Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto PNRR 2026, un provvedimento chiave per accelerare l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e centrare gli obiettivi concordati con l’Unione Europea entro le scadenze previste.
Il decreto introduce numerose semplificazioni per cittadini e imprese, nuovi strumenti finanziari per garantire la spesa dei fondi europei e riforme strutturali che riguardano pubblica amministrazione, trasporti, sanità e servizi digitali. Dal testo definitivo, tuttavia, sono state eliminate alcune misure molto discusse, tra cui la norma cosiddetta “salva imprenditori” e una parte della riforma ferroviaria.
Decreto PNRR: cosa prevede il nuovo provvedimento
Il decreto rappresenta uno degli ultimi passaggi strategici per completare il Piano prima della scadenza del 2026. L’obiettivo principale è accelerare l’utilizzo delle risorse europee e rafforzare le riforme già avviate, in particolare:
- semplificazione dei servizi della Pubblica Amministrazione
- velocizzazione della giustizia civile e tributaria
- nuove regole sugli investimenti infrastrutturali
- potenziamento dei servizi digitali per cittadini e imprese.
Secondo il ministro per gli Affari Europei Tommaso Foti, il provvedimento costituisce “un tassello fondamentale per raggiungere gli obiettivi concordati con Bruxelles”.
Stop alla norma “salva imprenditori”: cosa prevedeva
Tra i punti più discussi del decreto c’è la cancellazione, per la terza volta, della cosiddetta norma salva imprenditori.
Come funzionava la norma
La disposizione avrebbe previsto che il datore di lavoro non potesse essere condannato al pagamento degli arretrati salariali maturati prima del ricorso del lavoratore, se:
- applicava un contratto collettivo considerato rappresentativo del settore
- rispettava gli standard retributivi previsti dal contratto nazionale.
La norma sarebbe stata applicabile anche nei casi in cui un giudice avesse riconosciuto una retribuzione non conforme all’articolo 36 della Costituzione, che garantisce una paga proporzionata e sufficiente.
Perché è stata eliminata
La misura è stata stralciata prima dell’approvazione del decreto, anche a seguito di dubbi tecnici emersi durante le interlocuzioni con il Quirinale. L’opposizione ha criticato duramente la norma, definendola una tutela eccessiva per le imprese a scapito dei lavoratori.
Riforma ferrovie: conferme e novità sui treni Intercity
Il decreto introduce cambiamenti rilevanti anche nel settore ferroviario.
Cosa resta della riforma
Sono confermate:
- nuove regole per il Contratto di programma decennale tra Stato e RFI
- sistema di obiettivi (milestones e target) collegati agli stipendi dei manager
- rafforzamento dei poteri dell’Autorità di regolazione dei trasporti
- nuova gara per i collegamenti Intercity, con la concessione Trenitalia in scadenza.
Salta la società pubblica Rosco
È stata invece eliminata la creazione della società pubblica Rosco, che avrebbe dovuto gestire il materiale rotabile ferroviario.
La cancellazione crea due criticità:
- individuare modalità alternative per utilizzare circa 1,2 miliardi di fondi PNRR
- ridefinire l’accordo con la Commissione europea sulla concorrenza nel settore ferroviario.
Nuovi fondi e strumenti finanziari: salvati oltre 6 miliardi del PNRR
Il decreto introduce nuovi strumenti finanziari che permetteranno di utilizzare parte delle risorse europee anche oltre la scadenza formale del Piano.
Le nuove facility finanziarie
Sono previsti fondi destinati a:
- agrivoltaico: 1 miliardo di euro
- comunità energetiche rinnovabili: 800 milioni
- biometano: 2,2 miliardi
- infrastrutture idriche: 1 miliardo
Grazie a questi meccanismi, sarà possibile posticipare investimenti per circa 6,5 miliardi di euro che rischiavano di non essere completati entro il 2026.
Semplificazioni per i cittadini: ISEE automatico, documenti digitali e sanità
Uno degli aspetti più rilevanti del decreto riguarda la semplificazione dei servizi pubblici.
Carta d’identità permanente per over 70
Dal 30 giugno 2026, la carta d’identità elettronica rilasciata ai cittadini con più di 70 anni avrà validità illimitata e potrà essere utilizzata per l’espatrio.
PER APPROFONDIRE: Carta d’identità valida a vita: per chi e da quando
ISEE automatico e bonus scuola
Il decreto introduce un sistema di acquisizione automatica dell’ISEE tramite integrazione tra INPS e Agenzia delle Entrate. I cittadini non dovranno più presentare il documento per accedere a bonus e servizi comunali.
PER APPROFONDIRE: L’Isee diventa automatico: cosa cambia e come funzionerà il nuovo sistema per bonus e agevolazioni
Tessera elettorale digitale
Grazie al potenziamento dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente:
- sarà possibile consultare i dati elettorali online
- si potranno richiedere certificati senza recarsi negli uffici comunali.
Sanità e assistenza: più farmaci con una ricetta e Fascicolo Sanitario potenziato
Il decreto introduce anche importanti semplificazioni sanitarie.
Tra le principali novità:
- prescrizione fino a sei confezioni di farmaci per pazienti cronici
- validità delle ricette estesa fino a 12 mesi
- aggiornamento automatico del Fascicolo Sanitario Elettronico
- accelerazione del progetto personalizzato per persone con disabilità.
Addio alle copie cartacee dei pagamenti POS
Per imprese e commercianti viene eliminato l’obbligo di conservare per 10 anni le ricevute cartacee dei pagamenti elettronici. La misura punta a ridurre burocrazia e costi amministrativi.
Procedure più rapide per opere pubbliche e autorizzazioni
Il decreto rafforza il principio del silenzio-assenso e riduce i tempi per i pareri delle conferenze dei servizi.
Le semplificazioni riguardano:
- opere pubbliche e interventi di protezione civile
- installazione di pubblicità stradale con semplice SCIA
- esami professionali per autotrasportatori svolgibili su base regionale.
Patenti e motorizzazione: esami più sicuri e tempi ridotti
Sono introdotte tecnologie anti-frode durante gli esami teorici di guida, come dispositivi di blocco dei segnali radio. Inoltre, l’integrazione delle banche dati tra ministero e forze dell’ordine punta a ridurre i tempi per le pratiche amministrative.
Pubblica amministrazione: rinnovo dei contratti
Il Consiglio dei ministri ha approvato anche i contratti collettivi del comparto Funzione Pubblica e dirigenti locali, che coinvolgono circa 500 mila dipendenti. Il rinnovo riguarda il triennio 2022-2024, mentre oltre 5 milioni di lavoratori attendono ancora aggiornamenti contrattuali.
Perché il decreto PNRR è decisivo per l’Italia
Il provvedimento rappresenta un passaggio cruciale per:
- garantire la piena attuazione del PNRR
- evitare la restituzione di fondi europei
- accelerare digitalizzazione e semplificazione amministrativa
- sostenere transizione energetica e infrastrutturale.
Il governo punta ora all’“ultimo miglio” del Piano, con controlli mensili sullo stato di avanzamento dei progetti.