speculare su questa vicenda troverà noi a sbarrargli la strada, chi vuole costruire carriere su questa vicenda troverà il necessario senso di comunità e riscossa del nostro popolo”. Ha anche aggiunto che “ci sarà il massimo confronto” con i comitati di cittadini nati dopo il disastro, sottolineando come l’unione sia fondamentale per superare il momento difficile. “Dobbiamo risollevarci e riguadagnare fiducia“, ha concluso Conti.
Il recupero della croce, simbolo di speranza
Un momento significativo, nelle scorse ore, è stato il recupero della croce in pietra di Niscemi, un simbolo di speranza e resistenza per la comunità locale. La croce era stata inghiottita dalla frana che ha colpito il comune il 25 gennaio scorso, ma è stata recuperata dai vigili del fuoco e dalla polizia di Stato in un’area estremamente pericolosa, a valle del movimento franoso.

L’operazione è stata possibile grazie all’utilizzo di un robot in dotazione alla polizia, che ha permesso di mettere in sicurezza la croce senza mettere a rischio il personale. Una volta recuperata, la croce è stata trasportata in un luogo sicuro e successivamente restituita al sindaco del comune: oggi, il simbolo, è stato mostrato alla premier.
Musumeci: “Stop a strumentalizzazioni”
Nel frattempo, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, ha accusato alcuni avversari politici di strumentalizzare la situazione a Niscemi.
“In queste settimane è attiva una campagna di strumentalizzazione imbastita dai nostri avversari contro di me”, ha dichiarato Musumeci.
Secondo il ministro, alcuni lo considerano responsabile di ciò che non è stato fatto negli ultimi 28 anni a Niscemi. Musumeci ha anche riferito di aver aggiornato Meloni, sulle risorse già messe a disposizione dal Governo per sostenere i territori siciliani colpiti dal ciclone. Ha poi espresso il suo apprezzamento per la visita della premier, sottolineando come questo gesto dimostri l’attenzione del governo nazionale verso la situazione del territorio siciliano.
Schifani: “Importanza della collaborazione con il governo nazionale”
Il presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, ha espresso soddisfazione per il ritorno della presidente Meloni a Niscemi, evidenziando come la sua presenza dimostri un concreto supporto per le comunità locali. Schifani ha scritto sui suoi social:
“La sua presenza, accompagnata dal capo del Dipartimento Protezione Civile Fabio Ciciliano, conferma l’attenzione concreta verso le nostre comunità, già dimostrata con la prima visita dello scorso 28 gennaio”.

Il governatore ha poi sottolineato l’importanza della collaborazione tra il governo nazionale e la Regione, aggiungendo che entrambe le istituzioni stanno lavorando insieme per garantire risposte rapide ed efficaci alle necessità dei territori colpiti.
I fondi regionali per l’emergenza
La Regione Sicilia ha già destinato risorse per fronteggiare l’emergenza. In due tranche, sono stati messi a disposizione 680 milioni di euro, provenienti sia da risorse regionali che extraregionali. Parallelamente, sono in corso attività di ricognizione per valutare i danni ulteriori, sulla base delle richieste pervenute dai comuni.
Gli uffici competenti stanno lavorando per ridurre al minimo i tempi e, una volta completata la valutazione dei danni, procederanno con una tempestiva integrazione della relazione già inviata agli organismi nazionali.
La situazione
La frana che ha colpito Niscemi il 25 gennaio 2026 è stata causata dalle intense piogge provocate dal ciclone Harry, che ha colpito la Sicilia. Il movimento franoso ha coinvolto il versante sud dell’abitato, in particolare le zone di Sante Croci e Pirillo.
Il bilancio è pesante: numerose abitazioni sono state distrutte e centinaia di persone sono state costrette ad evacuare. Quasi un centinaio di famiglie non potranno più tornare nelle proprie case, e le scuole situate nella zona rossa non riprenderanno le lezioni. Il paese di Niscemi, da allora, vive sospeso sull’orlo di una frana lunga circa cinque chilometri. La situazione resta critica e la comunità è ancora in attesa di un futuro incerto.