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Correzioni di Mattarella su fermo preventivo e scudo penale: pacchetto sicurezza oggi in Cdm

Il sottosegretario Mantovano al Colle: "Ottime interlocuzioni con il Quirinale"

Correzioni di Mattarella su fermo preventivo e scudo penale: pacchetto sicurezza oggi in Cdm

Oggi, 5 febbraio 2026, il governo Meloni si appresta a portare in Consiglio dei Ministri il tanto discusso “pacchetto Sicurezza”, che prevede misure su temi delicati come il fermo preventivo e lo scudo penale.

Il via libera definitivo è atteso per il pomeriggio, ma non senza una serie di correzioni, dopo che il Presidente Mattarella ha esaminato il decreto e il disegno di legge, esprimendo alcune riserve di natura giuridica e costituzionale. L’incontro con il sottosegretario Alfredo Mantovano, avvenuto ieri al Quirinale, ha portato alla revisione di alcuni dei nodi più controversi, in particolare quelli che riguardano la protezione degli agenti di polizia e le modalità di fermo dei manifestanti.

Correzioni di Mattarella su fermo preventivo e scudo penale: pacchetto sicurezza oggi pomeriggio in Cdm
Scontri a Torino

Il risultato finale è stato un compromesso, con l’eliminazione di alcune misure ritenute problematiche e la revisione di altre, che hanno cercato di mantenere l’equilibrio tra sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali.

Le modifiche al pacchetto sicurezza

Il pacchetto che il governo ha preparato comprende circa 80 pagine di norme, alcune delle quali sono state oggetto di attenta valutazione da parte del Quirinale. Dopo aver esaminato il testo, Mattarella ha segnalato due misure in particolare: la cauzione per gli organizzatori di manifestazioni e la cosiddetta “legge salva Almasri”. Entrambe sono state rimosse, la prima per i rischi di incostituzionalità, la seconda per un possibile conflitto con i trattati internazionali sottoscritti dall’Italia.

Correzioni di Mattarella su fermo preventivo e scudo penale: pacchetto sicurezza oggi pomeriggio in Cdm
Rimpatrio Almasri

Inoltre, le misure più ampie, come il “blocco navale” e altre disposizioni in materia di migrazione, sono state trasferite dal decreto al disegno di legge, il che significa che non entreranno subito in vigore ma dovranno passare per l’approvazione in Parlamento.

Il fermo preventivo: una misura più equilibrata

Il fermo preventivo, una delle misure più discusse del pacchetto, è stato oggetto di forti correzioni da parte del Quirinale. La proposta iniziale prevedeva che le forze dell’ordine potessero fermare le persone “sospette” durante manifestazioni, ma Mattarella ha chiarito che ciò non è possibile senza indizi concreti.

Solo in presenza di segni evidenti di pericolo, come armi improprie o oggetti pericolosi, si potrà procedere al fermo, che dovrà comunque essere comunicato al magistrato entro 12 ore, per evitare il rischio di abusi.

Lo scudo penale: un’eccezione estesa a tutti

Un altro tema molto delicato è stato lo scudo penale, una norma che intendeva proteggere le forze dell’ordine da indagini immediate in caso di atti violenti giustificati dalla legittima difesa o dall’uso legittimo delle armi. Il Quirinale ha chiesto che questa protezione venisse estesa a tutti i cittadini, non solo agli agenti di polizia.

“Tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge” ha ricordato Mattarella, sottolineando che anche i civili devono poter godere delle stesse garanzie legali in situazioni simili.

Tuttavia, resta da chiarire come sarà possibile per le Procure verificare se ci sono giustificazioni legali per l’uso della legittima difesa o delle armi senza una prima indagine, un aspetto che potrebbe alimentare polemiche sulla pratica applicazione della norma.

Un esame severo

Sergio Mattarella ha esaminato con attenzione ogni dettaglio del pacchetto, consapevole della necessità di conciliare la sicurezza con i diritti costituzionali. Pur non ostacolando il governo, ha fatto sentire la sua voce su alcune misure che avrebbero potuto compromettere l’equilibrio tra ordine pubblico e libertà individuali. La revisione ha portato a un compromesso che ha visto l’eliminazione di alcune misure troppo drastiche e la modifica di altre per renderle più rispettose della Costituzione.

Secondo Alfredo Mantovano, che ha ricevuto le indicazioni di Mattarella, “l’incontro è andato benissimo”, e ora il testo rivisitato sarà presentato alla premier Meloni. “Abbiamo fatto un lavoro molto ragionevole e equilibrato”, ha commentato il sottosegretario, sottolineando l’importanza di aver trovato un terreno di intesa con il Quirinale.

Le modifiche concrete

Alla luce delle osservazioni del presidente della Repubblica, il governo ha già apportato modifiche al pacchetto. In particolare, la linea dura sulla possibilità di fermare una persona solo per un atteggiamento sospetto è stata smussata: ora è necessario che ci siano evidenti indizi di reato. Per quanto riguarda lo scudo penale, la protezione non sarà più riservata esclusivamente agli agenti di polizia, ma estesa a tutti i cittadini. Altre misure, come il divieto di vendita di armi bianche ai minorenni e l’introduzione di sanzioni per chi resiste a un controllo delle forze dell’ordine, sono state confermate nel decreto.

I due provvedimenti eliminati

Altri due provvedimenti, invece, sono stati completamente eliminati dal pacchetto: la cauzione per gli organizzatori di manifestazioni e la “norma Almasri”, che prevedeva l’espulsione di persone pericolose verso il loro paese di origine, in quanto in conflitto con i trattati internazionali.

Per quanto riguarda il disegno di legge, una delle novità più rilevanti rimane il “blocco navale”, che permetterebbe alle autorità italiane di impedire l’accesso alle acque territoriali per un periodo che può variare da 30 giorni a 6 mesi in caso di minaccia all’ordine pubblico o alla sicurezza nazionale.