Spaccatura

Decreto bollette, spaccatura nella maggioranza: i deputati di Vannacci votano contro la fiducia al Governo Meloni

Sasso torna anche sulla questione Ucraina: “Se avessimo destinato 4 miliardi agli italiani anziché a Zelensky, avremmo qualche problema in meno.”

Decreto bollette, spaccatura nella maggioranza: i deputati di Vannacci votano contro la fiducia al Governo Meloni

Si apre una crepa politica nella maggioranza: tre deputati vicini a Roberto Vannacci hanno votato contro la fiducia al decreto bollette alla Camera, segnando una presa di distanza dal governo guidato da Giorgia Meloni.

Si tratta di Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo, esponenti dell’area politica legata al movimento Futuro Nazionale.

Il voto si è chiuso con 203 sì, 117 no e 3 astensioni, confermando il via libera dell’Aula al provvedimento voluto dal Governo.

Voto contrario al decreto bollette: cosa è successo

Durante il voto alla Camera, i tre deputati hanno deciso di non sostenere la fiducia posta dal Governo sul decreto bollette, pur avendo in passato votato diversamente su altri provvedimenti, come quello relativo alle forniture militari all’Ucraina.

La scelta rappresenta un segnale politico chiaro: non una rottura definitiva, ma un avvertimento alla maggioranza.

“Diciamo no alla fiducia al Governo: è un segnale politico”, ha dichiarato Sasso, sottolineando che il sostegno potrebbe essere rivisto solo in presenza di misure più incisive a favore degli italiani.

Rossano Sasso

Le critiche: caro bollette, benzina e priorità di spesa

Al centro della contestazione c’è la gestione economica del Governo, in particolare su:

  • caro energia
  • aumento delle bollette
  • prezzo dei carburanti

Secondo i deputati vannacciani, le misure previste nel decreto sono insufficienti e temporanee.

Tra le critiche più forti, anche la destinazione delle risorse pubbliche. Sasso, tornando sulla questione dei finanziamenti all’Ucraina (che già in passato aveva suscitato screzi), ha dichiarato:

“Se avessimo destinato 4 miliardi agli italiani anziché a Zelensky, avremmo qualche problema in meno.”

Un riferimento diretto agli aiuti all’Ucraina, che per questa area politica rappresentano una priorità discutibile rispetto alle esigenze interne.

Futuro Nazionale alza il livello dello scontro

Il voto contrario segna un cambio di passo per Futuro Nazionale, il partito legato a Vannacci.

Lo stesso ex generale aveva anticipato una riflessione sulla fiducia:

“Però volevo anche dare, per chiarezza a tutti quanti, che cosa vuol dire ‘la fiducia’ e che cosa vuol dire esprimersi, invece, nel merito del provvedimento. La fiducia… non so se lei sia sposato, no? Ma è come il credito che lei dà a sua moglie anche se le cucina un piatto che a lei non piace, per esempio la trippa. Non è che se sua moglie le cucina la trippa, lei divorzia da sua moglie. Le dà comunque credito e fiducia. Poi si esprime in merito quando la trippa non la mangia e dice a sua moglie ‘non farla più'”,

Una frase che lascia intendere come il rapporto con la maggioranza sia diventato più fragile.

Nonostante ciò, Vannacci ha precisato che l’attuale Esecutivo resta “il meno peggio possibile”, escludendo per ora una rottura totale.

Energia, Europa e politica estera: le posizioni

Le critiche non si fermano al decreto bollette. Il gruppo vannacciano contesta anche:

  • le politiche energetiche europee
  • il mancato sviluppo del nucleare
  • il blocco delle forniture di gas dalla Russia
  • il sostegno alla Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen

Sul piano internazionale, Vannacci ha inoltre espresso una posizione più sfumata anche sugli Stati Uniti e su Donald Trump, distinguendo tra il “Trump sovranista” e quello “gendarme del mondo”.

Il nodo della fiducia: equilibrio sempre più fragile

Il caso del decreto bollette evidenzia una dinamica tipica del sistema parlamentare italiano: alla Camera è possibile separare il voto sul provvedimento da quello sulla fiducia, cosa non consentita al Senato.

Questa flessibilità ha permesso finora ai deputati di mantenere un equilibrio tra sostegno e critica, ma il voto contrario rappresenta un segnale di crescente tensione.

Cosa può succedere ora

La posizione di Futuro Nazionale potrebbe avere conseguenze politiche nei prossimi mesi:

  • maggiore pressione sul Governo Meloni
  • possibili richieste di misure economiche più incisive
  • ridefinizione degli equilibri interni alla maggioranza

Al momento non si parla di crisi di Governo, ma il messaggio è chiaro: una parte della destra chiede un cambio di rotta più deciso su economia e politica interna.