SOLUZIONI

Dramma in Sicilia per il ciclone Harry: Meritocrazia Italia torna a insistere sulla politica della prevenzione e del monitoraggio continuo

La Sicilia dispone già di un modello efficace: il monitoraggio h24 dell’Etna, basato su sensori e analisi dei dati

Dramma in Sicilia per il ciclone Harry: Meritocrazia Italia torna a insistere sulla politica della prevenzione e del monitoraggio continuo

Il ciclone Harry, che tra il 19 e il 21 gennaio 2026 ha colpito la Sicilia orientale, ha causato danni stimati in circa 740 milioni di euro, colpendo duramente infrastrutture, attività produttive e territori, in particolare nelle aree di Catania e Messina.

Dramma in Sicilia per il ciclone Harry

Il cedimento del terreno sotto la linea ferroviaria Catania–Messina, realizzata oltre cinquant’anni fa, rappresenta uno dei segnali più evidenti della vulnerabilità di opere progettate per condizioni climatiche profondamente diverse da quelle attuali.

Il territorio siciliano è da anni esposto a alluvioni ricorrenti alternate a gravi periodi di siccità e, con il progressivo innalzamento della temperatura del mare, si trova sempre più spesso ad affrontare eventi climatici intensi ed estremi, ormai non più occasionali.

Cicloni così intensi e con questa frequenza nell’area catanese non appartenevano alla normalità storica del territorio.

Il Mediterraneo si è riscaldato di oltre +2 / +2,5°C, fornendo energia aggiuntiva a sistemi temporaleschi sempre più violenti. A ciò si sommano decenni di consumo di suolo e carenze manutentive, che amplificano gli effetti degli eventi estremi.

Meritocrazia Italia: prevenzione e monitoraggio

In questo contesto, non è realistico pensare di ricostruire tutto da zero. È invece necessario adeguare e mettere in sicurezza le infrastrutture esistenti attraverso strumenti di prevenzione e monitoraggio continuo. La Sicilia dispone già di un modello efficace: il monitoraggio h24 dell’Etna, basato su sensori e analisi dei dati, che consente di anticipare fenomeni potenzialmente distruttivi. Lo stesso principio può essere applicato a strade, ferrovie e territori a rischio.

Oggi esistono tecnologie in grado di segnalare piccoli movimenti del terreno prima che si trasformino in crolli, permettendo chiusure preventive e interventi tempestivi. Investimenti di questo tipo hanno costi contenuti se confrontati con i danni prodotti da un singolo evento estremo e rappresentano una scelta di responsabilità verso i cittadini.

Inoltre, la risposta all’emergenza ha dimostrato quanto la prevenzione e l’informazione possano fare la differenza. Nonostante la gravità degli eventi, in Sicilia non si sono registrati morti né feriti, anche grazie al comportamento responsabile dei cittadini, che hanno rispettato le disposizioni della Protezione Civile. In molte zone dell’area urbana di Catania, pur senza percepire direttamente la violenza degli eventi lungo la costa, le strade sono rimaste deserte e numerose attività hanno scelto la chiusura preventiva.

Questo dato non è casuale: dimostra che la cultura della prevenzione funziona, quando le informazioni sono chiare, tempestive e credibili. La Protezione Civile, attraverso un lavoro essenziale e capillare, ha affiancato i cittadini che rischiano o che hanno subito danni rilevanti, confermando il valore di una gestione dell’emergenza basata su competenza, coordinamento e fiducia reciproca.

Meritocrazia Italia chiede che il monitoraggio delle infrastrutture strategiche e dei territori a rischio diventi una priorità strutturale e che le informazioni siano rese accessibili e comprensibili alla popolazione. L’Associazione si rende disponibile a collaborare con le istituzioni e con la Protezione Civile per diffondere una cultura della prevenzione e della responsabilità condivisa.