Industria europea

Fidanza e Donazzan (Fdi-Ecr): “La Commissione Ue ascolti l’industria sull’ETS”

Gli eurodeputati sostengono il documento congiunto di Confindustria, BDI e MEDEF: "La decarbonizzazione non può tradursi nella chiusura delle fabbriche"

Fidanza e Donazzan (Fdi-Ecr): “La Commissione Ue ascolti l’industria sull’ETS”
Aggiungi News Prima alle tue fonti preferite

La revisione del sistema ETS torna al centro del dibattito europeo. Carlo Fidanza ed Elena Donazzan, europarlamentari di Fratelli d’Italia-ECR, intervengono dopo la dichiarazione congiunta di Confindustria, BDI e MEDEF, chiedendo alla Commissione europea un cambio di rotta nelle politiche industriali e climatiche. Secondo i due esponenti di FdI, la transizione ecologica deve procedere senza compromettere la competitività delle imprese e l’occupazione.

L’appello alla Commissione

Per Fidanza e Donazzan, la presa di posizione delle principali confederazioni industriali di Italia, Germania e Francia rappresenta “un fatto politico di grande rilevanza”.

“I tre principali sistemi industriali europei dicono con una voce sola ciò che Fratelli d’Italia e i Conservatori europei sostengono da tempo. La decarbonizzazione non può essere pagata con la deindustrializzazione”, affermano i due eurodeputati.

I dati sull’industria

Nel comunicato vengono richiamati i risultati di uno studio dell’Università di Milano-Bicocca, secondo cui tra il 2013 e il 2024 la riduzione delle emissioni nel comparto manifatturiero sarebbe stata determinata soprattutto dalla chiusura degli impianti.

Secondo i dati citati, gli stabilimenti soggetti al sistema ETS sono diminuiti del 14,6%, mentre quelli rimasti operativi lavorano mediamente all’80% della capacità produttiva.

“Non è transizione, è desertificazione produttiva“, sostengono Fidanza e Donazzan, evidenziando inoltre come Stati Uniti e Cina sostengano le rispettive industrie senza imporre vincoli analoghi.

Le richieste sull’ETS

Gli europarlamentari condividono le proposte avanzate da Confindustria, BDI e MEDEF per la revisione del sistema ETS. Tra le principali richieste figurano:

  • l’allineamento degli obiettivi dell’ETS alla realtà industriale europea;
  • la riforma della Market Stability Reserve per fermare la cancellazione automatica delle quote;
  • il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034 nei settori in cui il CBAM non garantisce un’adeguata protezione dal carbon leakage;
  • la destinazione integrale delle entrate dell’ETS alla decarbonizzazione industriale;
  • una maggiore flessibilità attraverso crediti internazionali di qualità e assorbimenti di carbonio;
  • l’esclusione dell’estensione del sistema ETS al trasporto marittimo e all’aviazione;
  • il ritorno al principio della neutralità tecnologica come riferimento della politica industriale europea.

La posizione di FdI-ECR

Fidanza e Donazzan ribadiscono che la Commissione europea non può ignorare il messaggio proveniente dal sistema produttivo del continente.

“Come Fratelli d’Italia e come ECR continueremo a batterci perché la revisione dell’ETS diventi lo strumento di una politica industriale che tenga insieme ambizione climatica, sovranità industriale e lavoro. L’Europa si difende producendo, non chiudendo fabbriche”, concludono i due eurodeputati.