Politica
Diritto all'aborto

Come colpire la Legge 194 ai fianchi: Gasparri e la "Capacità giuridica" dell'embrione

Il senatore forzista mira anche a riconoscere il 25 marzo come "Giornata della vita nascente".

Come colpire la Legge 194 ai fianchi: Gasparri e la "Capacità giuridica" dell'embrione
Politica 21 Ottobre 2022 ore 17:02

Il nuovo Governo di centro destra non si è ancora insediato che già Maurizio Gasparri - storico senatore di Forza Italia - tenta la zampata sulla legge 194 proponendo, di fatto, di "mettere mano" al diritto all'aborto in vigore nel nostro Paese (negli Usa le cose sono molto cambiate negli ultimi mesi e il dibattito è accesissimo).

Il senatore forzista, il 13 ottobre 2022, ha depositato una proposta di legge:

"Modifica dell’articolo 1 del codice civile in materia di riconoscimento della capacità giuridica del concepito".

Per completezza è giusto ricordare che è la terza volta che Gasparri ci prova, ma stavolta, considerando che in Parlamento c’è una forte maggioranza di centrodestra, lo scenario è completamente diverso.

Iniziativa di FI, scarso interesse di FdI

Giorgia Meloni aveva garantito che non vi era intenzione di toccare la 194. Giovanni Donzelli, parlamentare di Fratelli d’Italia, chiarisce:

"Abbiamo detto chiaramente che la 194 non è in discussione. Al massimo c’è una volontà di applicarla nella sua interezza e di dare un sostegno anche slegato al tema dell’aborto, a prescindere, alle donne che si trovano ad affrontare una gravidanza e sono in difficoltà. Non credo venga approvato con una maggioranza in questo Parlamento. Ma rispetto il diritto di Gasparri di presentarlo. Sinceramente non serve in questo momento in Italia una legge di questo genere".

Gasparri ci ritenta

Spera forse che la terza sia la volta buona il senatore Gasparri che un testo pressoché identico lo aveva già presentato nella XVI legislatura, e poi nella XVII.

L'emendamento ricalca per altro una proposta legislativa del movimento per la vita del 1995:

"Ogni essere umano ha la capacità giuridica fin dal momento del concepimento. I diritti patrimoniali che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita".

Ad oggi, invece, il codice civile riconosce la capacità giuridica solo dal momento della nascita. Nella relazione al provvedimento si spiega come nell'articolo 1 della legge che disciplina l'aborto, e cioè la legge n. 194 del 1978, "non vi è una negazione dei diritti del concepito, ma nemmeno vi è un loro riconoscimento".

Per questo il relatore ritiene esplicitamente:

"Opportuna la modifica dell'articolo 1 del codice civile perché essa condurrebbe ad una applicazione della intera legge n. 194 del 1978 più coerente con l'intento di prevenire l'aborto volontario, in qualsiasi forma, legale o clandestino che sia".

Il motivo è lo stesso Gasrparri a spiegarlo:

"Lo presento tutte le legislature, è un impegno che avevo preso con Carlo Casini del movimento per la vita che fu a lungo deputato Dc ed è scomparso alcuni anni fa. Mi farebbe piacere una discussione serena su questi temi. Che avesse almeno come obiettivo la applicazione delle intera legge 194, che non va abolita, ma che andrebbe rispettata in tutte le sue norme. Almeno questo sarebbe importante. Parlare della vita. Sarà lecito? Diciamo che la presento sempre sperando che prima o poi si possa discutere con serenità di tutti questi temi. Nessuna imposizione, ma nessuna fuga davanti a questioni di cui comprendo la rilevanza, la delicatezza e la complessità".

Nel pratico cosa cambierebbe?

Andando al sodo, se Gasparri centrasse l'obiettivo cosa succederebbe? Il feto acquisterebbe una capacità giuridica già al momento del concepimento; quindi potrebbe avere diritti propri anche contro la madre. Si aprirebbe un ventaglio di ipotetiche situazioni complicatissime da gestire nella ristretta finestra dei 90 giorni in cui si ha diritto ad abortire nel nostro Paese .

La legge 194 è una legge ordinaria a contenuto costituzionalmente vincolato. La Corte costituzionale con la sentenza 35 del 1997 ha dichiarato non è possibile abrogarla, non può essere modificata con una legge ordinaria.

Questo cosa significa? Che se non si può toccare il diritto di abortire si può comunque intervenire "aggredendolo ai fianchi" aggiungendo un secondo attore nello scenario: il feto, con dei diritti alla pari della madre.

Provando a ipotizzare qualche  scenario teorico, se una donna, per esempio malata di cancro, dovesse necessariamente sottoporsi a delle cure salvavita che potrebbero danneggiare il feto, se quest'ultimo avesse diritti al pari della sua persona, a quel punto la madre potrebbe non avere più facoltà di prediligere la propria sopravvivenza.

E le vittime di incesto o di stupro? Potrebbero ragionare sul proprio trauma o sarebbero obbligate a tenersi l'ormai cittadino-feto frutto di una violenza da loro subita?

La materia è delicatissima e ci sono anche da considerare tutti quegli esami che possono mettere a rischio il feto quali la villocentesi o l’amniocentesi: se confermassero una patologia del feto, vincerebbe il suo diritto alla vita o quello della madre di proseguire o meno la gravidanza anche a fronte delle nuove informazioni acquisite?

Sconcerto delle opposizioni

Non si è fatta attendere la reazione del Pd, affidata a un tweet di Simona Malpezzi:

"In Senato FI ripresenta il ddl per modificare l’art 1 del CC in materia di riconoscimento della capacità giuridica del nascituro. Questa è la destra che ha a cuore la libertà delle donne, la destra che dice che non tocchera la 194. Inaudito".

Anche Sinistra e M5s si schierano contro il testo in questione.

"Giornata della Vita nascente"

Dal canto suo il senatore Gasparri ha invece depositato anche un altro Ddl che mira a riconoscere il 25 marzo come "Giornata della vita nascente", al fine di promuovere la consapevolezza del valore sociale della maternità e della solidarietà tra generazioni.

"In occasione della Giornata lo Stato, le Regioni e gli Enti locali dovranno organizzare e promuovere "manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri, momenti comuni di informazione e di riflessione, anche nelle scuole di ogni ordine e grado, al fine di diffondere informazioni sulla gestazione, sulle comunicazione e interazione relazionale precoci tra madre e figlio, sulle cure da prestare al nascituro e alla donna in stato di gravidanza, sui diritti spettanti alla gestante, sui servizi sanitari e di assistenza presenti sul territorio, sulla legislazione sul lavoro a tutela della madre e del padre, nella prospettiva di far emergere tutta la positività dell'esperienza genitoriale".

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