Denuncia dei Servizi segreti contro il pm che ha indagato Meloni, Piantedosi e Nordio per il caso Almasri
"Ha diffuso informazioni riservate - riprese dalla stampa - sul capo di gabinetto della premier"

E' ormai guerra intestina fra diversi poteri dello Stato.
Avete presente l'indagine contro la premier e altri due ministri a seguito del rilascio del capo della Polizia penitenziaria libica Almasri?
Ora i Servizi segreti hanno a loro volta denunciato chi l'aveva avviata (ma per un'altra vicenda). Una contromossa che non sembra aver nulla a che fare col caso e che ben esplica il clima di tensione in questo momento non solo fra Governo e Magistratura, ma che coinvolge ora anche i Servizi.
Intanto, rimanendo sul caso del contestato rilascio di Almasri, la maggioranza non cambia linea, anche se la Corte internazionale (sebbene non sia stata aperta un'indagine formale) è intenzionata a chiedere comunque un chiarimento:
"Errori evidenti del Tribunale dell'Aja e incongruenze nel mandato d'arresto per Almasri", così Donzelli (FdI).
E così s'è difeso Nordio:
Denuncia dei Servizi segreti contro il pm
Ma torniamo alla contromossa delle ultime ore.
I servizi segreti hanno presentato un esposto contro Francesco Lo Voi, procuratore di Roma (in copertina), indiziato di aver consegnato agli avvocati documenti riservati di cui invece avrebbe dovuto "tutelare la riservatezza". A metterlo nero su bianco in un atto depositato alla Procura di Perugia è il Dipartimento di informazioni e sicurezza.
Sotto la lente sono finite le carte pubblicate sul quotidiano Domani, ovvero quelle dell’informativa dell’Aisi sul caso di Gaetano Caputi, capo di gabinetto della premier Giorgia Meloni, il quale dunque sarebbe stato spiato dai servizi segreti.
Sarà compito pertanto del procuratore di Perugia Raffaele Cantone valutare se il suo collega di Roma, Francesco Lo Voi, ha violato la legge diffondendo un documento riservato dell'Aisi.
Il pm Lo Voi e la vicenda Almasri
Il procuratore di Roma Francesco Lo Voi torna quindi sotto i riflettori dopo l'iscrizione nel registro degli indagati della presidente del Consiglio, del sottosegretario Alfredo Mantovano, Autorità delegata per la sicurezza della Repubblica e quindi responsabile dell'intelligence, e dei ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, per la vicenda Almasri.
La liberazione del generale libico ha contribuito fortemente a creare un clima incandescente tra magistratura e governo. A ciò si è aggiunto l'esposto dei servizi segreti di cui sopra, ma non è finita qui.
Sempre a Perugia è arrivato infatti un altro esposto, presentato dell'avvocato Luigi Mele nei confronti di Lo Voi e dell'avvocato Luigi Li Gotti, che ipotizza nei confronti del magistrato i reati di omissione d'atti d'ufficio aggravata ed oltraggio a un corpo politico per il caso Almasri.
Il caso Caputi
Tornando all'esposto dei servizi segreti, l'indagine - come detto - riguarda il caso di Gaetano Caputi, capo di Gabinetto di Meloni, che lo scorso anno presentò una denuncia alla procura della Capitale in seguito ad alcuni articoli sui suoi affari pubblicati sul quotidiano Domani. Si è così aperto un procedimento per rivelazione di segreto e gli inquirenti, nei loro accertamenti, si sono imbattuti in tre accessi sul conto di Caputi operati nel 2023 da agenti dell'Aisi sulla banca dati dell'Agenzia delle entrate Punto fisco.
Lo Voi si interfacciò dunque con Elisabetta Belloni, allora direttrice del Dis (Dipartimento di informazioni e sicurezza), per chiedere i nomi degli agenti e la ragione degli accessi. Dopo un mese circa arrivò la risposta sotto forma di un documento di dieci pagine firmato dal direttore dell'Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna), Bruno Valensise. Il documento viene qualificato come riservato poiché dettaglia l'operato dei servizi segreti nei tre accertamenti disposti sul funzionario ma essendo accluso dalla procura di Roma nell'incartamento consegnato ai legali dei giornalisti del Domani indagati, l'informativa venne così pubblicata sul quotidiano Domani.
È stato così violato, secondo il Dis, l'articolo 42 comma 8 della legge 124 del 2007, che recita: "qualora l'autorità giudiziaria ordini l'esibizione di documenti classificati per i quali non sia opposto il segreto di Stato, gli atti sono consegnati all'autorità giudiziaria richiedente, che ne cura la conservazione con modalità che ne tutelino la riservatezza, garantendo il diritto delle parti nel procedimento a prenderne visione senza estrarne copia". Il documento integrale è stato invece pubblicato sul quotidiano, dunque in possesso di una copia. Il Dis si è quindi rivolto alla procura di Perugia, competente per le indagini sui magistrati della Capitale, affinché accerti se sia stata violata la legge.
Le reazioni
L'accaduto avrebbe di conseguenza incrinato la fiducia dell'intelligence nella procura di Roma per il rischio che identità ed attività dei servizi vengano compromesse dalla divulgazione di carte secretate. Sul procuratore di Roma potrebbe anche essere avviata un'iniziativa disciplinare da parte di Nordio, con l'invio di ispettori ed una valutazione del Consiglio Superiore della Magistratura. Intanto, c'è chi prende le difese del procuratore di Roma.
Se i laici del centrodestra del Csm hanno chiesto un provvedimento disciplinare nei suoi confronti, il consigliere indipendente Andrea Mirenda ha sollecitato invece una pratica a tutela del capo della procura di Roma dopo le "inaccettabili" critiche della premier - la premier Meloni lo avrebbe "irriso - che aveva additato Lo Voi come "lo stesso del fallimentare processo a Matteo Salvini per sequestro di persona". La critica è ammessa secondo Mirenda, è esondata "in una radicale messa in discussione della funzione giudiziaria stessa".