La vicenda della famiglia anglo-australiana Trevallion-Birmingham, che vive in un bosco a Palmoli, in provincia di Chieti (Abruzzo), continua a far discutere e ora entra ufficialmente nel mirino del ministero della Giustizia.
Accertamenti per fare chiarezza
Dopo l’ordinanza che ha disposto la sospensione della potestà genitoriale – con conseguente allontanamento dei tre figli – il Guardasigilli Carlo Nordio ha avviato degli accertamenti formali sul lavoro svolto dai giudici del Tribunale dei minorenni dell’Aquila.
L’obiettivo è fare chiarezza “una volta per tutte” sulla correttezza dell’operato dei magistrati. Il ministero esaminerà ordinanze, relazioni e referti, e al termine dell’analisi Nordio potrà scegliere tra diverse opzioni: archiviare il caso, disporre una sanzione, avviare un’inchiesta o inviare direttamente gli ispettori. Una decisione che – secondo fonti interne – potrebbe arrivare a breve.

Al Tribunale dei minorenni dell’Aquila l’atmosfera viene descritta come “serena e tranquilla”, benché da giorni i magistrati siano al centro di critiche, attacchi e, nel caso della presidente Cecilia Angrisano, anche di minacce e insulti.
La pressione mediatica è stata tale che una parte dei consiglieri togati del Csm ha chiesto l’apertura di una pratica a tutela dei giudici, denunciando pubblicamente affermazioni che “trascendono la legittima critica” e che rischiano di interferire con l’autonomia della magistratura.
La verifica sull’obbligo scolastico e il ricorso della famiglia
A confermare l’attenzione politica sul caso è intervenuto anche il ministero dell’Istruzione, che ha diffuso una nota ufficiale: secondo la documentazione in suo possesso, l’obbligo scolastico dei tre minori sarebbe stato “regolarmente espletato” tramite educazione domiciliare e con il supporto di una scuola autorizzata. Una puntualizzazione significativa, perché proprio la presunta assenza di percorso scolastico era stata indicata tra le motivazioni dell’allontanamento dei bambini.
Intanto l’avvocato della famiglia, Giovanni Angelucci, sta preparando il ricorso da presentare entro sabato 29 novembre 2025, con l’obiettivo di ricongiungere i bambini ai genitori entro Natale. Non è escluso che i Trevallion-Birmingham possano accettare alcune richieste dei servizi sociali, tra cui il miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie della casa e l’inserimento dei figli in un contesto scolastico tradizionale.
Tra politica e opinione pubblica
Il caso, ormai, ha assunto anche una evidente risonanza politica. Il leader della Lega Matteo Salvini ha annunciato la sua presenza in Abruzzo nel fine settimana e si prepara a raccogliere firme contro l’ordinanza del Tribunale, mentre in Europa è stata presentata un’interrogazione sul tema.

Nel frattempo, la famiglia Trevallion-Birmingham ha scelto il silenzio stampa, sostenuta anche da una rete di famiglie “neorurali” della zona, timorose che la vicenda possa avere ricadute su di loro. In particolare è stato il padre Nathan a dichiarare alla stampa di non voler più rilasciare alcuna dichiarazione dopo aver condiviso fino a questo momento la propria storia e scelta di vita.
Attesa dunque per il momento degli accertamenti. Sarà l’analisi del Ministero della Giustizia a stabilire se i giudici hanno agito correttamente o se vi siano state criticità tali da giustificare l’invio degli ispettori.