Addio al Senatur

E’ morto il fondatore della Lega Umberto Bossi, aveva 84 anni

Negli ultimi anni, il consiglio federale gli aveva conferito la carica di Presidente a vita

E’ morto il fondatore della Lega Umberto Bossi, aveva 84 anni

La notizia è stata appena battuta dalle agenzie. Si è spento oggi, giovedì 19 marzo 2026, Umberto Bossi, l’ex segretario federale che ha modificato radicalmente gli equilibri istituzionali italiani. Il politico varesino aveva 84 anni e la notizia del decesso è giunta dalla sua residenza di Gemonio, dove l’anziano esponente risiedeva da tempo in condizioni di salute precarie.

La nascita del movimento autonomista e la Lega Lombarda

Il percorso di Bossi inizia ufficialmente il 12 aprile 1984 con la fondazione della Lega Autonomista Lombarda. Il segretario trasforma il malcontento territoriale in un progetto politico strutturato, focalizzato sulla critica al centralismo romano. Nel 1987 ottiene l’elezione al Senato, evento che gli vale il soprannome storico di “Senatùr”, unico rappresentante del movimento in un’aula allora dominata dai partiti tradizionali.

La strategia comunicativa del leader si basa su un linguaggio diretto e l’uso di slogan come “Roma ladrona”, finalizzati a richiedere maggiore autonomia fiscale per le regioni settentrionali. Nel 1991, l’esponente politico coordina la fusione delle varie sigle autonomiste regionali, dando vita alla Lega Nord, soggetto capace di intercettare il consenso della piccola e media impresa del Settentrione durante il periodo di Tangentopoli.

L’esperienza di governo e le riforme federaliste

Il sodalizio con Silvio Berlusconi segna l’ingresso del movimento nelle istituzioni nazionali. Bossi ricopre il ruolo di Ministro per le Riforme Istituzionali e la Devoluzione, lavorando a progetti di legge mirati al trasferimento di competenze dallo Stato alle Regioni. Nonostante le spinte verso la secessione della Padania, culminate con la dichiarazione simbolica di Venezia nel 1996, la sua azione politica si concentra successivamente sulla riforma in senso federalista della Costituzione.

L’attività del parlamentare subisce un brusco rallentamento nel 2004, a causa di un grave ictus che lo colpisce improvvisamente. Nonostante la malattia, il fondatore mantiene la guida del partito fino al 2012, anno in cui rassegna le dimissioni da segretario federale in seguito a inchieste giudiziarie riguardanti la gestione dei finanziamenti pubblici.

Gli ultimi anni e la presidenza a vita

Dopo l’uscita dalla gestione operativa, il consiglio federale gli conferisce la carica di Presidente a vita. Negli ultimi anni di attività, l’anziano leader manifesta posizioni distanti rispetto alla nuova linea nazionale e sovranista del partito, restando ancorato alle originarie istanze del settentrionalismo. La sua scomparsa chiude definitivamente la stagione della Seconda Repubblica, di cui è stato tra i principali architetti e agitatori.

“Senza di lui non ci sarebbe stata la Lega”, dichiarano i vertici del movimento nel confermare la dipartita del loro fondatore, ricordando la capacità del defunto di dare voce alle istanze di un intero territorio.