SCONTRO POLITICO

Decreto salva casa o condono edilizio "mascherato"? L'ironia di Calenda

Approvato dal Cdm il decreto proposto da Salvini: sanzioni massime da 30.000 euro

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Varato dal Governo il Decreto Salva casa, una sorta di sanatoria per i casi di piccola gravità, Matteo Salvini - che l'ha voluto fortemente e rivendicato negli scorsi mesi - non nasconde la soddisfazione e parla di una rivoluzione liberale che darà i Comuni la possibilità di smaltire milioni di pratiche e aiuterà i cittadini a poter eventualmente vendere case bloccate da difformità anche piccolissime che - assicura - neanche solo dei veri abusi.

Diverse le reazioni delle opposizioni che vanno dalle accuse di Pd e Cinque stelle di aver messo in campo un ennesimo condono edilizio “mascherato” al sarcasmo di Calenda che definisce esagerato chiamare addirittura “Salva casa” il decreto e suggerisse una definizione meno roboante come “Metti a posto la ringhiera”.


Decreto salva casa approvato dal Cdm

Salvini però rifiuta apertamente la parola "condono" e spiega così il perché:

"Non è un condono perché se uno si è fatto 3 piani in più o una villa con piscina in riva al mare la risposta è l'abbattimento, ma se uno sta impazzendo per 30 centimetri di difformità in un appartamento di 100 metri quadrati approvato il decreto liberiamo le case di milioni di italiani. Ci sono interventi su piccole irregolarità che riguardano la vita di tutti giorni: verande, tende soppalchi, gradini, grondaie, finestre, pareti e porte interne".

Il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini

Gli interventi ammessi

Sarà possibile realizzare interventi in edilizia libera, tra gli altri, per:

  • difformità di natura formale, legate alle incertezze interpretative della disciplina vigente;
  • difformità edilizie "interne", riguardanti singole unità immobiliari, a cui i proprietari hanno apportato lievi modifiche (tramezzi, soppalchi, etc.)
  • difformità che potevano essere sanate all'epoca di realizzazione dell'intervento, ma non sanabili oggi a causa della disciplina della "doppia conforme" che non consente di conseguire il permesso o la segnalazione in sanatoria per moltissimi interventi, risalenti nel tempo:
  • permesso di cambio di destinazione d'uso degli immobili tra categorie omogenee.

Tra gli interventi da sanare anche "opere di protezione dal sole e dagli agenti atmosferici la cui struttura principale sia costituita da tende, tende da sole, tende da esterno, tende a pergola" e che "sia addossata o annessa agli immobili o alle unità immobiliari, anche con strutture fisse necessarie al sostegno e all'estensione dell'opera". Parliamo in questo caso soprattutto (ma non solo, in realtà) di opere realizzate durante l'emergenza Covid per finalità sanitarie, assistenziali, educative e non rimosse.

La sanatoria è possibile a condizione che queste opere non determinino "la creazione di un organismo edilizio rilevante e comunque, di uno spazio stabilmente chiuso, con conseguente variazione di volumi e di superfici devono avere caratteristiche tecnico-costruttive e profilo estetico tali da ridurre al minimo l'impatto visivo e l'ingombro apparente e devono armonizzarsi alle preesistenti linee architettoniche".

Le tolleranze e la doppia conformità

Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024, "le tolleranze costruttive sono riparametrate in misura inversamente proporzionale alla superficie utile".

Il mancato rispetto dell'altezza, dei distacchi, della cubatura, della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari non costituirà violazione edilizia se contenuto entro determinati limiti.

Per sanare gli interventi edilizi realizzati in parziale difformità al permesso edilizio o alla Scia non sarà più necessaria la doppia conformità edilizia.

Il silenzio assenso

Il decreto introduce il silenzio-assenso: se l'Amministrazione non risponde nei tempi previsti l'istanza del cittadino è accettata. Infine si introduce la possibilità di installare tende e strutture di protezione dal sole e da eventi atmosferici, in regime di edilizia libera.

Come fare richiesta e chi può farlo

La richiesta va presentata allo Sportello unico edilizia del Comune.  Può accedere alla sanatoria chi ha evitato di comunicare un dettaglio edilizio consentito dalla legge in vigore al momento della costruzione. Salta invece la sanatoria per le opere precedenti al 1977.

Le sanzioni

Il decreto salva casa introduce anche delle sanzioni che vanno da 1.032 a 30.987 euro, proporzionali al valore dell'immobile e all'intervento da sanare.  Per le difformità più gravi, "si prevede che il rilascio del permesso e la segnalazione certificata di inizio attività in sanatoria sono subordinati al pagamento di una sanzione pecuniaria pari al doppio dell'aumento del valore dell'immobile conseguente alla realizzazione degli interventi".

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