Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio supremo di difesa per venerdì 13 marzo alle 10 al Palazzo del Quirinale. L’incontro sarà interamente dedicato alla guerra in Iran e in Medio Oriente, con l’obiettivo di analizzare in profondità gli sviluppi della situazione internazionale e le possibili conseguenze sulla sicurezza nazionale italiana.
Una convocazione straordinaria
La riunione non è una prassi ordinaria. Il Consiglio supremo di difesa si riunisce normalmente almeno due volte all’anno, ma può essere convocato con urgenza quando emergono crisi internazionali particolarmente gravi.
L’ultimo precedente significativo risale al 24 febbraio 2022, pochi giorni dopo l’invasione russa dell’Ucraina, quando l’organismo fu chiamato a valutare scenari complessi e definire linee guida politiche e difensive.
Sicurezza interna ed energetica
Al Consiglio saranno affrontati temi cruciali, a partire dalla sicurezza interna, con particolare attenzione alla protezione del territorio nazionale, alla prevenzione di eventuali attacchi o incidenti derivanti dal conflitto e alla possibilità di innalzare i livelli di guardia delle forze di polizia e dei servizi di intelligence.
In parallelo, il Governo monitora gli effetti della crisi sul mercato energetico e sull’economia, dove rincari di gas e carburanti si fanno già sentire. Palazzo Chigi sta valutando strumenti come le accise mobili per contenere gli aumenti dei prezzi, mentre si discute anche la possibilità di un decreto legge specifico, il cui varo potrebbe essere rinviato a una successiva riunione del Consiglio dei ministri.
Rapporti con gli alleati e scenari internazionali
Un nodo centrale riguarda i rapporti con gli alleati internazionali. L’Italia mantiene una posizione di supporto difensivo verso i Paesi del Golfo, gli alleati europei e quelli della NATO, senza che vi siano richieste ufficiali di utilizzo delle basi americane presenti sul territorio nazionale.
Al Consiglio si analizzeranno anche scenari geopolitici e diplomatici, considerando la possibilità di vertici multilaterali come il G7, utili a coordinare strategie comuni e condividere informazioni con i principali partner internazionali.
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha già definito l’offensiva in Iran “al di fuori delle regole del diritto internazionale”, una posizione condivisa dal governo senza citare esplicitamente Stati come Usa o Israele, in un delicato equilibrio diplomatico.

Il ruolo del Consiglio supremo di difesa
Istituito dall’articolo 87 della Costituzione e formalizzato da una legge del 1950, il Consiglio supremo di difesa è l’organo principale di consultazione tra il Capo dello Stato e i responsabili politici della sicurezza nazionale. Presieduto dal Presidente della Repubblica in qualità di comandante delle forze armate, il Consiglio permette di confrontarsi su scenari di rischio, emergenze internazionali e strategie di difesa, senza avere competenze operative dirette sulle forze armate.
Il suo ruolo è essenzialmente politico e di indirizzo strategico, consentendo al Capo dello Stato di conoscere le posizioni del governo e di armonizzare le decisioni nazionali, mentre le scelte operative rimangono di competenza dei ministeri coinvolti.
Alla riunione prenderanno parte il Presidente del Consiglio, i ministri chiave come Esteri, Interno, Economia e Finanze, Difesa e Imprese e Made in Italy, insieme al capo di Stato maggiore della Difesa. In base ai temi trattati, possono essere invitati anche altri ministri, esperti militari e scientifici, così come i vertici delle forze armate e dei Carabinieri, garantendo una visione completa della situazione.
Cosa potrebbe decidere
Il Consiglio supremo di difesa non può impartire ordini operativi alle forze armate, ma può influenzare profondamente la strategia politica e di sicurezza dell’Italia. In questo contesto, le decisioni potrebbero riguardare la vigilanza interna e sui confini, con possibili indicazioni per innalzare i livelli di guardia delle forze di polizia e dell’intelligence. Il Consiglio potrebbe anche orientare il governo nel fornire supporto difensivo agli alleati nel Golfo e in Medio Oriente, definendo scenari, modalità e priorità di coordinamento con partner europei e NATO.
In ambito economico, il Consiglio può discutere strumenti come l’uso delle accise mobili o altre misure straordinarie per mitigare gli effetti della crisi sui prezzi di gas e carburanti, senza però poter approvare leggi o decreti direttamente. Sul piano diplomatico, l’organismo può definire la linea politica dell’Italia, stabilendo le posizioni ufficiali e le modalità di sostegno agli alleati senza impegnare il Paese in operazioni offensive.
La funzione del Consiglio in questa fase è quella di armonizzare le analisi militari, le scelte politiche e le valutazioni economiche, offrendo al governo un quadro completo per prendere decisioni coerenti, tempestive e conformi agli obblighi costituzionali e internazionali.
Parallelamente, la premier Giorgia Meloni sta seguendo i dossier di sicurezza insieme ai ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto, preparando interventi economici per mitigare l’impatto del conflitto sui cittadini italiani. La premier ha già discusso la situazione con Mattarella e nei prossimi giorni terrà comunicazioni ufficiali in Parlamento. Nel frattempo, le opposizioni richiedono chiarimenti sull’uso delle basi americane e sul ruolo dell’Italia nel conflitto, mentre aumentano le pressioni per una posizione chiara anche rispetto alla crisi ucraina, collegata al più ampio contesto di sicurezza internazionale.