Giorgia Meloni tornerà in Parlamento giovedì 9 aprile 2026per illustrare la road map del governo, in un momento politico delicato dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia e le dimissioni di alcuni esponenti di spicco dell’esecutivo. L’intervento sarà articolato in due momenti: alle 9 alla Camera e alle 12 al Senato, come annunciato dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, al termine della conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.
L’informativa: obiettivi e tempistiche
L’informativa di Meloni non prevede un voto parlamentare, scelta che ha già provocato le critiche delle opposizioni. Come spiega il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia:
“Denunciamo una fuga dal voto. Scegliendo l’informativa anziché le comunicazioni, è evidente che la presidente del Consiglio non vuole che il Parlamento voti. È molto grave, anche dopo le dichiarazioni su Sigonella del ministro della Difesa”.
Secondo Ciriani, invece, l’informativa rappresenta una opportunità:
“La presidente coglie al volo l’occasione offerta dalle richieste del Parlamento per riferire sull’attività di governo, che non si è mai interrotta e che è proseguita con impegno e determinazione. Sarà un’occasione per illustrare cosa sta facendo l’esecutivo sui dossier più importanti per l’opinione pubblica”.
Il nodo economico: energia e carburante
Uno dei temi centrali sarà il costo dell’energia e del carburante, sia per le famiglie sia per le imprese. Il governo sta valutando un nuovo intervento per ridurre i prezzi, alla luce della scadenza del 7 aprile degli effetti del taglio delle accise deciso dal Consiglio dei ministri il 18 marzo. Meloni è in costante contatto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Venerdì 3 aprile potrebbe tenersi un Consiglio dei ministri per approvare nuove misure contro il caro energia, oppure la riunione slitterà a dopo Pasqua. Fonti di governo sottolineano la prudenza: “Il primo pacchetto è già costato 600 milioni di euro, ci vuole cautela”.
Il governo e le voci di rimpasto
Sul fronte interno, le dimissioni di esponenti come Delmastro e Santanchè avevano alimentato le speculazioni su un possibile rimpasto. Ciriani ha liquidato queste voci: “L’informativa è un’occasione per raccontare l’attività di governo, non per alimentare fantasie su voto anticipato o rimpasti”.
Anche il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, conferma la linea di continuità:
“Meloni vuole arrivare fino a fine legislatura. Al massimo ci sarà uno scambio di deleghe. A me mi lasciano la delega alla pesca, visto che amo pescare…”.
Il caso Sigonella e i rapporti con gli Usa
A complicare il quadro internazionale c’è il caso Sigonella. Palazzo Chigi rassicura:
“L’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali e degli indirizzi del governo. Non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali. I rapporti con gli Stati Uniti restano solidi e improntati a piena collaborazione”.
Non tutti i membri della maggioranza condividono però la linea ufficiale. Il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Di Giuseppe, cittadino statunitense, ha dichiarato:
“Io personalmente avrei concesso l’utilizzo di Sigonella, perché le grandi alleanze si mantengono anche nei momenti difficili. Dire sempre no può ridurre il peso politico dell’Italia”.
Altri dossier sul tavolo: immigrazione e legge elettorale
Meloni potrebbe affrontare anche altri dossier di politica interna, a partire dalle strutture in Albania per migranti, nate dal protocollo con Edi Rama e integrate nel nuovo Patto europeo sull’immigrazione e l’asilo. Le strutture di Shëngjin e Gjader sono considerate fondamentali per la gestione dei flussi migratori.
La presidente del Consiglio dovrebbe anche affrontare la nuova legge elettorale, attualmente in discussione nella commissione Affari costituzionali alla Camera, presieduta dal forzista Nazario Pagano. Allo stesso tempo, Meloni dovrà rispondere alle domande sulle dimissioni governative, l’ipotesi di rimpasto e le eventuali elezioni anticipate.