Scontro interno

Fiducia su Ucraina, Crosetto “blinda” Lega e Vannacci. Opposizione: “La maggioranza in politica estera non c’è più”

Il ministro pone la fiducia. Futuro nazionale critica Salvini. Nella notte altri tre bambini morti a Karkhiv

Fiducia su Ucraina, Crosetto “blinda” Lega e Vannacci. Opposizione: “La maggioranza in politica estera non c’è più”

Il Governo Meloni ha posto la questione di fiducia alla Camera sul decreto Ucraina, il provvedimento che conferma il sostegno italiano a Kiev, compresi gli aiuti militari e umanitari. La scelta, maturata dopo il confronto tra Esecutivo e maggioranza, punta a blindare il testo ed evitare sorprese sugli emendamenti, ma ha aperto uno scontro politico sia nel Centrodestra sia tra le opposizioni.

Al centro delle tensioni c’è la frattura con i deputati vicini a Roberto Vannacci, riuniti in Futuro Nazionale, e il primo (già durissimo) confronto con la Lega di Matteo Salvini.

 

Sul tema è intervenuto anche lo stesso Vannacci:

“Né Vannacci, né Futuro Nazionale sono pro Putin. Sono, e siamo, pro Italia e pro italiani. Per questo ritengo che prolungare questa guerra in Ucraina sia deleterio per l’Europa, l’Italia e anche l’Ucraina. E’ ora di arrivare alla fine di un conflitto, che ci costerà sicuramente, ma meno se riusciamo ad arrivarci in fretta. I costi di questa guerra li stanno pagando gli ucraini, ma anche gli europei a suon di risorse, rincari e riarmo che solo in partenza ci costa 800 miliardi di euro”.

Emendamento soppressivo e frattura nel centrodestra

A innescare il caso è stato un emendamento presentato dai deputati Emanuele Pozzolo, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello (il primo ex FdI, gli altri due ex leghisti, che già avevano votato contro l’invio delle armi a Kiev, seguendo Vannacci e non la linea del Governo), che propone la soppressione integrale dell’articolo 1 del decreto Ucraina, quello che conferma l’invio di aiuti, anche militari e umanitari, a Kiev.

Secondo i firmatari, sull’emendamento ci sarebbero potuti essere voti favorevoli anche da parte di alcuni parlamentari leghisti critici verso la prosecuzione del sostegno militare all’Ucraina. Da qui l’accusa politica: la Lega direbbe di voler ridiscutere la linea sugli aiuti ma poi, nei voti parlamentari, confermerebbe sempre il sostegno al Governo.

Futuro Nazionale, da parte sua, sostiene invece che ulteriori invii di armi non favorirebbero il processo di pace e chiede lo stop alle forniture militari, proponendo di destinare le risorse ad altre priorità interne, come la sicurezza.

Perché il governo ha posto la fiducia sul decreto Ucraina

La decisione di porre la fiducia fa decadere gli emendamenti e costringe la maggioranza a compattarsi sul testo. Secondo il ministro della Difesa Guido Crosetto non si tratta di “scappare dal confronto”, ma di un atto politico chiaro: obbligare le forze di maggioranza a dichiarare apertamente la propria posizione su un tema strategico.

Crosetto: "Equidistante da Israele e Palestina. Distinguo Israele dalle scelte del suo Governo, che non condivido"
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto

Crosetto ha parlato di scelta di trasparenza: la fiducia “separa e rende chiare le posizioni” e mostra chi continua a sostenere l’azione dell’esecutivo.

Fratelli d’Italia ha ribadito il sostegno “convinto” alla resistenza ucraina, respingendo quelle che definisce narrazioni filorusse secondo cui il supporto occidentale sarebbe inutile o dannoso.

Attacco dei vannacciani a Salvini

Durissimo l’intervento in Aula di Edoardo Ziello, esponente dell’area vannacciana ed ex leghista, che ha attaccato direttamente Matteo Salvini sostenendo che la fiducia servirebbe a evitare un voto su un emendamento coerente con le posizioni espresse in passato dal leader della Lega contro l’invio di armi. E non ci è andato tanto per il sottile:

“Salvini i è assunto la gravissima responsabilità di non permettere al Parlamento di votare un emendamento che chiedeva quello che a parole lui aveva sempre chiesto. La coerenza sta a Salvini come la puntualità sta ai treni di Trenitalia“.

Edoardo Ziello con Roberto Vannacci

Il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani ha minimizzato le tensioni parlando di “sensibilità diverse” tra partiti alleati ma negando problemi strutturali nella maggioranza.

Gli ordini del giorno: stop armi, trasparenza e diplomazia

Sul decreto sono stati presentati diversi ordini del giorno:

  • Futuro Nazionale chiede lo stop all’invio di armi, la desecretazione delle liste dei materiali militari inviati e la riallocazione delle risorse verso le forze dell’ordine.
  • M5s propone l’interruzione immediata delle forniture militari e una relazione dettagliata alle Camere sulle spese sostenute, con maggiore trasparenza e controllo parlamentare.
  • Avs chiede aiuti civili e umanitari ma lo stop alle armi e maggiori controlli sui flussi di armamenti.
  • Azione e Italia Viva sono a favore del sostegno militare e chiedono di rafforzare la cooperazione tecnologica e la difesa, pur senza votare la fiducia.
  • Un odg dell’area Pd (a firma Ciani) punta ad affiancare al sostegno militare un forte impulso diplomatico e iniziative per una pace negoziata.

Le critiche delle opposizioni sulla fiducia

Le opposizioni dal canto loro hanno contestato la scelta del governo di ricorrere alla fiducia. Pd, M5s, Avs e Più Europa parlano di mossa per coprire le divisioni interne alla maggioranza e impedire un confronto parlamentare pieno.

Parlando di voti, il Pd voterà contro la fiducia ma a favore del provvedimento, in continuità con i precedenti voti sul sostegno all’Ucraina. I Cinque Stelle e Avs si opporranno invece sia alla fiducia sia alla linea sugli aiuti militari, chiedendo una svolta diplomatica e la de-escalation.

Dal fronte centrista, Carlo Calenda ha invece sottolineato le contraddizioni di un’opposizione che su alcuni emendamenti contro le armi si ritrova allineata con i vannacciani.

Un voto che misura i nuovi equilibri

Il voto di fiducia sul decreto Ucraina assume così un valore che va oltre il merito del provvedimento: diventa un test politico sugli equilibri della maggioranza dopo la nascita di Futuro Nazionale e sulla tenuta della linea italiana di sostegno a Kiev.

La doppia votazione — prima sulla fiducia, poi sul decreto — permetterà di distinguere tra sostegno al Governo e posizione sul merito degli aiuti militari, chiarendo le scelte dei singoli gruppi parlamentari e dei deputati in dissenso.

Cosa succede al fronte

Intanto, sul fronte si continua a combattere. Nella notte, un attacco aereo russo nella regione ucraina orientale di Kharkiv ha ucciso tre bambini e un adulto, ha annunciato il capo dell’amministrazione militare locale Oleg Synegubov.

“Due bambini di un anno e una bambina di due sono morti nel raid che ha colpito un’abitazione nella città di Bogodukhiv vicino al confine russo”.

Anche un uomo di 34 anni che era con i bambini è rimasto ucciso, ha aggiunto la fonte senza specificare se fosse il loro padre.

Lunedì 9 febbraio 2026 una donna e un bambino di 10 anni erano stati uccisi in un attacco aereo sulla stessa città.