In allerta, ma non in guerra

Crosetto convoca vertice d’emergenza sulla difesa: “Scenario internazionale potenzialmente drammatico, prepararsi a ogni scenario”

Riunione con 130 tra vertici militari e industria bellica: focus su difesa aerea e accelerazione dei programmi militari

Crosetto convoca vertice d’emergenza sulla difesa: “Scenario internazionale potenzialmente drammatico, prepararsi a ogni scenario”

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha convocato sabato 7 marzo 2026 una riunione d’emergenza in videoconferenza con i vertici delle Forze Armate italiane e con i rappresentanti dell’industria della difesa nazionale per affrontare l’evoluzione dello scenario internazionale e preparare l’Italia a possibili sviluppi critici.

All’incontro, definito dallo stesso ministro “emergenziale”, hanno partecipato circa 130 tra responsabili politici, militari e industriali. Tra i presenti anche il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, e il Direttore nazionale degli Armamenti, ammiraglio di squadra Giacinto Ottaviani.

L’obiettivo principale del vertice è stato quello di fare il punto sulle capacità operative dell’Italia e accelerare i programmi di difesa, in particolare nel settore della protezione aerea e antimissile, in un contesto internazionale segnato dall’escalation di tensioni in Medio Oriente.

L’allarme del ministro: “Situazione geopolitica complessa”

Durante la riunione Crosetto ha chiesto alle aziende della difesa di effettuare un censimento immediato delle capacità operative disponibili, dei programmi in fase avanzata e di tutte le iniziative in grado di rafforzare rapidamente il sistema di difesa nazionale.

Il ministro ha invitato l’industria a segnalare:

  • disponibilità operative immediate
  • programmi militari in fase di finalizzazione
  • soluzioni capaci di rafforzare la difesa italiana e quella dei Paesi alleati.

Secondo Crosetto è fondamentale che il “sistema Paese operi in stretta sinergia e con rapidità” di fronte a una situazione internazionale che potrebbe degenerare.

“La situazione geopolitica è complessa e potenzialmente drammatica“, ha spiegato il ministro, sottolineando come il conflitto in Medio Oriente, con gli attacchi e le rappresaglie tra Iran, Stati Uniti e Israele, potrebbe avere conseguenze dirette anche sulla sicurezza europea e italiana.

Difesa aerea e produzione militare: accelerare i tempi

Uno dei punti centrali dell’incontro è stata la richiesta di ridurre al minimo gli ostacoli burocratici che rallentano l’avvio dei progetti e la produzione di sistemi di difesa.

Secondo Crosetto, infatti, le procedure ordinarie non sono compatibili con l’attuale fase geopolitica.

“Procedure lente non si sposano con esigenze che non possono aspettare”, ha spiegato il ministro, chiedendo all’industria di impegnarsi “oltre i normali canoni commerciali” per aumentare rapidamente la produzione di materiali e tecnologie militari.

L’Italia, ha ribadito Crosetto, non è in guerra e non intende entrare direttamente nel conflitto, ma deve essere pronta a qualsiasi scenario, incluso un possibile allargamento delle tensioni in Medio Oriente.

Negli ultimi mesi diversi Paesi del Golfo hanno richiesto sistemi avanzati di difesa contro attacchi con missili e droni, spesso attribuiti all’Iran o a gruppi alleati.

Sicurezza interna: allerta su manifestazioni e obiettivi sensibili

L’attenzione del Governo non riguarda solo il piano militare ma anche la sicurezza interna.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha infatti già disposto l’innalzamento al massimo delle misure di sicurezza per circa 28mila obiettivi sensibili in Italia, oltre a un rafforzamento dei controlli in occasione di manifestazioni e grandi eventi.

Secondo il titolare del Viminale è necessario monitorare con attenzione le evoluzioni della discussione pubblica legata ai conflitti internazionali, perché nel tempo le tensioni geopolitiche possono trasformarsi in contrapposizioni radicali che si riflettono nelle piazze.

Intelligence e rischio proteste

Le preoccupazioni sono in linea con l’ultima relazione annuale dell’intelligence italiana, che individua nell’opposizione alla guerra e agli investimenti militari uno dei temi centrali nello scenario di protesta interno.

Particolare attenzione viene riservata alla cosiddetta “galassia antagonista”, per individuare possibili tentativi di coordinamento tra gruppi diversi e una ricomposizione del fronte del dissenso.

Tra gli eventi monitorati c’è la manifestazione “Together”, prevista il 28 marzo 2026 a Roma, promossa dalla rete No Kings Italia – Contro i re e le loro guerre.

La mobilitazione si svolgerà in contemporanea anche nel Regno Unito, in Francia e negli Stati Uniti, con la partecipazione di numerose realtà tra cui studenti palestinesi, movimenti internazionali e organizzazioni come la Global Sumud Flotilla.

Tra le adesioni annunciate anche quella degli attivisti di Askatasuna, lo storico centro sociale torinese sgomberato negli ultimi anni, che hanno dato appuntamento nella Capitale per la manifestazione.

Italia in allerta ma fuori dal conflitto

Il Governo italiano continua quindi a mantenere una posizione di attenzione e preparazione, rafforzando la cooperazione con i partner europei e con la NATO per monitorare l’evoluzione della crisi.

Il messaggio lanciato dal vertice convocato da Crosetto è chiaro: l’Italia non è coinvolta direttamente nel conflitto, ma deve rafforzare rapidamente la propria capacità di difesa in uno scenario internazionale sempre più instabile.