ISTRUZIONE

Contro la dispersione scolastica, bene il decreto Caivano, ma serve fare di più

Meritocrazia Italia invoca l’adozione di misure di prevenzione e di supporto sistematico agli studenti a rischio di dropout e la definizione di percorsi ritagliati sulle particolari difficoltà

Contro la dispersione scolastica, bene il decreto Caivano, ma serve fare di più

Tra le altre cose, il decreto Caivano, nato come misura urgente per contrastare il disagio giovanile, la povertà educativa, la criminalità minorile (tra cui le baby gang) e potenziare la sicurezza dei minori in ambito digitale, ha introdotto importanti novità nel piano di contrasto alla dispersione scolastica.

Meritocrazia Italia contro la dispersione scolastica

Purtroppo si tratta di un fenomeno ancora molto diffuso, che vede un numero indefinito di studenti non frequentare la scuola dell’obbligo o, viceversa, accumulare ripetute assenze che possono invalidare l’anno scolastico.

È prevista la possibilità, per i sindaci, di accedere all’Anagrafe Nazionale dell’Istruzione per individuare minori non in regola con l’obbligo di istruzione. Si impone, poi, al dirigente scolastico di monitorare le assenze ingiustificate degli studenti, superiori a 15 giorni in tre mesi; in caso di mancato rientro nei 7 giorni successivi, è tenuto ad avvisare il sindaco, che, a sua volta, procede alla relativa ammonizione. La nuova normativa considera elusione dell’obbligo la mancata frequenza di almeno un quarto del monte ore personalizzato, e – anche in detta ipotesi – è obbligatoria la segnalazione.

Un’altra novità è nella responsabilità penale per i genitori o in generale per chi è il “responsabile dell’adempimento dell’obbligo di istruzione”; questi rischiano non solo l’ammonimento ma anche la reclusione.

Il tema è da sempre caro a Meritocrazia Italia, che invoca l’adozione di misure di prevenzione e di supporto sistematico agli studenti a rischio di dropout e la definizione di percorsi ritagliati sulle particolari difficoltà (di apprendimento o di matrice sociale e psicologica). È favorevole all’adozione di misure che fungano da deterrente e che impongano un sistema di vigilanza obbligatoria per contenere il fenomeno dell’abbandono scolastico, tuttavia ritiene che il decreto Caivano affronti solo una parte del problema, quella strettamente connessa alla presenza fisica dello studente a scuola, tralasciando altri interventi necessari, di matrice educativa, sociale e formativa, poiché diversamente si rischia di non risolvere le cause profonde della dispersione.

Per tali motivi Meritocrazia propone di:

– potenziare la rete educativa territoriale, integrando la segnalazione scolastica mediante interazioni con servizi sociali territoriali, assistenti familiari, mediatori culturali, psicologi scolastici;

– prevedere protocolli comuni tra scuola, ASL, servizi sociali e centri giovanili prima dell’ammonizione;

– creare percorsi di inclusione scolastica e formativa mediante la realizzazione di attività di tutoraggio individuale, recuperi personalizzati, laboratori extrascolastici;

– fornire sostegno alle famiglie fragili non solo mediante elargizione di bonus e altre sovvenzioni già riconosciute, ma prevedendo procedure di supporto (colloqui, patti educativi, interventi sociali), e applicare le ammonizioni previste solo dopo aver esaurito dette misure;

– organizzare corsi di formazione per docenti e personale scolastico sulla gestione delle assenze e sulla modalità della segnalazione e di comunicazione efficace, onde ridurre il fenomeno della dispersione scolastica.

L’abbandono scolastico è un cancro da estirpare, perché indulge all’emarginazione, incentiva le diseguaglianze e priva intere generazioni dell’equipaggiamento intellettuale necessario al cimento della vita. Prevenirlo e contrastarlo con piena efficacia significa far crescere la ricchezza, incoraggiare le pari opportunità e soprattutto restituire dinamismo a un Paese da troppo tempo ripiegato su se stesso.