Altro che Primarie, altro che dibattito politico interno, altro che resoconto dei sondaggi.
Lo sfidante per le prossime Politiche (rigorosamente nel 2027, perché la premier di dimissioni ed elezioni anticipate proprio non vuol sentir parlare) se lo è scelto direttamente Giorgia Meloni?
Eh sì, sembrerebbe così, perché in occasione dell’ultimo confronto parlamentare (l’informativa della premier alla Camera di giovedì mattina 9 aprile 2026) a molti non è sfuggito un particolare interessante che potrebbe, se non mandare in tilt, almeno mettere non poca zizzania nella compagine di Centrosinistra.
Altro che Primarie, il candidato del Centrosinistra lo ha scelto la premier?
E così le citazioni ripetute della segretaria dem Elly Schlein da parte della presidente del Consiglio appunto nel confronto parlamentare delle ultime ore non sono certo apparse casuali.

Al contrario, sembrano contribuire a costruire una narrazione precisa: quella di un duello diretto, quasi naturale, tra due figure destinate a contrapporsi.
Con un calcolo “meloniano” non di poco conto.
La premier è convinta di vincere contro la numero uno del Pd.
Schlein dalla sua, sembra aver raccolto la sfida e ha rilanciato, assumendo con decisione il ruolo di alternativa di Governo.
Un passaggio che la proietta in avanti, ma che allo stesso tempo la espone.
Meloni contro Schlein, Conte non ci sta e sogna il bis a Palazzo Chigi
Ad esempio la espone alla reazione di Giuseppe Conte. Che di lasciare il campo a Elly non ne vuole sapere, forte di un gradimento nei sondaggi dei leader superiore a quello della segretaria dem, nonostante il Pd sia avanti e non di poco al Movimento 5 Stelle.

Dunque, mentre il confronto tra Meloni e Schlein occupa la scena, sullo sfondo si muove l’ex premier che non accetta di essere relegato a comprimario.
La sua reazione non è sta soltanto di “umano orgoglio” e di “pancia” (“Non spetta a Meloni scegliere il candidato del Centrosinistra”), ma è il segnale di una competizione interna tutt’altro che risolta per la leadership del campo progressista.
Ecco allora che Conte rivendica un profilo più competitivo, forte dell’esperienza a Palazzo Chigi e di una percezione, diffusa in alcuni settori, di maggiore capacità di attrarre consenso, anche al di là dei sondaggi.
Secondo molti l’ex presidente del Consiglio ai tempi del Covid sarebbe un primo ministro più credibile, oggi, rispetto alla segretaria dem.
Come spesso accade, tra i due litiganti… spunta il terzo?
Eppure c’è chi giura che Schlein e Conte non si affronteranno mai nella sfida delle Primarie.
Uno lascerà il campo all’altro allora? Assolutamente no.
E mentre c’è anche chi giura che la prima a essere consapevole della sfida improba a Meloni sia proprio Elly Schlein, ecco allora che come spesso accade, tra i due litiganti potrebbe spuntare fuori una terza figura.
E qui tutti gli indizi, abbastanza concordemente, portano all’ex olimpionica Silvia Salis, oggi sindaco di Genova e profilo emergente tra i dem con la benedizione del guru e co-fondatore del Pd Goffredo Bettini.

Tanto più che la diretta interessata, a precisa domanda non è sembrata essere insensibile a eventuali sollecitazioni con destinazione Palazzo Chigi.
Intervistata da Bloomberg, l’attuale primo cittadino del capoluogo ligure ha risposto:
“Se mi chiedessero di candidarmi contro Giorgia Meloni? Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione. Quest’attenzione nazionale mi lusinga”.