Decreto sicurezza: il Cdm ha recepito i rilievi del Presidente della Repubblica, ma la Lega incalza la premier
Il vicesegretario Andrea Crippa contro le modifiche chieste dal Capo dello Stato, ma poi il partito ha corretto il tiro

Sicurezza, il Decreto c'è, ma con i rilievi del Presidente della Repubblica. Ed è subito (quasi) polemica.
Sì, perché dopo la richiesta di correttivi da parte del Colle, la Lega non ha usato mezzi termini nel lamentare che il documento andava bene come era.
Una picconata al Quirinale dunque, ma in fondo anche alla premier Giorgia Meloni.
Salvo poi fare marcia indietro e mettere una toppa alle polemiche.
Il Governo cambia: niente Ddl sicurezza, ecco un decreto correttivo
Dopo oltre un anno di confronti accesi e tensioni tra i partiti, l’Esecutivo ha così deciso di dare una svolta alla gestione della sicurezza.
Cosa succede dunque? Il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri nel novembre 2023 viene messo da parte, per lasciare spazio a un decreto legge discusso in Consiglio dei ministri.
Una scelta che non è stata priva di contraccolpi interni alla maggioranza.
La Lega, infatti come detto ha espresso perplessità, puntando il dito contro il Quirinale per aver diciamo “annacquato” il testo originario.
Un'accusa non di poco conto e non certo diplomatica, con un destinatario implicito come il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, da tutti riconosciuto come garante degli equilibri politici del Paese.

Tanto è vero che infatti a stretto giro di posta è arrivata una parziale marcia indietro da fonti leghiste, che parlano di una soluzione “pienamente soddisfacente”.
Il nuovo Decreto, cosa prevede e i mugugni della Lega
Il nuovo decreto include dunque alcune modifiche rispetto alla versione licenziata mesi fa.
Nonostante il tentativo della Lega, fino all’ultimo, di difendere l’impianto originario, le correzioni si sono rivelate inevitabili.
Anche se si è sfiorato un clamoroso incidente diplomatico con il Colle dal momento che il vicesegretario del Carroccio, Andrea Crippa, nei corridoi di Montecitorio, ha affidato a LaPresse un messaggio diretto sia alla coalizione di Governo sia al Quirinale:

"È la politica che deve legiferare. Se il Colle ci rimanda i testi, ne prendiamo atto. Ma la nostra preferenza andava al disegno di legge nella sua formulazione iniziale, non alla versione ammorbidita dal presidente Mattarella".
Cosa riguardavano i rilievi di Mattarella
I ritocchi riguardano in effetti punti controversi: viene mantenuta l’esclusione dal carcere per le madri con figli sotto l’anno di età (previsione che il Ddl eliminava) e viene rivista la norma che vietava la vendita di sim telefoniche agli stranieri sprovvisti di permesso di soggiorno, ora sostituita dalla possibilità di presentare documentazione alternativa.
Modificata anche la disposizione che introduceva la “resistenza passiva” come nuovo reato legato alle sommosse carcerarie.
Resta invece in sospeso la parte che autorizza i servizi segreti a collaborare con le università e ad accedere a materiale classificato presso tutte le amministrazioni, comprese le Procure.
Restano nel testo alcune misure fortemente criticate dalle opposizioni come ad esempio il divieto di commercio della cosiddetta cannabis light, il rafforzamento delle pene per chi manifesta contro le grandi opere e l’ampliamento delle garanzie legali per le forze dell’ordine, proprio su spinta della Lega.